Nella fremente Londra dei nostri giorni, un pullulare di artisti si trovano insieme a formare collettivi di lavoro dando vita a produzioni indipendenti o commissioni interessanti. All’interno degli studi londinesi si sviluppano le vibranti attivita’ giovanili.

Anno 2005, mese di giugno, incontro Shroom a Londra durante il festival inglese di immagini digitali, onedotzero (festival che si svolge all’interno dell’Institute of Contemporary Art, tra la fine di maggio ed i primi di giungo, arrivato quest’anno alla sua nona edizione).

Shroom è un collettivo di designer formatosi nella capitale inglese nel febbraio del 2001 con interessi nei media quali televisione e cinema. Un team di 3 registi, supportati di volta in volta da una serie di collaboratori freelance: Christian Krupa è un regista e designer abile nelle tecniche del racconto e con grandi capacità di designer; Alexander Hatjoullis è un regista e animatore con capacità nel disegno 2/3D, animazione e montaggio e Christos Hatjoullis è un regista e produttore con un background in management creativo. Shroom collabora inoltre con altri registi e filmmaker alla realizzazione di progetti commerciali, dalle trasmissioni ai contenuti editoriali, in UK e nel resto d’Europa. Come dicevo, ho incontrato i ragazzi di Shroom qualche mese fa, affascinata dal loro modo di lavorare, ho cominciato a pensare alla possibilità di presentare I loro lavori a Roma, cosi’ dalle nostre chiacchiere telefoniche e’ seguita una visita nel loro studio ad Hackney.

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Sono andata con la curiosità addosso e non immaginate quale sorpresa quando mi sono resa conto di trovarmi prima di tutto dentro la loro casa!!! Immaginate, dunque, una casa su tre livelli, dove lo studio occupa il top floor. Mi sono davvero sentita un po’ come Alice nel paese delle meraviglie, entrata per magia in un mondo di musica e video che mi si animava di fronte e per il mio più sommo godimento.

I tre ragazzi di Shroom, Christos, Alex e Christian mi hanno mostrato con entusiasmo i loro lavori in un rincorrersi dietro una fremente attività, un vero e proprio vjing in tempo reale. La cosa interessante è stata ricevere informazioni e dettagli dietro ogni lavoro, storie di progetti e loro realizzazioni, per finire con Christos al flauto, dilettatosi in un accompagnamento musicale dal vivo per il pezzo Running Life, una animazione in rotoscope. Un’opera del tutto personale, basata sul lavoro pioneristico del fotografo vittoriano, Eadweard Muybridge che creò le prime forme di immagini in movimento. Caratteri rotoscopici sono immersi in un paesaggio astratto esplorando il tema della lotta umana in corso.

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L’animazione in rotoscope è una vecchia tecnica dove delle riprese video vengono riproiettate, tracciate e rifilmate, immagine per immagine. Il risultato è un movimento naturale con un aspetto dipinto o disegnato (uno dei lavori più interessanti in questo senso a livello cinematografico è senz’altro Waking life di Richard Linklater). Shroom ci propone visioni di diverso tipo e da diverse angolazioni, visioni della citta’ ‘sentita’ dal basso, con una videocamera piazzata su uno skate o su una BMX, inserita in una vorticosita’ di azioni ed eventi che prendono vita nelle metropoli contemporanee.

Il progetto Day in the city ,realizzato in collaborazione con l’artista di origine italiana Guido Gazzi, e’ una serie di cortometraggi sugli skaters, girato con tecniche sperimentali. In Day in The City 1 un ragazzino entusiasta decide di passare la giornata all’aperto in città, guardando gli skaters a South Bank piuttosto che spendere la giornata in giardino con la babysitter. Appaiono lungo le strade di Londra alcuni dei migliori skaters. Un modo per mostrare quel mondo underground di cui fanno parte. Day in the City 2 e’ un altro film sperimentale sugli skaters. Protagonista stavolta una skater donna alle prese con nuove sfide in combinazione con l’architettura neoclassica del centro della città di Liverpool ed i docklands della vittoriana Manchester. Il film utilizza numerose tecniche sperimentali, incluse riprese a specchio, tempo ripetuto e colorizzazione digitale.

