Live!iXem 2005 , iniziativa volta all’analisi delle realtà italiane impegnate nella sperimentazione sonora e interdisciplinare, giunge alla sua seconda edizione che si terrà a Mestre-Venezia presso il Centro Candiani dal 9 all 11 dicembre 2005. Per l’occasione ha arricchito la sua formula concorso+festival avvalendosi di una giuria fatta di artisti stranieri di chiara fama che, in qualità di ospiti, si esibiranno nello stesso programma in cui si esibiranno gli autori dei progetti selezionati. Tra i giurati, volutamente molto diversi tra loro, ma con in comune una profonda esperienza e conoscenza nell’esplorazione dei rapporti tra suono ed immagine, era presente Xavier Querrel cineasta e sperimentatore sonoro della Cellule de Intervention Metamkine (ospiti della rassegna).

I Metamkine non potevano mancare in un contesto del genere: sia come artisti sia come testimoni di una esplorazione ormai più che decennale dei rapporti tra suono ed immagine nella performance dal vivo. La Cellule è infatti una struttura a geometria variabile che raggruppa musicisti e cineasti, ricercatori della relazione tra suono e immagine. Dal 1987 presentano il loro lavoro in diversi festival, cinema, gallerie e spazi indipendenti, in Francia, Europa, Canada, Stati Uniti e Giappone; numerose le collaborazioni con gruppi provenienti da diverse parti del mondo. Attraverso la magia degli specchi, le multiproiezioni e una dislocazione ingegnosa durante le esibizioni dal vivo, i Metamkine in ogni performance producono e dirigono un nuovo film, riversando spirali di disegni e foto improvvisate, accompagnate dal vivo da una traccia audio di frammenti di nastro e suoni di antichi sintetizzatori. Il gruppo è composto da Jérome Noetinger (dispositivi elettroacustici), Christophe Auger e Xavier Querél (elaborazioni immagini). I tre, che lavorano insieme ormai da dieci anni, hanno spinto i confini del film e della traccia audio all’interno del regno dell’esibizione dal vivo. Le loro performances hanno un forte impatto viscerale, i loro materiali sono le pellicole ed il suono, il musicista e i cineasti sono sulla scena di fronte al pubblico e attraverso due specchi installati nella sala riflettono le immagini su uno schermo posizionato dietro di loro. Suoni e immagini sono elaborati in tempo reale; cinema per le orecchie e musica per gli occhi.

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Ho chiesto quindi a Xavier Querrel di riguardare i lavori selezionati dalla giuria della prossima edizione di Live!Ixem, dimenticando di essere stato membro della giuria ed immaginando di doverne dare un parere come fruitore…

Xavier Querrel: Siamo sicuramente in presenza di proposte piuttosto omogenee, sette opere di bella fattura. Ascoltandole e guardandole di nuovo mi accorgo che potrebbero avere un’idea comune: ognuna di esse mi evoca la Scultura. “Materie” diverse (suono, tempo, spazio, massa) rese malleabili. Alcune lavorate a mano, allo stesso modo in cui un fornaio impasta il pane. Alcune incise, cesellate da strumenti precisi. Alcuni di questi progetti lavorano per elimininazione, sottrazione, tagliando, ritagliando e sopprimendo la materia per definire/creare/confezionare un blocco immaginario e dargli forma. Altri invece procedono per aggregazione: creare, raccogliere e riunire materiali per costruire e dare corpo. O altri ancora assomigliano a sculture più architettoniche, allo scopo di selezionare, posizionare e ordinare elementi diversi nello spazio. Le opere, nel complesso, mi appaiono anche piuttosto pulite, limpide. Sembrano evitare gli eccessi.

Domenico Sciajno: In questa pulizia ed essenzialità trovi un pregio o un limite?

Xavier Querrel: Beh, sicuramente manca qualche volta una certa ‘rugosità’, un aspetto un po’ più “sporco”…

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Domenico Sciajno: Forse più che come fruitore ora parli nel ruolo di Xavier-artista, sempre alla ricerca di immagini-sonore che, tra le increspature, si manifestano nella ‘concretezza’ meccanica-gestuale della strumentazione e delle procedure ‘analogiche’

Xavier Querrel: Devo ammettere che i suoni e le immagini lavorati attraverso i media numerici mi sembrano spesso troppo puliti e brillanti, come se fossero immateriali, con poche radici che affondano nella terra. Terra che un gusto, un odore, terra che può essere fango, che macchia….

Domenico Sciajno: Proviamo ad andare sul particolare, cosa pensi di Panorama del collettivo Zimmefrei?

Xavier Querrel: Giustapposizione, sfalsamenti temporali, ma questi diversi strati di tempo scivolano e si fondono gli uni sugli altri. Grande maestria tecnica, regia precisa. Diverse azioni/performances e avvenimenti sfalsati, persino incongru a volte,i ma che creano un senso grazie al quale io, fruitore, mi racconto una storia. L’apporto del suono è essenziale, lascia totalmente respirare le immagini

Domenico Sciajno: e di Surface Study #1: Sand di Alessandro Fogar cosa ne pensi?

Xavier Querrel: Un filo di tempo che scorre, reso sonoro, tangibile, visibile. Diventa sensibile al tocco, un po’ rugoso. Si immagina allora il suo gusto. Manca solo il suo odore.

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Domenico Sciajno: Parlami anche di X-Scape, concepito da Martux_m che firma le musiche ma con immagini realizzate da Mattia Casalegno dei Kinotek…

Xavier Querrel: Materia, fine, ricca, spazio scolpito o piuttosto finemente cesellato come un merletto. Precisione chirurgica, operazione di scalpello.

Domenico Sciajno: Autoctono di Chiglia:e:remi…

Xavier Querrel: Lento, sensibile, posato, infinitesimale. Complementarietà dei due schermi diversi e dei suoni, ogni elemento ha la sua vita propria ed è contemporaneamente legato agli altri, consentendoci di volta in volta di leggere gli elementi in modo differente. Una bella poesia che si libera dalle immagini astratte e si confronta con immagini semplici della natura.

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Domenico Sciajno: i Sinistri ++ propongono invece Black Pulse vs White Space, un lavoro esclusivo sul suono. Di questo cosa mi puoi dire?

Xavier Querrel: Aereo, delicato, bucolico. Suoni semplici, posizionati semplicemente. Troppa gentilezza mio avviso. Aggiungere un pizzico di follia a tutto questo…

Domenico Sciajno: Concludiamo con Chitarra acustica improvvisamente stravolta, altro lavoro esclusivamente sonoro di Dario Sanfilippo (aka Tirriddiliu)

Xavier Querrel: Una musica che mi sembra liberata e allo stesso tempo dominata. Come una massa di materia instabile che risplende da tutte le parti. Arriva quallche volta ad ammansirsi, sembrerebbe che se ne possa qualche volta influenzare la direzione, ma finisce sempre per scivolarci tra le dita, lasciando qualche bruciatura. E’ come un formichiere al lavoro…


www.ixem.it

http://metamkine.free.fr/

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