Fantasmagramma è un duo di artisti audio-visivi composto da Francesco e Marco Leoci. Il loro lavoro si snoda attorno ad un soggetto fondamentale: il suono. Il suono in ogni parte del suo spettro, indagato con minuzia da laboratorio. Il suono che viene analizzato e restituito tramite un oscilloscopio. La “materia sonora” trattata dai Fantasmagramma e l’asciuttezza della sua lettura visiva creano performance radicali, forse difficili, ma che costituiscono una di quelle sfide al senso comune delle quali il panorama dei live media e delle arti digitali hanno bisogno.

Bertram Niessen: Il vostro lavoro sembra suggerire modalità di fruizione diverse di quelle proposte dal resto del mondo live media italiano. Voi come vi rapportate con il pubblico?

Fantasmagramma: Ci interessa analizzare le loro reazioni, nel corso degli anni abbiamo assistito ad una grande varietà…probabilmente ciò è dovuto alla radicalità del nostro lavoro e del suo porsi quasi totalmente sul piano percettivo. Sarebbe interessante riuscire a manipolare il pubblico, come accade con la televisione e i vari media istituzionali.

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Bertram Niessen: L’elemento della sinestesia sembra avere una grande importanza nel vostro modo di lavorare. E’ una priorità compositiva? In che modo procedete alla costruzione di un live?

Fantasmagramma: La sinestesia nel nostro lavoro non è una priorità, innanzitutto siamo dei musicisti; il rapporto tra suono visione e spazio nasce soprattutto durante le performance. Ultimamente, location permettendo, prima di un live pianifichiamo qualsiasi elemento: disposizione nello spazio, colore e intensità delle luci, tipologia di un eventuale dispositivo visivo, disposizione del pubblico, dell’acustica, perfino il nostro abbigliamento…una cosa è certa, siamo molto pignoli…

Bertram Niessen: Potete portare l’esempio pratico di un ragionamento che avete fatto in questo senso?

Fantasmagramma: A volte ci capita di esibirci in piccole location, o gallerie d’arte, quindi in serate dove siamo gli unici ad esibirci; grazie a ciò riusciamo ad avere il controllo generale dell’allestimento, cosa difficile da realizzare nei festival ad esempio, dove tutto è già preimpostato. In ogni caso quello che facciamo è cercare di creare un’atmosfera che si accordi con il nostro lavoro musicale.

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Bertram Niessen: Posso chiedervi qualcosa sulla vostra interpretazione del minimalismo? La prima parola che mi viene in mente è “radicale”…

Fantasmagramma: Inizialmente il nostro lavoro era molto più vicino all’estetica del minimalismo, col passare del tempo le nostre strutture sonore sono diventate sempre più complesse, prive di sovrastrutture, praticamente emancipate…anche se mantengono sempre quell’aspetto emaciato che fa pensare al minimalismo, ma ciò è dovuto al fatto che lavoriamo su zone estreme dello spettro sonoro, quindi anche utilizzando una grande quantità di suoni e varianti, le nostre composizioni mantengono sempre un aspetto sottile. Qualcuno ogni tanto ci chiede se c’è un messaggio, un significato nel nostro lavoro, ma non c’è assolutamente nulla che tentiamo di comunicare, sono solo onde nello spazio.

Bertram Niessen: Quali soluzioni tecniche adottate dal vivo?

Fantasmagramma: Per quanto riguarda la sezione audio non utiliziamo sequenze preimpostate, i suoni vengono generati e controllati in realtime attraverso un software. La parte video consiste semplicemente in un oscilloscopio digitale che reagisce al segnale audio ricevuto. Non siamo interessati a realizzare sequenze di video o animazioni. Preferiamo adottare una tecnica che consente di analizzare in tempo reale la nostra musica. Un ribaltamento ottico del suono.

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Betrtram Niessen: Se volete aggiungere qualcosa…

Fantasmagramma: Un nuovo progetto in corso è l’apertura della Phon (www.phon-label.com), una label dedicata alla musica elettronica sperimentale. Le prime pubblicazioni conterranno lavori di artisti come Kim Cascone, Bernd Schurer e i Vend.


www.fantasmagramma.com

www.phon-label.com

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