Tutti parlano d’Intelligenza Artificiale. Nei robot, nei computer, nei sistemi di controllo, nel data-basing e data-mining, ma anche nelle automobili, nelle giacche, nelle scarpe, nel calcio (è vero! Provate a dar un’occhiata al MilanLab), nei supermercati, nelle comunicazioni, nelle statistiche e nella medicina – dentro di noi – ed, infine, nella cinematografia, nella narrativa ed anche nel mondo dell’arte! Ovvio, nessuno si meraviglierebbe se quest’oggi, accendendo il televisore, trovasse un talkshow sull’argomento. Ma cos’è l’intelligenza artificiale realmente!? Di che cosa parliamo quando diciamo Intelligenza Artificiale?

Purtroppo, le definizioni sembrano esser tante quante le applicazioni e ancor più spesso, i “definitori”, in altre, schiette, parole i presunti esperti, appaiono essere personaggi via via sempre più improvvisati. Poi, sempre più frequentemente accade che, per il sol fatto che son in grado di scrivere un algoritmo, venga consegnata a degli informatici la licenza d’uccidere, ovvero, quel ruolo di portatore di coscienza a cui tutti aspirano e dal quale tutti rifuggono. A ciò, va aggiunto l’effetto alone del pensiero e delle teorie di alcuni precursori storici, d’estrazione e natura completamente diversa tra loro, quali ad esempio Touring ed Asimov, che sembra abbia acquisito talmente tanto potere e tanta forza, all’interno dell’inconscio collettivo, da averne distorto, ad aeternum, il significato. Ne consegue che, mentre Hollywood ci descrive l’A.I. in un modo, il MIT ce ne dà una versione diametralmente opposta e, più in concreto, ciò che mi sembra stia accadendo è che, mentre l’immaginario popolare va da una parte, la scienza va da un’altra e l’intelligenza artificiale da un’altra ancora!

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In sostanza, la mia impressione è che ci troviamo di fronte all’effetto “dito e luna”, e che i più (ad esempio, mentre sto scrivendo il completatore automatico delle frasi di quest’editor mi propone un “i più cordiali saluti”) stiano con gli occhi puntati sulla luna: senza alcuna intenzione di muoverli. Per questo, vorrei fare un passo a ritroso ed iniziarvi, a porre delle domande sensate. Cos’è l’intelligenza? Cos’è che intendiamo per artificiale? E, i due concetti, in che rapporto sono? Poi, visto che in questa rubrica si parla di Arte & Intelligenza Artificiale, fatto che complica visibilmente il tutto, chiedo cos’è l’Arte? Ed in che rapporto è con l’Intelligenza? (Il suo rapporto con l’artificio mi sembra scontato, spero).

Mi chiedo e vi chiedo, qual è il miglior modo di proseguire? Scrivere una definizione d’intelligenza? Un’altra d’artificiale ed una di Arte? E mescolare il tutto per bene? No. Non credo. Viceversa, credo che l’ideale sarebbe il condividere la domanda con tutti voi.

Per l’occasione, quindi, adotterò la logica dei net.artisti tentando di creare un’opera collaborativa (“arte collaborativa” è stata la prima definizione di quella che poi è stata definita come net.art per via dell’allargamento dei suoi confini concettuali verso l’hacktivism). Alla vostra sinistra c’è il mio indirizzo e-mail: usatelo.

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Pubblicherò, nei limiti del possibile e della decenza, tutte le vostre risposte, perlomeno le più coerenti e sensate, sia in forma aperta che anonima. Incollerò i pezzi uno ad uno, cercando di creare una sequenza logica, se di una logica c’è, necessariamente, bisogno. Mi adopererò a ganglio creando sinapsi tra le opportune connessioni. Costruirò una forma d’intelligenza che cerchi d’interpretare l’intelligenza artificiale attraverso l’intelligenza naturale.

Artificiale o naturale?Comunque, nel caso che questo mio tentativo risultasse vano, proseguirò nella mia definizione di un arte intelligente, un po’ più intelligente, spero, di quella che mi viene quotidianamente proposta ed un po’ meno naturale di quella che mi viene, soventemente, imposta.

L’argomento, non sottovalutiamolo, è essenziale per la costruzione di una coscienza sociale ed di una coscienza artistica negl’anni a venire, per un semplice motivo: gli automatismi (siano essi funzionali che non) son in procinto d’invadere il nostro quotidiano ed il nostro senso estetico.

Comunque sia, vi attendo tutti per la public release della ß version 0.2.

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