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Questa passione per gli skaters, unita ad innovative tecniche di ripresa e montaggio si esprime chiaramente anche in uno dei primi progetti del collettivo inglese, Blue Danube , un corto realizzato a basso costo in 48 ore girando in action camera sulla scia dei film sugli skaters.

La storia segue le vicende legate ad un pacchetto rubato ad una donna di fronte ad un caffè. Mentre il misterioso pacchetto percorre le strade di Londra passando di mano in mano (un ragazzo in corsa, poi sullo skate ed in BMX), la stessa donna ha delle visioni dei diversi passaggi. Infine l’oggetto giunge al destinatario originario che ne rivela il contenuto. La musica originale, un pezzo di elettronica che disegna letteralmente il ritmo del video, e’ composta dal musicista d’avanguardia Adam Sloan.

I progetti di Shroom variano quindi dall’animazione alla ripresa video, ad una attivita’ di vj/dj dal vivo in collaborazione con il musicista Alexis Bamforth. La performance elettronica vede in scena immagini d’archivio come scene da un vecchio manicomio ad i primi esperimenti di volo oppure i processi in fabbrica. I visuals creano una esperienza immersive dello spettatore in un crescendo ipnotico.

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Grazie al documetario di animazione video Terra 2050, realizzato lo scorso anno su commissione di Channel 4, ed esibito durante onedotzero9, i nostril tre eroi arrivano alla ribalta tanto che ottero in seguito commissioni dalla BBC e la cura dei visuals (delle sequenze di animazioni multiple) per il tour americano dei Rolling Stones; sulla stessa scia, i tre ragazzi avevano già realizzato lo scorso maggio delle animazioni per il tour degli U2.

Terra 2050 e’ diviso in 4 episodi, ciascuno da 3 minuti, l’idea di base è molto semplice: scoprire quello che la gente pensa del futuro lasciando che il ‘sentire’ sul mondo di oggi costruisca un coro di voci perfettamente orchestrate. Un approccio relazionale alla realizzazione filmica che include punti di vista di scienziati ed accademici, rappresentanti di organizzazioni e membri del pubblico da tutta Europa ed oltre. Le riflessioni spaziano dalla situazione ambientale alla sperimentazione genetica, dalle nuove tecnoogie alle paure e speranze verso un futuro incerto.

La terra lancia i propri segnali, l’uomo deve essere pronto a coglierli senza perdere il controllo. Le speranze includono il passare di moda delle bombe, che la gente cambi verso un’energia pulita e rinnovabile e che dopo tutto la foresta amazzonica non muoia.

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Presentato come installazione durante Enzimi festival a Roma, Shroom video collection, riprende la rassegna Supercollettivi, presente nell’edizione di Enzimi 2003 (una selezione di lavori dei 3 collettivi inglesi Shynola, Hammer & Tongs e Lynn Fox) con l’intento di gettare uno sguardo approfondito sulla scena video dei collettivi inglesi.

L’essere umano ed il proprio ambiente sono al centro delle riflessioni di questo collettivo con un approccio del tutto personale ed uno sguardo privo di giudizio. Il lavoro artistico, espresso in forme ricercate, non è fine a se stesso, ma ripropone una visione del futuro che si fa presente, un po’ come in una delle riflessioni inserite in Terra 2050: ‘the future is like a dream, you can dream something and say oh we like the future, I would like to have this….but, it’s not real, real is now and we need to be happy now, and be …free, now!’. Dopo la nostra immersione nel mondo visuale di questi tre ragazzi lo sguardo si modifica, impercettibilimente ed il futuro/ora ci sorride.


www.shroomstudio.com

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