Inteatro Festival 2005 si moltiplica e si dilata per un intero mese, articolandosi in cinque progetti tematici: due nella storica sede di Polverigi (Fatti di danza 25 e 26 giugno, e Fuori Luogo 8, 9, 10 luglio), l‘Ospitalità Internazionale al Teatro La Fenice di Senigallia il 18 e 19 giugno, Intrecci capitolo 5 a Jesi il 2 luglio e Progetto Motus alla Mole Vanvitelliana di Ancona il 13, 14, 15 luglio. Inteatrofestival conferma inoltre la sua l’apertura internazionale e rilancia sul territorio la storica vocazione verso l’interdisciplinarietà, la contaminazione tra le arti, l’innovazione del linguaggio teatrale, la ricerca, la valorizzazione dei nuovi talenti.

Prima tappa, Senigallia, Ospitalità Internazionale: il grande palcoscenico del Teatro la Fenice ha accolto il 18 e 19 giugno in prima italiana ed in esclusiva nazionale i francesi Les Colporteurs , uno straordinario ensemble di attori danzatori, funamboli, musicisti con lo spettacolo Diabolus. Tratto dal racconto Diavoleide dello scrittore russo Mikhaïl Bulgakov , lo spettacolo, burlesco e poetico, narra la vita ben regolata del funzionario K che, a causa di una storia oscura di salario retribuito in fiammiferi, sarà risucchiata inesorabilmente entro una diabolica macchinazione nel quale ogni evento, anche il più improbabile, diventa ovvio, in cui gli uomini sono complici e vittime di un gioco vorticoso che sconvolge ogni certezza; in questo universo demente, i segretari ballano sul filo, il telefono ringhia, le pratiche hanno le ali, i mobili si rovesciano da soli…. Un racconto-incubo, tempestato di stregonerie, con interpreti folgoranti.

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Fatti di danza
è la seconda iniziativa del cartellone di Inteatrofestival : nei giorni di sabato 25 e domenica 26 giugno a Polverigi si sono avvicendate performance, incontri e una sorpresa: l’annuncio della creazione di IFA Inteatrofestival Academy intitolata a Domenico Mancia, il fondatore di Inteatro recentemente scomparso. IFA, la cui sede sarà a Villa Nappi, avrà un programma permanente di formazione e ricerca a carattere intensivo e residenziale, e approfondirà il rapporto tra la creazione coreografica e le altre arti performative; vi potranno accedere danzatori, coreografi, attori, registi, provenienti da tutta Europa.

Al Teatro della Luna, sabato e domenica alle ore 21, sono stati mostrati i lavori di 4 centri di ricerca internazionali maturati nel quadro del progetto europeo CIMET. Il 25 giugno sono state presentate due performance dell” Accademia sperimentale di Salisburgo SEAD (“Pigs can’t fly”, teatro danza con musica dal vivo e canzoni originali; The “Prophecy”, un breve studio sulle possibilità del movimento e della voce) e uno di Body Unlimited (Novi Sad) , ispirato all’opera di Beckett, dal titolo “That’s the show, free gratis and for nothing“. Domenica sempre alle ore 21 En Knap_Agon (da Ljubljana) ha presentato “Gallery of dead women”, un omaggio ad Hamletmachine di Heiner Müller; mentre la coreografa anconetana Rebecca Murgi si è cimentata con un lavoro elaborato assieme a sei giovani danzatori provenienti da Slovenia, Austria, Italia e Francia, riuniti nel progetto 4U.

Il tema della “Danza in Europa. La formazione dal corpo alla scena” è stato al centro di un seminario internazionale che si è svolto a Villa Nappi sabato 25 pomeriggio (ore 15,30-18,30) e domenica 26 mattina (ore 10,30-13). Il seminario ha affrontato la questione della formazione dei danzatori e dei coreografi a fronte di una spiccata tendenza della danza europea ad attingere sempre di più in ambiti performativi diversi. Oggi la danza diventa spesso performance, happening, saggio critico, si fa circo, cinema, video, teatro. La danza vuole parlare, scalare strutture architettoniche, occupare le strade, entrare nelle gallerie d’arte. Quali sono le ragioni di quest’esigenza? Quanto la coreografia può attingere dalle arti contemporanee? Attraverso quali modalità può avvenire il confronto con artisti di altre discipline? Questioni complesse che delineano un percorso volto alla creazione di forme dello spettacolo contemporaneo anche inedite, dove le sinergie nascondono sorprese ed interrogativi.

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A Jesi avrà luogo in Luglio un nuovo capitolo del progetto Intrecci, Festival di Scritture Contemporanee nato dalla collaborazione tra Comune di Jesi , Inteatro e Scuola Holden di Torino. Un marchio che raccoglie le esperienze artistiche frutto di “intrecci” tra le arti.

Fuori luogo, fuori dagli spazi convenzionali di Polverigi, è il tema dei tre giorni di teatro, musica, danza, improvvisazioni ed interventi spettacolari, dall’8 al 10 Luglio. Tra le prime italiane, il Teatro del Lemming presenterà A porte chiuse di Jean Paul Sartre nell’anniversario dei cento anni della nascita. Il Teatro del Lemming prende come riferimento il pensiero esistenzialista francese per ripensare l’avventura dantesca come attraversamento possibile della condizione umana. L’ 8, 9 e 10 luglio andrà in scena, nel centro storico di Polverigi, I viaggi di Gulliver , regia di Marco Solari . E’ uno spettacolo basato sull’opera di Swift , restituita alla sua dimensione di critica feroce della pretesa superiorità dell’uomo occidentale, ma anche alla sua deriva fantascientifica, e al suo progressivo straniamento. Iin scena anche tre musicisti e diversi contributi video con riprese macro, ribaltamenti di piani, distorsioni cromatiche.

Tra le presenze internazionali, in esclusiva nazionale, saranno i francesi UN TM con Les dieux appellent ça des boulons , uno spettacolo tratto dal racconto “L’eremita e il sei dita di Viktor Pelevin”. Una favola moderna dove si mescolano umorismo, tecnologia, metafisica e open-bar, sul tema di un mondo-macchina industriale cui si prova a dare un senso.

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Il collettivo Ex Nihilo ( 5 danzatori di Marsiglia) con la danza urbana di Calle Obrapia #4, sarà di scena il 9 luglio. Una via stretta, i suoi marciapiedi, le sue pareti. Tre donne e un uomo. I loro corpi si intrecciano, si lanciano, si guardano, comunicano l’un l’ altro. Sono di passaggio, in esilio? Di tanto in tanto pezzi di musica rompono il silenzio. Brandelli di realtà sfuggono da piccoli transistors. Altri saranno infine gli interventi di danza urbana a cura di >e Virginia Spallarossae di teatro urbano a cura di Andrea Bartola per poi chiudere il 10 luglio con una grande festa di Piazza.

E’ un teatro che affonda le radici nella ricerca filmica, nelle arti visive, nella fotografia quello dei Motus. Al percorso della compagnia riminese diretta da, Inteatrofestival dedica un progetto monografico, con un workshop e tre serate di spettacolo, alla Mole Vanvitelliana di Ancona, dal 13 al 15 luglio, ospite di Villard6 (sesto seminario itinerante di progettazione). Nell’ambito del progetto verranno presentati: un work in progress Piccoli episodi di fascismo quotidiano , indagini su Pre-Paradise sorry now di Rainer Werner Fassbinder e l’omaggio a Pasolini Come un cane senza padrone.

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