Il “problema” cardine dell’Intelligenza artificiale non è tanto la significatività di un algoritmo, di una pura e semplice soluzione informatica, quanto il suo relativizzarsi al sistema d’appartenenza, ovvero, quel sistema input-output che di per sé ne delinea l’interesse e l’efficacia. Ne consegue che l’interfaccia è, o diviene, la modalità attraverso la quale connettiamo diverse forme di logica. Per questo motivo considero non_sensor, un progetto realizzato da Raquel Rennó e Rafael Marchetti, in arte Influenza, con la collaborazione dell’Istituto Cyprès in Francia, che farà la sua prima apparizione in Italia ad Ottobre in occasione del Peam2005, esemplare, in quanto tende ad analizzare il concetto d’interfaccia oltre l’usuale relazione lineare, che di sovente ci viene proposta, uomo-macchina.

In non_sensor viene preso in considerazione il fatto che l’ambiente fisico, inteso come prima forma d’interfaccia tra uomo e macchina, non può esser ridotto meramente a monitor, mouse, keyboard o qualsivoglia altra periferica di un computer, per via del fatto che esistono diversi altri elementi la cui presenza all’interno del sistema è da considerarsi senz’altro interattiva e che, in altre parole, l’ambiente stesso è da considerarsi, un medium.

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Nel progetto si fa uso di un motion capturing system (un sistema in grado di tracciare lo spostamento di oggetti su un piano tridimensionale, realizzato grazie al Polhemus System) per catturare la distorsione creata da oggetti metallici che attraversano un campo magnetico realizzato attraverso un’antenna ed un’insieme di sensori posti a breve distanza l’uno dall’altro, su di una superfice (un box) di vetro. Un’interfaccia grafica infine, fatta di punti che creano delle linee che riflettono il movimento di ogni sensore, disegna l’interazione anche se, in realtà, i sensori sono ben fissati ed è unicamente l’interferenza creata all’interno del campo magnetico, proprio di questo sistema, che genera modifiche, interpretati dal Polhemus System come ri-posizionamenti.

Quindi, il tradizionale uso del motion capturing system, per costruzioni iper-realistiche, è stato manipolato in modo tale da far sì che sia il campo magnetico che le sue eventuali distorsioni potessero essere osservate nell’interfaccia e divenire parte di quest’ultima. Gli oggetti metallici selezionati da influenza per interferire con il campo magnetico sono oggetti ordinari e quotidiani – mentre durante le mostre i visitatori son soliti introdurne di nuovi come, ad esempio, i telefoni cellulari. Allo stesso modo, il modello interattivo realizzato attraverso questo apparato, nella sua interezza, risulta assolutamente semplice, o perlomeno “non-sofisticato”.

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Azzardando una definizione, mutuata dalle tradizionali equazioni matematiche, se la sostanza dell’arte elettronica è l’informazione, lo studio dell’interfaccia equivale allo studio delle forme che vengono date a questo flusso extracorporeo. In sostanza, qui si tratta d’impulsi, modalità di energie in movimento che vengono trasformate in segnali dopo (ma unicamente dopo!) la definizione di un codice di lettura. L’informazione, difatti, non ha necessariamente una stretta relazione con il significato degl’elementi codificati ma si fonda su alcune segnali trasmessi dagl’elementi stessi. Ne consegue che, a parità di flusso d’informazione, cambiare il codice interpretativo equivale all’ottenere risultati completamente diversi ed, a volte, propri!

Non_sensor è sponsorizzato da Cyprès (http://www.cypres-artech.org ), Unesco (http://www.unesco.org/culture), Ministero della Cultura del Brasile (http://www.cultura.gov.br/), Galleria Tohu Bohu, Conséil Regional PACA, DRAC, Città di Marseille.


http://www.influenza.etc.br

http://www.influenza.etc.br/non_sensor

http://www.potatomag.com/pagina.asp?id=91&ID_area=6

Polhemus System – http://www.polhemus.com/SSdistortion.htm

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