Che la tecnologia cambi la percezione della realtà o la realtà stessa, che si faccia più che strumento “approccio”, lo abbiamo discusso, affrontato, stabilito più volte; ma le modalità attraverso cui tutto ciò avviene non sono statiche e immutabili, semmai sempre più rapide, mutevoli e imprevedibili.

Fu William Gibson a parlare per la prima volta di Cyiberspazio, ovvero di una rete mondiale di computer i cui dati costituiscono la “matrice”, un spazio virtuale in cui è possibile organizzare e condividere informazione. E come spesso accade, l’immaginazione s’incarna in dati di esperienza condivisa, si traduce in pratiche acquisite di comunicazione, in esperienze di vita. Blog, Advergame, Brand TV ma anche uffici stampa online e Pod Casting sono solo alcuni degli esempi più o meno recenti di cui disponiamo.

DI particolare interesse e di assoulta diffusione nella rete è il fenomeno del il podcasting: iPod, blog e Internet insieme per il broadcasting audio “on demand”. Un fenomeno nuovo e già piuttosto popolare che sta riscuotendo un certo interesse anche in Italia e che potrebbe rappresentare l’ennesima svolta nella diffusione delle idee in rete. Attraverso il Podcast (o Podcasting), è possibile infatti ascoltare sul proprio iPod, lettore MP3 o PC, contributi audio pubblicati da portali, blog o siti. A un podcast ci si iscrive installando sul proprio computer un client gratuito e scegliendo il sito che fornisce un feed podcast a cui iscriversi. E’ poi necessario indicare il percorso (l’URL) del feed RSS che contiene i puntatori ai vari file audio che saranno scaricati in modo automatico e scegliere la frequenza con cui controllare la presenza dei nuovi materieli che saranno caricati automaticamente sul nostro lettore digitale per essere poi sempre disponibili off line.

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Più semplicemente, Il podcasting è un nuovo modo di accedere ai media audio come, dove, quando, e soprattutto se vuoi, poichè consente la creazione di un palinsesto di programmi personalizzati mentre il client provvede automaticamente al download di nuovi file audio sul nostro player MP3. Una specie di “self made radio” con cui combinare in modo sempre nuovo atmosfere e identità. Inutile dire che sono in molti a sondare con sempre maggiore interesse le possibilità commerciali di queste applicazioni, ma in alcuni casi può essere riduttivo parlare di cybercomunication.

Che cosa succede infatti amplificando le potenzialità dello strumento attraverso l’esercizio della creatività? Succede che personaggi curiosi come Jason Freeman s’inventino qualcosa che sta al confine tra una dichiarazione d’identità, il tentativo di riduzione di un sistema caotico e un callisco progetto di Net Art. In altre parole iTSM, un sistema che analizza le collezioni di musica e canzoni di un individuo per generare un collage audio che rappresenta la personalità del proprietario, compilando un campione astratto, fantasmico dei pezzi, che però evoca la dimensione psicologica e personalissima delle nostre eclettiche collezioni di musica. Un’identità composta di frammenti sonori.

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Recentemente alcuni servizi on line, come genome, hanno già cominciato a riconoscere il gusto musicale degli utenti, ma iTSM va in un’altra direzione.

Collegandosi a www.jasonfreeman.net/itsm si apre una pagina piuttosto anonima in cui è illustrato sinteticamente il progetto. Dopo un paio di indicazioni tecniche è possibile avviare l’analisi dei file audio contenuti nel vostro pc e il processo di creazione della firma sonora. Perchè? Jason risponde semplicemente: “La gente spesso mi chiede che musica ascolto e trovo difficile descrivere la mia enorme collezione di musica in appena qualche frase. Così ho generato l’iTSM, per rispondere col suono ad una domanda a cui non posso rispondere a parole.” Tutto qui? Non proprio: l’iTSM a questo punto seleziona un piccolo numero di tracce “preferite” basandosi su alcuni semplici criteri di selezione, quale il numero di ascolti o la valutazione che gli avete assegnato, poi analizza il contenuto audio, mescolando tra loro piccole parti dei brani così da generare la firma. Il risultato è qualcosa di simile a quei giochi che si facevano un po ‘di tempo fa per radio o in TV: indovinare i brani contenuti in un mix incomprensibile per assegnare improbabili premi a stravaganti concorrenti.

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“Forse caricherete la vostra firma iTunes sull’iPod, la invierete per e-mail ai vostri amici, la ripartirete nella nostra galleria di firme o la attaccherete alla vostra Home Page. Forse vi aiuterà a misurare la compatibilità in occasione del vostro prossimo appuntamento al buio” oppure, continua Freeman, “un iTSM potrebbe metterci in guardia dal politico di turno in campagna elettorale”, anche se mancano dati attendibili in questo senso. In definitiva l’idea è quella di divertirsi magari imparando anche qualcosa di nuovo su noi stessi, sugli altri e sulla musica che ascoltiamo.


www.jasonfreeman.net/itsm

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