“Sintesi granulare: sistema di sintesi sonora che si basa su una concezione corpuscolare del suono; questo viene quindi generato mediante lo sviluppo di grani sonori che vengono poi sommati, per creare suoni complessi.”

Granular synthesis è anche il nome di un duo artistico viennese formato da Kurt Hentschläger e Ulf Langheinrich, impegnato dal 1991 nella ricerca audiovisiva. La loro è una ricerca alquanto radicale nel panorama delle arti elettroniche: partendo appunto dalle unità minime quali il grano sonoro e il frame, si prefiggono di realizzare installazioni che coinvolgano lo spettatore dal punto di vista dell’esperienza sensoriale. Granular Synthesis non partono da intenti narrativi o comunicativi, ma dalla volontà di frammentare l’universo percettivo per amplificarlo, per andare oltre. E per fare questo usano il software, i bit, gli zeri e gli uno; ciò che è immateriale e virtuale diventa il punto di partenza per una nuova esperienza emotiva e sensibile. Le loro opere, installazioni inserite quasi sempre in grandi spazi, hanno un forte impatto sinestetico; Recentemente, ZKM di Karlsruhe ha pubblicato un dvd sul lavoro dei due artisti che il 20 maggio si esibiranno al festival Dissonanze di Roma.

Una delle opere dei Granular Sinthesys è Lux, forse l’unica pensata per lo spazio di una galleria (nello specifico la galleria Lia Rumma di Milano), ma non per questo meno coinvolgente. È costituita da uno schermo di grandi dimensioni inserito in una stanza completamente buia, e da un impianto sonoro. Lo spettatore, entrando in questo spazio, viene letteralmente investito dalle frequenze sonore e dalle immagini proiettate. E per i restanti venti minuti è in una sorta di trance elettronico, dove le proiezioni e i suoni sembrano darsi vita a vicenda; così strettamente connessi, da sembrare le due facce della stessa medaglia.

.

Le modulazioni dei colori e delle forme proiettate generano le stesse variazioni nel suono, e, nonostante l’installazione abbia un inizio e una fine, la sensazione è quella di trovarsi di fronte a un flusso infinito di stimoli visivi e sonori. Si deve vivere fisicamente la performance per capire bene cosa si intende. La nostra stessa percezione, il nostro corpo vengono scossi, non c’è nessuna storia da seguire, nessun messaggio da interpretare, si deve solo “sentire”. Si ha quasi l’impressione che si debba imparare a decifrare una nuova dimensione percettiva, creata dalla tecnologia e dalle macchine; che da una parte è primordiale, calda e avvolgente, dall’altra meccanica e frutto di un processo messo in atto dal computer.

In questa, come nelle altre opere, i Granular Sinthesys cercano di rigenerare il nostro universo percettivo tramite la degenerazione del suono e dell’immagine, mettendo in relazione organico e inorganico. In questa come nelle altre opere dei Granular Synthesis si ha l’impressione che l’amplificazione, causata dalle macchine, della nostra normale percezione, abbia modificato il nostro rapporto con esse. Si sono inserite in un contesto prettamente umano per insegnarci qualcosa di nuovo, o qualcosa che già sapevamo ma che ci eravamo dimenticati. Un non senso, una contraddizione, o semplicemente un’esperienza da fare.


www.granularsynthesis.info/

www.dissonanze.it

SHARE ONShare on FacebookGoogle+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn