Modulare e catartico, criptico e avvolgente, elegante e intenso questo Linienbusse, bellissimo album di un ensamble elettronico di matrice teutonica che di nome fa Studio Pankow. Se qualcuno, come me, non avesse mai sentito questo nome forse, come me, avrà sentito parlare delle entità che ne costituiscono la base e la linfa vitale, due vere leggende viventi nel campo della musica elettronica contemporanea.

Sì perché David Moufang (aka MoveD) fondatore della seminale Source Records e Jamie Hodge, noto per alcuni lavori con l’etichetta Plus 8 di Mr.Ritchie Hawtin, hanno prodotto dischi un po’ per tutti nel corso della loro carriera, dalla Warp all Ninja Tune, dalla Plug Research alla WMF alla Compost Records. A loro si aggiunge la classe e il talento di Kai Kroker, berlinese doc, che oltre a mettere a disposizione lo studio nel quale il lavoro è stato prodotto in 3 sessioni di registrazione differenti nell’arco di ben 5 anni e che dà il nome all’ensamble stesso, riesce ad agire da collante tra i due grandi maestri per un disco che si propone come onirico anello di congiunzione tra un sound elegantemente techno e le atmosfere rarefatte e sincroniche di matrice idm e dintorni.

Le undici tracce contenute in Linienbusse si muovono eleganti tra questi due binari, giocando con l’ascoltatore spesso spiazzato dai repentini cambi di prospettiva proposti dai tre autori, e rimanendo quindi costantemente legate alle atmosfere jazz, fumose e algidamente deviate proposte da un uso sempre razionale, minimale e ponderato dell’elettronica.

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Atmosfere dolci e spesso minimali quindi, a partire (o finire visto che si tratta dell’ultima traccia) con la title track Libienbusse che tra lievi passaggi di pianoforte, glitch appena accennati e tappeti sonori forse un po’ statici proietta l’ascoltatore in una dimensione di sogno, per arrivare al copro centrale dell’album con le tracce Ruhleben (17 minuti circa), Jessner Strasse e Neukoelin, caratterizzate da suoni solo lievemente più cupi e alieni nonché di atmosfere più rarefatte ottenute mediante l’uso di tappeti modulari e sapienti giochi di sinth. Ma se in questi brani le ritmiche sono appena accennate in altri capitoli di Linienbusse la matrice techno beat emerge senza indugi, come nella bellissima Zoologischer Garten.

Ma è nella traccia d’apertura Heidelberger Platz e nelle successive Jungfernheide e Krumme Lanke che il talento di MoveD e Jamie Hodge viene prepotentemente allo scoperto con un mix perfetto di beats sincopati, atmosfere digital jazz e suoni techno che lasceranno piacevolmente stupiti tutti coloro che si reputano a rischio di overload da ascolto di produzioni elettroniche di scarsa fattura.

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Un disco ricco di pause e di riflessioni ma al contempo di spunti dance e groove profondi, una produzione curata nei minimi dettagli sonori e nei più piccoli solchi di beat, impreziosita da una sorta di attestato di qualità da parte dei suoi autori. Di ogni traccia è infatti riportato non solo il software e il tool utilizzato per produrla ma anche i filtri e i modulari sfruttati. Come dire, noi qui alla Studio Pankow non usiamo trucchi e non facciamo inganni, tutta roba naturale, imparate i nostri strumenti e avrete tutte le armi a disposizione per produrre un disco come Linienbusse. Ma qualcosa mi dice che la classe e l’esperienza dei suoi autori sono valori non riproducibili sul retro di copertina di un disco, e questo, infine, è ciò che rende Libienbusse un disco da ascoltare e godere, tutto d’un fiato, fino al suo ultimo beat.


http://www.city-centre-offices.de/

http://www.source-records.com/

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