Da qualche tempo si assiste ad un fenomeno interessante. Artisti riconosciuti come pionieri della computer-art riorganizzano il proprio lavoro nell’ambito di progetti più ampi che vedono coinvolte istituzioni, addetti ai lavori e grande pubblico. E’ il caso, solo per citarne uno, del progetto Arcnaut, che nello scorso anno ha promosso una serie d’incontri e dibattiti sul rapporto tra arte, filosofia e nuove tecnologie coinvolgendo esperti e pubblico in serate animate da performance e video sperimentali. Sul fronte dell’interattività in rete.

Scade il 30 giugno 2005 il bando d’iscrizione per partecipare al progetto INnet – interattività in rete: un programma biennale di workshop, conferenze, mostre, concerti, performance ed eventi interattivi sostenuto dal PROGRAMMA INTERREG IIIA e promosso dalle Associazioni culturali Ariella Vidach – A.i.E.P. (Milano) e Avventure in Elicottero Prodotti (Lugano). I partecipanti, selezionati attraverso un bando d’iscrizione in rete (www.innetproject.net), potranno seguire in esclusiva tutti i laboratori/workshop con i ricercatori e gli artisti invitati e progettare-realizzare un’installazione o live performance interattive (off e on line) che verranno inserite nel corso dell’evento conclusivo, una mostra/happening itinerante prevista a Lugano (Museo Cantonale d’Arte), Como (villa Olmo/ Musei Civici), Gallarate (Galleria di Arte Moderna), Milano (Care of) e Napoli (Chiesa sconsacrata di S.Giacomo).

 

Lo scopo dell’ iniziativa è quello di realizzare una rete connettiva tra le più importanti realtà internazionali che operano nel settore delle tecnologie digitali, favorendo e incentivando la formazione di nuove competenze, lo scambio di conoscenze e la ricerca sperimentale nei settori dell’arte e dei nuovi media interattivi. Ne abbiamo parlato con Ariella Vidach, nota ai più per aver utilizzato per prima in Italia il software Mandala per esplorare i confini dei linguaggi tra coreografia e realtà virtuale. Con l’ausilio di tre telecamere collegate e un computer la Vidach trasformava i corpi dei suoi ballerini in una sorta di mouse da cui scaturivano suoni, parole e immagini. Anche la platea entrava finalmente in scena grazie a una videocamera che ne registrava e traduceva le reazioni. Chiediamo allora all’artista di parlarci di questo suo nuovo progetto:

Miriam Petruzzelli: L’arte digitale interattiva (se ancora vogliamo così definirla) si fonda sull’esperienza condivisa, ma negli ultimi tempi si assiste sempre più spesso alla nascita di veri e propri progetti e collettivi in cui quelli che una volta erano i pionieri della sperimentazione diventano oggi promotori di progetti corali. Dalla sperimentazione individuale a quella collettiva, qual’è il punto di vista di Ariella Vidach?

Ariella Vidach: Il progetto Innet consente di aprire un’esperienza personale ad una dimensione collettiva per proporre una riflessione sui risvolti sociali e filosofici del rapporto con le nuove tecnologie. Ma Innet è principalmente un’occasione per trasmettere ai più giovani le conoscenze e le competenze “giuste” che altrimenti rischiano di perdersi. La ricerca con Il Mandala System è stata senz’altro fruttuosa, ma oggi lavoriamo con programmi nuovi, come il Big-eye che associato a programmi come Director, consente di stabilire nuove relazioni tra movimento, suono e immagini. Esperienze di questo genere richiedono pertanto una professionalità specifica che risulta spesso difficilmente reperibile. Contiamo quindi su questo progetto per creare nuove sinergie tra arte, comunicazione e mercato rendendo disponibili anche i software frutto della nostra ricerca.

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Miriam Petruzzelli: Quali sono le sinergie attivate per la realizzazione di questo progetto e quali sono gli artisti coinvolti ad oggi?

Ariella Vidach: E’ sorprendente il riscontro che Innet ha ricevuto in pochissimo tempo. L’effetto è lo stesso di un sassolino lanciato nello stagno, mille onde si propagano e scopriamo di essere attrattori di tante piccole e grandi realtà che non immaginavamo lavorassero nella nostra stessa direzione. Ad oggi il progetto coinvolge centri di ricerca e istituzioni internazionali. Ogni laboratorio sarà condotto alla presenza di 2 ricercatori (ingegneri, programmatori, sviluppatori o artisti) e verrà strutturato con presentazioni, dimostrazioni e applicazioni pratiche dei programmi presentati. I centri invitati – Ars Electronica Center di Linz/ Austria, ZKM di Karlsruhe/Germania, Troika Ranch New York /Usa, Mediadanse di Parigi/Francia e Infomus Lab DIST Università di Genova/Italia – presenteranno i risultati della loro ricerca ad un gruppo di circa 16-18 partecipanti (studenti o giovani autori attivi nei settori delle arti visive, della musica, del teatro, della danza, del design e della comunicazione) selezionati attraverso un bando di concorso. Al termine del programma triennale, i progetti concepiti e sviluppati dai partecipanti durante i vari laboratori verranno presentati nella mostra-evento itinerante conclusiva che si svolgerà a Lugano, Como, Gallarate, Milano e Napoli.

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Miriam Petruzzelli: Il prossimo appuntamento?

Ariella Vidach: Per il prossimo autunno pensiamo di presentare un appuntamento con Klaus Obermaier e Christopher Lindinger, ingegnere elettronico e informatico austriaco, responsabile del settore ricerca del FutureLab dell’Ars Electronica Center di Linz.


http://www.innetproject.net

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