Chris Cunningham., classe 1970, è ormai uno dei più affermati e apprezzati registi di videoclip internazionali. Ha cominciato prima col fumetto per poi passare a occuparsi degli effetti speciali nel cinema (ha lavorato con David FIncher per il terzo capitolo di Alien e con il compianto Stanley Kubrick per A.I. mai realizatto dal maestro inglese) e infine è approdato al videoclip musicale (famosi e straconosciuti i suoi videoclip per Bjork – All is full all love, Madonna – Frozen, Portishead – Only You, Leftfield – Afrika Shox) e oggi rappresenta la punta di diamante della neonata Warp Film dopo aver prodotto videoclip per molti suoi artisti (da Autechre a Squarepusher ad Aphex Twin ovviamente)

Ma la sua attività non si è fermata qui, ha infatti realizzato anche due lavori come artista indipendente: “Flex” e “Monkey Drummer”. Per entrambi Chris Cunningham si è avvalso della collaborazione di Aphex Twin, per cui aveva già girato due videoclip in passato, l’epocale Come To Daddy e lo stupefacente Windowlicker. E’ insieme a lui che quindi ha realizzato i lavori più interessanti: grazie alla “braindance” dell’amico Richard D. James, Chris Cunnigham è libero di sperimentare, di concentrarsi sulle atmosfere, sulla velocità e la sincronia tra video e musica spinte al limite. La maggior parte dei suoi lavori hanno come comune denominatore una particolare attenzione al corpo, alle forme, alle deformazioni, alle anomalie e alla commistione tra questi e le macchine. “Rubber Johnny” è la sintesi di tutto questo. Presentato in occasione della TDK Dance Marathon (ad un orario discutibile: le 3.30 del mattino e in un incasino organzzativo inenarrabile), doveva essere inizialmente uno spot di 30 secondi per Drukqs, il penultimo album di Aphex Twin uscito per la Warp, ma si è poi evoluto fino a diventare un vero e proprio videoclip di 6 minuti. Tutto girato in DV a infrarossi, Rubber Jhonny è la “storia” di un ragazzo deforme, rinchiuso in un sotterraneo, che deve trovare il modo di passare il tempo, al buio. La sua unica compagnia è un cagnolino terrificante con gli occhi allucinati…e la sua fantasia sconfinata.

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Nei momenti di solitudine, la mente iperattiva di Johnny si scatena e cominciano i suoi “non-viaggi” ipercinetici e deliranti. Un videoclip che va letteralmente alla velocità della luce, a tratti si fatica a decifrare cosa ci sta passando davanti agli occhi. Le immagini vanno di pari passo con la follia della musica, non esiste un frame lasciato al caso, e la faccia di Rubber Johnny che ogni tanto si spiaccica sulla telecamera è un duro colpo allo stomaco.
Con “Rubber Johnny” Chris Cunningham si spinge ancora un po’ in là nella sua ricerca di fusione tra musica, video e dinamicità. Ha abbandonato l’alta fedeltà, realizzando un lavoro forse più diretto, più fisico di tutti (e prettamente elettronico proprio per il trattamento che ha riservato alle immagini, usate quasi fossero dei beat sonori). Un capolavoro che, come tutti i suoi lavori precedenti, avvicina il fenomeno del videoclipping a quello della videoarte vera e propria, non discostandosi da tante produzioni video raffinate accompagnate spesso da libri e iconografie di varia natura. Anche Rubber Johnny è infatti caratterizzato da un libro di 40 pagine, che non abbiamo ancora avuto la fortuna di sfogliare ma che attendiamo con impazienza.

La data di uscita di Rubber Jhonny era prevista per il 25 di Maggio 2005 ma è stata posticipata al 12 GIugno 2005. Il motivo è piuttosto curioso e come italiani ci imbarazza alquanto. Andando infatti sul sito della Warp FIlm potrete leggere come gli stampatori italiani assunti dalla Warp per stampare il DVD si siano rifiutati di lavorare a un prodotto considerato immorale e offensivo. Incredibile! L’ironia tipicamente inglese racconta l’episodio, scusandosi con utti gli appassionati e rimandando la data di uscita del DVD+libro al 12 Giugno appunto.

Rubber Jhonny in slang inglese significa “preservativo”, ma è lo stesso Chris Cunnigham che che ci racconta della sua ultima fatica raggiunto telefonicamente nel suo studio londinese, in una delle pochissime interviste (notoria la sua poca simpatia per gli organi di informzione ufficiali) rilasciate per la stampa Europea.

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Mk: Ciao Chris, parlami di Rubber Jhonny, della sua genesi e dell’idea che ne sta alla base

Chris Cunningham: Rubber Jhonny nasce al tempo della pubblicazione dell’album Druqks di Aphex Twin con l’idea di fare un Tv commercial di 30 secondi sul brano Afx. 237 v.7. Quando però sentii il brano ebbi immediatamente la tentazione di farne un lavoro più lungo e strutturato, un cortometraggio vero e proprio su tutta la lunghezza del brano, un video sperimentale come quelli fatti in passato. Rubber Jhonny è un personaggio partorito dalla mia fantasia, inseguendo immagini e caratteri che mi accompagnano da quando ero bambino. In inglese Rubber Jhonny è il nome gergale che si dà ai preservativi, e nel video inseguo questa idea di elasticità fisica aiutato dalle gommose linee di basso del brano di Aphex Twin. In Rubber Jhonny, allo scopo di descrivere al meglio le atmosfere e le caratteristiche dei personaggi, sono stato costretto a non lavorare in modo canonico con una crew, con tecniche di ripresa e di montaggio usuali, allestendo un set e così via. Ho lavorato molto da solo, e utilizzato molto il mio computer. E’ stato un lavoro molto lungo con animazioni, paintings ed effetti digitali che non avrei potuto usare qualche anno fa.

