Sarà un fenomeno di passaggio, una tendenza momentanea, ma c’è un sottobosco produttivo notevole in ambito neo-folk, che richiede continua attenzione e analisi. Fonal è una recente scoperta, è un’etichetta semplicemente fantastica, che racchiude una sorte di comune hippy nordica, una rivelazione che pian piano viene alla scoperta nel panorama internazionale.

Capitanata da Sami Sänpäkkilä, aka Es, abbastanza noto per le sue apparizioni per la tedesca (K-RAA-K)3, non nuova in questo contesto, e del quale si segnala l’ottimo Sateenkaarisuudelma (K-RAA-K)3, 2005), che necessiterebbe di altro spazio per essere analizzato, Fonal è in realtà attiva dal 1995, nata a Tampere, Finlandia, dove tutt’ora risiede, pubblicando parecchie band finlandesi che attraversano ambient, la sperimentazione e un’ibrida visione di folk psichedelico in chiave pop.

Il 2005 vede la pubblicazione di un disco esemplare per la comprensione della poetica di Fonal, trattasi di Yhä hämärää , di una band proveniente dal nord della Finlandia, precisamente Savonlinna: i Paavoharju; di certo, e a detto di molta stampa internazionale, una delle migliori uscite dell’anno appena conclusosi. Yhä hämärää è un disco magico, possiede un’ambienza assolutamente singolare, dilatata ma anche concisa, lo-fi e freak. I Paavoharju non nascondono la loro inclinazione religiosa, anche attraverso i testi, in finnico, ma di cui sono disponibili le traduzioni in inglese,pienamente percepibile nei canti e nei cori religiosi, e nel cantato ammaliante, quasi sempre presente, incantevole davvero.

Contattiamo Lauri Ainala, portavoce di Paavoharju, con cui scambiamo alcune domande e opinioni sulle influenze musicali e culturali della band, nonchè del loro immaginario e approccio visivo.

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Simone Bertuzzi: Qual’è il background dei Paavoharju? Trovo molteplici influenze nel vostro ultimo disco Yhä hämärää …quali sono i vostri ascolti preferiti?

Lauri Ainala: Quando una chiesa è piena di persone, giovani e anziani, che cantano lo stesso inno e ognuno canta in maniera leggermente diversa e a velocità leggermente differenti, si viene a creare un ambiente unico e incredibilmente affascinante. Amo inoltre le melodie e i testi di questi inni, così zeppi di vita e sentimento. Anche i vecchi videogames Nintendo, C64, Amiga, Sega Master System & Megadrive, Super Nintendo hanno una splendida musica che ascoltiamo con piacere. Abbiamo anche ascoltato molta ‘tracker music’ del periodo 1989-1995 e artisti come Purple Motion, Skaven, Dizzy e altri famosi ‘trackermusicians’.

Cerco continuamente di tenere aperti i miei occhi e le mie orecchie alla ricerca di suoni interessanti, immagini e qualunque cosa sia rilevante. Ascolto molti suoni della vita quotidiana, suoni della natura e degli animali, suoni delle macchine. Anche le colonne sonore e la musica della televisione influenza il nostro subconscio, e il subconscio stesso è la fonte dalla quale la musica dei Paavoharju proviene. Le seguenti band/musicisti ci hanno ispirato in qualche modo nella creazione di musica originale, immaginifica, con forti aspetti sentimentali: Joose Keskitalo, Es, Boards of Canada, Michael Jamson, At The Gates, Bin3333, Xinlisupreme, The Shadows, The Beatles, Tapio Rautavaara, Tero, Mr. Oizo.

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Simone Bertuzzi: Trovo certamente tutte queste componenti nella vostra musica. Ma percepisco anche, come dire, influenze orientali/indiane, nel mood generale, nelle melodie, nei canti. Trovo una speciale tensione fra localismo, intendo strettamente connessa con il vostro Paese, la Finlandia, e qualcosa che si avvicina alla sfera opposta del pianeta, India forse, come dicevo prima…

Lauri Ainala: Beh, dal momento che nessuno di noi ha visto film di Bollywood, ascoltato musica orientale e nemmeno visitato l’India o altri Paesi Orientali devo dire che non avevamo mai notato che la musica dei Paavoharju includesse questi elementi prima che qualcuno (non ricordo chi per primo) non lo sottolineasse. Credo che il modo di cantare di Jenny ha per sua natura (lei è cantante autodidatta al cento per cento) qualche influenza magica orientale [oriental magickk]. Jenni ha sicuramente ascoltato un pò di world/ethnic music ma quasi certamente non musica orientale a parte le Anime Soundtracks, come quelle di Akira, Neon Genesis Evangelion, Serial Experiments Lain, Princess Mononoke e altri. Forse è stata influenzata in parte da queste cose… non ne sono sicuro. Ma è interessante che la nostra musica include tanti stili che la rendono imprevedibile, misteriosa e interessante.

