Molto intenso è stato questo periodo estivo per la produzione europea di Net Art, arricchito e animato da una serie di progetti che, per motivi diversi di originalità e freschezza, hanno suscitato la mia attenzione e quella della comunità internazionale. In particolar modo, tre di questi progetti meritano un approfondimento su questo magazine per la presenza di un sottile fil rouge che li unisce: la capacità cioè di interpretare a fondo l’arte come natura complessa di reti e network, in grado altresì di specchiarsi nella fragile capacità intrinseca di esprimere se stessa attraverso internet.

A tal proposito, Umatic, collettivo di artisti dediti alla sperimentazione audiovisiva presente anche all’ultima edizione di Transmediale, sono in questo periodo impegnati in un progetto che unisce le istanze creative della sperimentazione elettronica con le dinamiche collaborative degne del miglior progetto di Net Art. Stiamo parlando di Soundtransit, una community online, un paesaggio sonoro collaborativo in rete, incentrato su pratiche del field recording e delle fonografia. La fonografia è per definizione l’arte di registrare suoni dall’ambiente circostante, focalizzando la propria attenzione soprattutto su quella amma di suoni che spesso non vengono registrate dalla nostra attenzione nella vita di tutti i giorni.

Arte del suono quindi. Suono interpretato come materia fisica, come entità vivente, come frutto di libere associazioni acustiche naturali o metropolitane. Ma non solo. La community di Soundtransit è attenta infatti a condividere tutti quei suoni provenienti da situazioni improvvise e imprevedibili, ai soundwalks di origine più diversa, alla risonanza degli oggetti solidi, a tutta quella gamma di suoni provenienti dall’atmosfera terrestre.

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Già sufficientemente stimolante nel suo impianto teorico, forte di un’idea ancora poco sperimentata dal granitico e auto referenziale universo del net-artismo internazionale, Soundtransit stupisce il visitatore più attento con una realizzazione progettuale, una qualità di prodotto e una gamma di opzioni che inducono a riflettere su come la Net Art abbia oggi bisogno della linfa e della creatività meticcia portata da artisti provenienti da altri territori dell’arte elettronica.

Sul sito web del progetto, nella sezione “book”, è possibile quindi pianificare e godere di un vero e proprio “viaggio sonico” attraverso paesaggi sonori provenienti da differenti locations registrate in tutto il mondo, mentre nell’area “search” è possibile ricercare suoni specifici inseriti nel database da tutti i membri della community. Il risultato è semplice quanto efficace: un biglietto aereo virtuale in grado di tracciare un percorso sonoro attraverso i luoghi impervi della nostra fantasia, innescata dalla descrizione di ogni singola traccia audio da parte del suo autore, del momento, del luogo e degli eventi che lo hanno generato, cercando di immaginare come questo abbia potuto condizionare qualcuno prima di noi. Non rimane che aderire al progetto, mettersi in cuffia e andare a “comprare” il primo biglietto aereo disponibile, preferibilmente sola andata e in prima classe.

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Hermenetka è un secondo progetto di Net Art il quale è in grado di generare cartografie fortuite per mezzo di un motore di ricerca attivo all’interno di un data base specifico. Il punto di partenza di Hermenetka è quindi l’immagine del Mare Mediterraneo, bacino e scenario spirituale di pensieri, metodo e ricerca di conoscenza. Hermenetka è infatti un acronimo proveniente dalle parole “Hermes”, dio greco della comunicazione e dello scambio spirituale e intellettivo, “Net” e “Ka”, termine proveniente dal complesso simbolismo della mitologia Egizia, che rappresenta la consapevolezza e la guida nel mondo invisibile, nel regno dei morti.

Anche in questo caso il progetto di Net Art colpisce per la sua originalità. Dissociandosi dalle principali correnti creative che animano questo territorio artistico, spesso accusate di ingenuità progettuale e lassismo teorico, Hermenetka si appoggia alla rete e alle sue dinamiche collaborative per indagare quanto più a fondo possibile alcuni principi fondanti del nostro pensiero contemporaneo, fino a un confronto diretto con le nuove teorie e le sempre più attuali visioni cyber-elettroniche.

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Nella nostra era infatti, la metafora del “mare tra le terre”, traduzione lessicale del nome Mar Mediterraneo, si ripresenta costante nel concetto di “flusso” e “interscambio” caratteristico degli scenari e dei paesaggi del cyberspazio. Consapevole di ciò, il progetto Hermenetka induce a generare cartografie multiple del “mare di dati” che popola il quotidiano della cybercultura. Il progetto è quindi costituito da due tipi di mappatura: la prima consente di generare una mappa in tempo reale da alcuni “topics” che gravitano attorno al concetto di “mediterraneo”, la seconda consiste invece nel rispondere alla semplice domanda “Cosa è il Mediterraneo per te?” In questo secondo caso, ogni risposta data innesca una ricerca di immagini e testi da parte di un engine all’interno del mare di dati che popolano il cyberspazio, allo scopo di comporre un’unica mappa complessiva.

L’estetica visiva del progetto infine si ispira alle tecniche pittoriche con colori ad acqua, alle pratiche di collage, alle teorie sulle trasparenze di Robert Rauschemberg, quindi in entrambi i casi sopra citati, l’immagine complessiva è generata casualmente da giochi di trasparenza di immagini e testi in varie dimensioni e su differenti livelli di trasparenza.

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Infine questo viaggio nel rutilante mondo della Net Art si conclude con la descrizione di un progetto collaborativo in grado a sua volta di riunire differenti progetti net-based di artisti, creativi e pensatori di varia estrazione e cultura. Il progetto in questione si chiama Mediatopia 2 fresh! e riunisce al suo interno interfacce teoriche in grado di analizzare molti aspetti e utilizzi diversi di internet, come mezzo per condividere esperienze, come piattaforma culturale, come mezzo di espressione artistica. Ponendosi al di sopra di tutto, Mediatopia riunisce queste esperienze, presentandosi come un network dei network, come uno spazio virtuale in grado di condividere cultura, arte, teorie e tecnologia.

Dal lavoro Retrotype di Jessica Ivins, un percorso storico della rappresentazione delle donne nei video games che consente al visitatore di interagire con l’interfaccia, a Neighborhood and Area research di Carlos Katastrofsky, in grado di scoprire gli indirizzi IP dei vostri vicini nel cyberspazio, dal bellissimo di Michael Takeo Magruder in grado di filtrare e ri-valutare le principali notizie e informazioni nel mondo occidentale in una chiave e una visione assolutamente originale, a The face of tomorrow di Mike Mike in cui la complessa mistura genetica dell’umanità, e la sue differenze nello spazio e nel tempo, è virtualmente ricomposta e ricombinata, sondando così gli effetti che la globalizzazioe sta producendo sulle nostre identità.

Molti altri sono i lavori presenti nel network di Mediatopia prodotto da Adhocarts, rganizzazione no-profit fondata nel 2000 che agisce come catalizzatore per lavori e progetti che utilizzano la tecnologia e gli ipermedia, come la net art, le installazioni, il video digitale, la scrittura digitale e la live art.


www.soundtransit.nl

www.hermenetka.org

http://mediatopia.net

http://adhocarts.org

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