The Port è un’isola virtuale di 16 acri (circa 6,4 ettari) all’interno del mondo 3D online Second Life. Second Life è uno spazio in rete dove si sta costruendo un mondo parallelo in continua espansione, modellato dai suoi residenti, che ospita luoghi di incontro, spazi commerciali, progetti artistici, e quanto di più incredibile stiano pensando e costruendo i 100.000 avatar che già lo abitano.

Il progetto The Port è stato aperto ufficialmente il 26 agosto 2005 dagli artisti Simon Golden e Jacob Senneby , con la collaborazione dell’architetto Tor Lindstrand e di Frida Cornell e si offre come spazio, comunità, arena per esperimenti. I membri di The Port sono artisti, architetti, programmatori, “thinkers” che si interrogano e sperimentano sulle nozioni di value-creation in spazi virtuali, sulla natura della produzione e proprietà immateriale, sull’intreccio tra realtà on line e off line, sulla possibilità dei mondi virtuali di funzionare come spazi pubblici, sul concetto di comunità in una sfera trans-locale.

La community di The Port conta una cinquantina di collaboratori sparsi per il mondo, ma il luogo è costruito da tutti i suoi utenti, è un modello 3D aperto a tutti i residenti di SL che comprende spazi di discussione, installazioni di artisti, strutture architettoniche, un giardino, concerti, dibattiti sulle nuove forme di partecipazione e presa di decisioni, workshop di danza.

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E’ fantastico volare tra le architetture aeree e le installazioni, o camminare sui corridoi sospesi e trasparenti che organizzano lo spazio, entrare il una galleria d’arte o in uno studio televisivo, con una colonna sonora curata dagli artisti e diffusa in tutto lo spazio. Effettivamente The Port si sta rivelando un luogo propulsore di iniziative e progetti che coinvolgono anche il mondo fuori da SL.

Ne è un esempio il progetto collegato Objects of virtual desire. Senneby e Golden hanno collezionato una serie di oggetti immateriali, comperati in SL e scelti per il particolare legame affettivo con chi li ha modellati e posseduti. Questi oggetti vengono riproposti in un sito – negozio, e possono essere acquistati in forma fisica, ricostruiti nel mondo reale e venduti nella nostra economia, assieme alla foto dell’oggetto virtuale e dell’avatar suo precedente proprietario.

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L’opera Cubey’s Penguin Ball, prodotto in SL da Cubey Terra, è stata riprodotta come un pinguino gonfiabile inserito in una sfera in pvc trasparente di due metri di diametro e proposta a 3300 euro. Un suo modello, già realizzato, è stato presentato in ottobre al Game Dump alla Bergen Kunsthall (Norvegia). L’operazione dei due artisti pone l’attenzione sul valore che può assumere un oggetto immateriale, sia nel mondo virtuale e riferito alla sua economia, sia nel mondo reale, in una economia reale.

The Port è un punto di incontro internazionale che propone eventi culturali non necessariamente legati alla rete. Per la sua inaugurazione nel settembre dello scorso anno la Tensta konsthall 2, uno spazio espositivo all’interno di The Port, ha proposta una retrospettiva del fotografo canadese Jeff Wall più o meno in contemporanea con una sua esposizione alla Tate Modern di Londra.

La mostra è stata curata da The Port e da International Festival di Stoccolma (International festival è un progetto tra architettura e performance che presenta lavori in differenti contesti e ha esposto a Stoccolma, Berlino, Zagabria), e la scelta di inaugurare con un fotografo che indaga da oltre 20 anni il mondo reale e la sua messa in scena assume un particolare significato in questo contesto. Immagini di grandi formato esposte in due sale con pavimento, pareti e soffitti leopardati, e un catalogo di 12 mega da scaricare in pdf, con testi critici, un’intervista al fotografo e scatti dell’installazione virtuale e dell’inaugurazione, con avatar di fronte alle opere esposte.

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Dal mondo di The Port sta nascendo anche un magazine, Flack Attack che si sta costruendo sul modello Wiki e con incontri editoriali tra avatar che si svolgono nella sede della rivista in SL. Nel sito della rivista è possibile seguire il lavoro editoriale che si è svolto nei 12 incontri di preparazione del primo numero nel dicembre 2005.

Il primo numero uscito Flack Attack on Autonomy, scaricabile in pdf, affronta il tema dell’autonomia all’interno di codici prestabiliti. Il tema è affrontato mettendo a confronto e in relazione il concetto di autonomia negli spazi reali e nei datascape. In entrambi i casi l’autonomia è in relazione e conflitto con sistemi di regole stabiliti, siano essi fisici e legati a codici sciali, o in spazi virtuali, dove tutte le interazioni e possibilità avvengono all’interno di un codice già programmato da altri.

Il progetto The Port è stato ospitato dal Whitney Artport per tutto il mese di dicembre 2005.


www.theport.tv/

www.objectsofvirtualdesire.com/

www.flackattack.org/

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