Comunque quasi nessuno ha notato che Jenni non canta in tutte le canzoni di Yhä hämärää che hanno una voce femminile. Abbiamo un’altra cantante femminile che si chiama Soila Virtanen, che ha fatto un ottimo lavoro nelle canzoni Ilmaa Virtaa e Vitivalkoinen!. Entrambe, Jenni e Soila (anche conosciuta come Sy o Mayhem), sono individui speciali, le cui personalità si manifestano pienamente nelle loro voci e performance vocali. Le maggiori influenze di Soila arrivano da Diamanda Galas, una cantante black metal, lunatica, vampiresca che racchiude il rapporto crudeltà/bellezza della vita. La voce di Soila sarà molto presente in futuro – è una promessa!

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Simone Bertuzzi: C’è una traccia che mi interessa particolarmente, On Yhä Hämärää, che poi dà in parte il titolo all’album. Trovo la sua incredibile e tetra ambienza assolutamente ben fatta. Vorrei sapere di più a proposito della sua costruzione, sembra provenire da una registrazione di inni religiosi. Inoltre, prima mi dicevi che ascolti sempre suoni della natura, animali e macchine, li registri anche?

Lauri Ainala: Si, On Yhä Hämärää proviene principalmente da registrazioni di un inno religioso o da differenti registrazioni di inni religiosi. Ci sono alcune parti prese da cassette vecchie di 30-40 anni e altre provengono da alcuni miei field recordings realizzati nelle chiese della Finlandia dell’Est. C’è anche un frammento di melodia suonato da mio fratello Olli e un campione di nostro nonno che canta negli anni ’70 (morì nel 1974, non l’ho mai incontrato). Ovviamente ci sono nascosti molti piccoli dettagli (field recordings, campioni di vecchi dischi, noise digitale e analogico, ecc.) che si possono udire da sè. Ho impiegato 2 anni di lavorazione per On Yhä Hämärää, ho avuto molto tempo per svilupparla fino alla sua forma finale e tuttavia non ricordo tutto il materiale che ho incluso.

Riguardo la seconda domanda, non faccio spesso field recordings, perchè normalmente dimentico di portarmi dietro il registratore… ma recentamente ho acquistato una macchina fotografica digitale che ha la possibilità di registrare suoni, e ho già registrato dell’ottimo materiale.

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Simone Bertuzzi: Ho visto lo showcase della Fonal alla scorsa edizione del festival Sonar di Barcellona, ogni live set (Es, Kemialliset Ystävät e Islaja) aveva un supporto live visivo costruito solo con una lavagna luminosa, sabbia colorata e acqua; questi elementi uniti alla luce delle candele sparse sul palco e ai musicisti, creavano un ambiente molto piacevole… eccitante. Puoi dirmi qualcosa in merito al vostro immaginario visivo? Sono affascinato dalle vostre immagini ‘domestiche’. Mi riferisco all’immagine nel retro copertina dell’album, ma anche ad alcuni ritratti presenti sul vostro sito.

Lauri Ainala: Quelle a cui tu fai riferimento sono tutte immagini non pianificate da situazioni reali. Abbiamo vissuto in luoghi armonici ed eterei e le immagini non possono essere altro che belle e piene di misteri. Queste foto sono state scattate da un nostro vecchio amico, Juho Pitkänen, che venne a trovarci a Tuote (una vecchia fabbrica di diari abbandonata [r.i.p.] da noi occupata) durante l’estate del 2004. Quella vecchia finestra che appare invece nel retro copertina di Yhä Hämärää fa parte di una casa abitata dagli spiriti, in cui vivevano i ‘Denzos of Savonlinna’ (Greets fly to J-Karjalainen, Kuisma e Morgan Kane).


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www.paavoharju.com

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