L’ultimo progetto di Florian Thalhofer si intitola [13terStock]: una serie di ritratti degli abitanti di un enorme complesso nei sobborghi di Bremen, in Germania, attraverso brevi spezzoni video, realizzati sotto forma di interviste o con una voce narrante fuoricampo. Un documentario, ma particolare: è stato infatti realizzato con il [korsakow system], un programma scritto per creare progetti interattivi di narrazione non lineare.

Essenzialmente “una semplice struttura a hyperlink”, come la definisce lo stesso Thalhofer, il [korsakow system] è un software nato nel 2000 per realizzare il progetto video [korsakow syndrome], un documentario dedicato all’alcol in cui interviste ed estratti di altri documentari sull’acolismo possono essere ricombinati per creare una “sceneggiatura” sempre diversa. Il programma è da allora in continua evoluzione e aggiornamento, ad oggi scaricabile da Internet (così come i film) e oggetto di una serie di seminari itineranti per l’Europa. La sindrome di Korsakow è una patologia degenerativa del cervello che colpisce gli alcolisti: ne mina la memoria a breve termine, inducendo il soggetto a inventarsi cose che crede reali e a una mancanza di orientamento spazio-temporale. Da qui la scelta dell’autore di intitolare così non solo il documentario, ma il sistema stesso che ne ha permesso la costruzione: un sistema che frammenta la linearità del racconto filmico, proponendo allo spettatore una serie di unità narrative minime e dandogli la possibilità di decidere con quali costruire la storia. Un sistema che mina l’idea di autorialità in senso classico: l’autore crea delle microstorie correlate tra loro, ma l’ordine delle relazioni è dato da un database e, in base alle relazioni date, l’andamento della narrazione viene decisa arbitrariamente dallo spettatore. A partire da una finestra principale (un video di pochi minuti) a cui sottostanno una serie di finestre più piccole (i link correlati a quello in visione da una serie di parametri fissati), sta allo spettatore montare man mano i possibili intrecci tra le diverse microstorie per creare un flusso che potrà diventare “il” film. Ovviamente sempre diverso, pur rimanendo fisso il numero di clip.

 

Florian Thalhofer ha realizzato con lo stesso programma [LoveStoryProject], basato essenzialmente su singole interviste o interventi, e [7sons], che con [13terStock] sviluppa la narrazione in maniera più complessa, aggiungendo spunti narrativo-memoriali: il risultato è una sorta di stream of consciousness dove ogni link suggerisce una deviazione/evoluzione verso motivi sempre diversi, in un percorso assimilabile, appunto, alle “storie” in continua variazione degli ubriachi.


I link possono essere visionati una volta terminata la clip in streaming oppure selezionati e attivati in un momento qualsiasi: si crea così una narrazione soggettiva su più livelli, dove il discorso, già frammentato, subisce ulteriori frazionamenti. Un’evoluzione della narrativa, questa, che si sta sviluppando sul versante prettamente videofilmico (basti pensare al progetto Soft Cinema di Lev Manovich, al “computational cinema” di Andrea Flamini o alla produzione videoartistica legata a un’interattività sempre più articolata, come quella di Ennio Bertrand) e che si intreccia, oltre che alla comunicazione tipica di Internet, ai videogame e ai mondi virtuali come Second Life. Il post-cinema è pronto. E noi?

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www.korsakow.com

www.mediamatic.net/set-200.8281.html

http://13stock.thalhofers.com/

/www.7sons.com/

www.lovestoryproject.com/

www.Manovich.net

www.flamini.com

http://secondlife.com 

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