L’approccio è neoconcretista. C’è una forte volontà di sradicare il suono e gli strumenti che lo producono, c’è violenza: ridotta ai minimi termini, a puri detriti in Pocket Progressive, mentre si manifesta nella maniera più cruda possibile in Estrapade. I due oggetti presi in esame in questa sede sono diametralmente opposti in quanto a impatto sonoro: morceaux_de_machines è in grado di spappolare letteralmente l’apparato uditivo, mentre il trio Rocchetti Fhievel Sigurtà agisce quasi in sordina, sapientemente quieto; la scelta di unire questi due prodotti viene dal senso di ricerca per la radice del suono che entrambi racchiudono, un incontro primordiale, una radicale analisi, percepibile perfino laddove vinile e rumorismi vari si mischiano all’abbaiare di un cane (traccia #1, Pocket Progressive).

Claudio Rocchetti è personaggio noto in area sperimentale italiana, vanta parecchie apparizioni live, tre uscite in solo, tra cui segnaliamo il recentissimo ed elegante 3″ I Could Go On Singing (Wallace 2005), in cui però l’analisi mira alla sfera vocale e vede l’utilizzo stratificato di field-recordings, e una a nome 3/4HadBeenEliminated (s/t, Bowindo 2004), a fianco di Stefano Pilia e Valerio Tricoli. Pocket Progressive ruota attorno a due lunghe suite, in cui differenti fonti e tracce si amalgamano, riaffiorando a tratti e rendendosi riconoscibili: giocattoli, radio, cymbals, field recordings e turntable, il quale anche dove non si ode esplicitamente, lascia comunque la propria impronta, e qui sta il punto. In realtà la sensazione globale durante l’ascolto è particolarmente ovattata, richiede impegno, agisce nelle sue forme senza invadere minimamente; c’è però un rapporto quasi fisico con la materia che rimanda ad una dimensione domestica, di intimo scambio.

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Non è immediato il passaggio da questo lavoro a Estrapade, ad opera del duo morceaux_de_machines, formato da Erick D’orion e Aime Dontigny (titolare della label canadese No Type, per la quale esce), e nemmeno piacevole, forse. Estrapade è un termine francese che indica una tipologia di tortura medievale, questo già basterebbe a delinearne il suono, ma sarebbe troppo banale. Estrapade è un assalto. Foncage de Pieux tradisce, gioca un trabocchetto iniziale con un frammento celestiale per poi crescere e stabilizzarsi agonizzante; Onanisme e Triple Fermentation invece non lasciano scampo, si impongono percussive fin da principio; Tromocrates è un tunnel di shortwaves, grugnisce e vomita noise a ripetizione sfociando in free jazz. Ma c’è molto di più, c’è la presenza di Diane Labrosse, Otomo Yoshihide e Martin Tétreault a fomentare le ruote d’acciaio, e si sente: Placenta Compressa è più complicata, un corpo privo di direzione; Omlegging è scratch, e Yoshihide fa da padrone impossessandosi di tutta la ricerca di turntablism possibile, è indefinibile il suono e l’efficacia a cui si approda nella seconda parte, di certo il brano migliore..

 

Il vertice del disco è però Trépanation, la più lunga, sfiora i 15 minuti, che assimila noise e jazz mozzato con inedito senso ritmico, completando l’intento generale e sfiorando contemporaneamente altre derive, inusuali ma maledettamente riuscite. Concludendo, nulla di più, se non ribadire la complessità di elementi strutturali comuni con messe in scena distanti anni luce, tanti personaggi e altrettante sfumature, due ottimi lavori.


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