Un locale a vetrate, molto simile a un negozio, al centro di un cortile di case popolari nel nord di Milano: si presenta così il nido di Xxy, un’associazione nata dall’incontro tra un gruppo di ragazze della “fu villetta occupata” Shesquat e dall’esperienza dell’ex laboratorio di hacking Loa. Ecco spiegato il perché del nome: un cromosoma mutante che racchiuda entrambi gli universi, maschile e femminile, con le loro diversità. Giovani che mischiano tecnologia e progetti sociali, in tempi in cui la formazione hi-tech è ostica, ma d’obbligo e venduta a caro prezzo. Così l’autoformazione attraverso la condivisione dei saperi (il cosiddetto sharing) sembra l’unica via percorribile.

A Xxy ci tengono subito a precisare che non sono un gruppo nel senso tradizionale del termine: . Preferiscono quindi definirsi . Corinna, una ragazza dell’associazione, aggiunge:

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Persone diverse, con attitudini e interessi differenti, che portano valore aggiunto alla comunità attraverso la realizzazione di progetti talvolta molto distanti tra loro. Si parte dall’informatica in senso stretto, con net point per il libero accesso a Internet, sperimentazioni wireless e voice over IP, corsi di crittografia e formazione di base ai sisitemi Unix, si passa per il video editing e la web radio, per arrivare alla comunità degli scriventi e ai progetti editoriali: è questa infatti la casa natale di Ippolita, un server che è anche database di contenuti opensource, ai quali attingere per i propri progetti di scrittura creativa e comunitaria.

Spiega Corinna. .

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Sono in cantiere dei corsi di formazione specifici, a pagamento o gratuiti a seconda dell’ampiezza del target a cui si rivolgono: installazione e utilizzo del sistema operativo linux, per principianti, programmazione in linguaggio C, Web semantico, scrittura di exploit e shellcode, presentazione del progetto Annotea (per maggiori info, corsi_xxy@ippolita.net) .

Non solo iniziative strettamente tecnologiche, ma anche rivolte alle persone del quartiere, non proprio giovani: . Anche il progetto “Giardino partecipato” si colloca in quest’ottica, con un’insolito riavvicinamento alla natura in mezzo al grigio cittadino.


www.ippolita.net

http://xxy.realityhacking.org/

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