Mk: Sei tornato a collaborare per la terza volta con Aphex Twins. Perché è così importante per te lavorare con lui e associare le tue immagini alla sua musica?

Chris Cunningham: La musica di Aphex Twin è semplicemente perfetta per descrivere i caratteri e le ambientazioni che ho nella mia mente, senza considerare il fatto che è per me assolutamente fondamentale cercare di lavorare su un tipo di musica che mi consenta di sperimentare e innovare le possibilità di fusione di suoni e video. La musica elettronica è strutturalmente ideale in questo senso e quella di Richard in modo particolare; nel corso degli anni inoltre nulla è cambiato nel nostro modo di lavorare e questo aiuta tantissimo.

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Mk: La musica elettronica sembra infatti essere il genere musicale che meglio si sposa con la tua tecnica di videoclip. Non pensi che si tratti anche di affinità estetica quella che ti ha portato ad associare il tuo nome a un genere in costante ascesa negli ultimi dieci anni?

Chris Cunningham: Sicuramente il mio modo di costruire video clip, la mia tecnica, la mia ricerca per la sperimentazione e anche le atmosfere che descrivo attraverso le mie immagini sono assimilabili in modo simbiotico con un particolare tipo di musica che è quella elettronica. Nello stesso tempo mi è capitato di lavorare con artisti di diverso tipo, con stili differenti e io per primo non ascolto solo musica elettronica ma qualsiasi genere musicale. Certo, quando ho iniziato ero molto attratto da questo tipo di musica ed eccitato dalle possibilità offerte dalla forte sincronia audiovisiva che veniva creandosi, che si adatta più alle dinamiche del campionamento che non a un assolo di chitarra o di batteria. Nell’elettronica c’è studio, ricerca, varietà, soprattutto oggi con molte tecnologie a disposizione. In altri stili di musica non è sempre così e per questo motivo non mi interessano.

Mk: Come preferisci lavorare, partendo dalla musica e associando ad essa le tue immagini o lasciare che un musicista accompagni con la propria musica le tue storie?

Chris Cunningham: Diciamo che non è troppo importante il punto di partenza di tutto, è il risultato finale quello che conta. In linea di massima preferisco sicuramente partire dalla musica e raccontare attraverso delle immagini quello che ho in mente. Anche in Rubber Jhonny accade questo. Lo scopo è sempre quello di raccontare una storia, di descrivere delle emozioni e delle atmosfere, il modo in cui lo si ottiene è fondamentalmente lo stesso. Io amo sperimentare, questo mi interessa e per questo amo i video clip o i cortometraggi che mi consentono di fare ciò che voglio senza sottostare alle rigide regole del storytelling tipico dei lungometraggi. Non mi piace l’idea che una storia abbia un inizio e una fine in ordine prestabilito, li deve avere, certo, ma non con un ordine prestabilito. Rubber Jhonny è sicuramente un racconto sequenziale ma la tecnica utilizzata anche in questo contesto è innovativa.

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Mk: Negli scorsi anni hai lavorato con video installazioni e gallerie d’arte. Non pensi che il tuo lavoro possa superare i confini del video making ed essere considerato come vera video arte?

Chris Cunningham: Cosa intendi per video arte? Matthew Barney? Quale è la tua definizione di arte? Per me è la stessa cosa nel momento in cui si riesce a trasmettere emozioni e atmosfere. Le mie tecniche di sperimentazione mi avvicinano alla video arte e mi distinguono da molti altri nell’uso delle immagini e delle tecniche su computer, nel mio rapporto spesso sincronizzato con la musica. Ma non è importante il contesto in cui tutto questo avviene, sia esso una galleria d’arte, una video installazione, un commercial pubblicitario, un lavoro su commissione o un video clip.

Mk: Perché Chris Cunningham è diventato negli anni così famoso, nonostante un approccio filmico non certo semplice per il grande pubblico e scelte spesso radicali nel modo di lavorare?

Chris Cunningham: Non lo so. Forse il motivo principale è che vent’anni fa tutto era in costruzione, in espansione, e si potevano trovare delle modalità molto forti per potersi distinguere nettamente dagli altri. Oggi è tutto più difficile, molti giovani artisti si assomigliano nelle loro dinamiche creative, le tecnologie, la loro grande disponibilità, le connessioni e in network in Rete hanno permesso molto in questi anni ma nello stesso tempo hanno portato a una grande omogeneità stilistica. Penso inoltre che legarmi inoltre a una etichetta come la Warp e a nomi come Aphex Twin o Squarepusher mi abbia aiutato a far emergere il mio stile e a farmi conoscere al grande pubblico.

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Mk: Per quale motivo non hai mai lavorato dal vivo, in una live performance al fianco di un musicista?So che la dimensione live ti piace, ogni tanto a Londra lavori come dj…

Chris Cunningham: Sicuramente, pur apprezzando molto le performance audiovisive, non amo molto il prodotto finale in cui un musicista propone la sua musica mentre un video artista la accompagna con le proprie immagini. La maggior parte delle volte non vedo un link molto profondo, per questo motivo non apprezzo quei lavori che dal vivo pretendono di unire le estetiche e gli stili di due persone differenti. La maggior parte delle volte non è un processo riuscito. Nello stesso tempo io compongo anche musica e per il prossimo anno sarà probabilmente pronto un live di video e musica tutto mio. Questo è più interessante, se una sola persona lavora su entrambi i contributi allora il risultato finale può risultare assolutamente coinvolgente per il pubblico presente.


Rubber Jhonny – http://www.rubberjohnny.tv/

Director FIle – http://www.director-file.com/cunningham/

Warp FIlm – http://www.warpfilms.com/

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