Sintesi Granulare E Universo Percettivo

SINTESI
GRANULARE E
UNIVERSO
PERCETTIVO

Txt:
Isabella Depanis

“Sintesi
granulare: sistema di sintesi sonora che si basa
su una concezione corpuscolare del suono; questo
viene quindi generato mediante lo sviluppo di
grani sonori che vengono poi sommati, per creare
suoni complessi.”

Granular synthesis è anche il nome
di un duo artistico viennese formato da Kurt Hentschläger
e Ulf Langheinrich, impegnato dal 1991 nella ricerca
audiovisiva. La loro è una ricerca alquanto
radicale nel panorama delle arti elettroniche:
partendo appunto dalle unità minime quali
il grano sonoro e il frame, si prefiggono di realizzare
installazioni che coinvolgano lo spettatore dal
punto di vista dell’esperienza sensoriale.
Granular Synthesis non partono da intenti narrativi
o comunicativi, ma dalla volontà di frammentare
l’universo percettivo per amplificarlo,
per andare oltre. E per fare questo usano il software,
i bit, gli zeri e gli uno; ciò che è
immateriale e virtuale diventa il punto di partenza
per una nuova esperienza emotiva e sensibile.
Le loro opere, installazioni inserite quasi sempre
in grandi spazi, hanno un forte impatto sinestetico;
Recentemente, ZKM di Karlsruhe ha pubblicato un
dvd sul lavoro dei due artisti che il 20 maggio
si esibiranno al festival Dissonanze di Roma.

Una delle opere dei Granular
Sinthesys è Lux, forse l’unica pensata
per lo spazio di una galleria (nello specifico
la galleria Lia Rumma di Milano), ma non per questo
meno coinvolgente. È costituita da uno
schermo di grandi dimensioni inserito in una stanza
completamente buia, e da un impianto sonoro. Lo
spettatore, entrando in questo spazio, viene letteralmente
investito dalle frequenze sonore e dalle immagini
proiettate. E per i restanti venti minuti è
in una sorta di trance elettronico, dove le proiezioni
e i suoni sembrano darsi vita a vicenda; così
strettamente connessi, da sembrare le due facce
della stessa medaglia.

Le modulazioni dei colori e delle
forme proiettate generano le stesse variazioni
nel suono, e, nonostante l’installazione
abbia un inizio e una fine, la sensazione è
quella di trovarsi di fronte a un flusso infinito
di stimoli visivi e sonori. Si deve vivere fisicamente
la performance per capire bene cosa si intende.
La nostra stessa percezione, il nostro corpo vengono
scossi, non c’è nessuna storia da
seguire, nessun messaggio da interpretare, si
deve solo “sentire”. Si ha quasi l’impressione
che si debba imparare a decifrare una nuova dimensione
percettiva, creata dalla tecnologia e dalle macchine;
che da una parte è primordiale, calda e
avvolgente, dall’altra meccanica e frutto
di un processo messo in atto dal computer.

In questa, come nelle altre opere,
i Granular Sinthesys cercano di rigenerare il
nostro universo percettivo tramite la degenerazione
del suono e dell’immagine, mettendo in relazione
organico e inorganico. In questa come nelle altre
opere dei Granular Synthesis si ha l’impressione
che l’amplificazione, causata dalle macchine,
della nostra normale percezione, abbia modificato
il nostro rapporto con esse. Si sono inserite
in un contesto prettamente umano per insegnarci
qualcosa di nuovo, o qualcosa che già sapevamo
ma che ci eravamo dimenticati. Un non senso, una
contraddizione, o semplicemente un’esperienza
da fare.

www.granularsynthesis.info/

www.dissonanze.it

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