La List è una giovane label francese, diretta da Hervè Bogossian, probabilmente nota a molti in territorio italiano per aver pubblicato un disco del connazionale Mou, Lips!, aka Andrea Gabriele ora impegnato nel progetto Pirandelo di cui abbiamo parlato nel primo Digimag, che si dimena in territorio minimal glitch proponendo autori e materiale di ottima fattura.

L’ultima produzione di questa label, vede la collaborazione di Günter Müller e Steinbrüchel: il primo con un background strumentale forte, batterista per la precisione, e un’instancabile matrice di improvvisazione, il secondo, collocabile nel purismo digitale, ha pubblicato per un’etichetta fondamentale come LINE di Richard Chartier, che su questa estetica ha costruito un dogma. Il lavoro ha dunque fin da principio pretese atipiche, per non dire rischiose, a partire dalla collaborazione degli autori stessi, che agiscono in campi non opposti, ma sicuramente distanti l’un l’altro; la curiosità poi cresce scoprendo che l’album è il risultato di registrazioni di live performances effettuate a Ginevra, Berlino, Parigi, Basilea e Bologna, e successivamente processate e rieditate in studio dagli autori stessi. Pratica interessante, che lavora su tre livelli: live (e nel caso di Müller si parla di improvvisazione), documentazione e post-produzione.

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Il disco risulta incredibilmente compatto e piuttosto impegnativo, prevale una sensazione bassa, che tende a schiacciare (la Paris di Steinbrüchel), gli strati si espandono lentamente fino a diventare quasi sferici nelle parti centrali dei brani, l’alternanza di toni in Geneve Part II-s ridisegna ciò che potrebbe essere definito un Ambarchi più ‘free’ e conciso. Con Basel (sia s che m) l’attenzione si sposta sulla velocità, ed è spiazzante come la sensazione frenetica cresca al rallentare del suono. Meritevole di nota è l’ultimo brano dell’album aux_ a cui partecipa anche lo stesso Hervè Bogossian (all’attivo un album per List dal titlo r v b), e l’atmosfera risulta più coerentemente drone. Un lungo lavoro, composto da ‘remix’, piccoli spostamenti e alternanze tra fonte e risultato sonoro. Un ammaliante opera di microsound.

Gunter Muller nel corso della sua lunga carriera (è nato nel 1954) ha collaborato con moltissimi musicisti di diversa estrazione: ErikM& Voice Crack, con Jim O’Rourke, Keith Rowe, John Tilbury, Christian Marclay, Toshimaru Nakamura, Tetuzi Akiyama, Jason Kahn, Tomas Korber. La sua musica nel corso del tempo ha assunto una direzione sempre più minimale e vicina allo spirito “microsound”, mantendo vivi i suoi elementi organici mediante l’utilizzo di percussioni selezionate e mediante il sapiente dosaggio di differenti trattamenti mediante minidisc e i-pod dal vivo e mediante l’uso del pc in studio (http://www.for4ears.com/).

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Steinbruckel è, in mniera analoga, uno dei più interessanti e attivi musicisti lowercase in circolazione. Sempre a contatto con suoni di natura digitale, è legato a doppio filo a figure come Taylor Dupree e Richard Chartier e al loro contesto di ultra minimal sound art. Il lavoro di Steinbuckel è spesso complesso e basato su registrazione di suoni concreti come per esempio il suo primo lavoro edito dalla 12K di Taylor Deupree, che si basa su registrazioni di pioggia digitalizzate e ricomposte allo scopo di estrarre melodie d’ambiente morbide e rotonde che si muovono lungo tutto lo spettro dell’udibile, dalle frequenze più alte a quelle più basse.Anche egli vanta collaborazioni eccellenti, da Kim Cascone a Jason Kahn, da Tomas Korbera a Frank Bretschneider (http://www.synchron.ch/).


www.risonanza-magnetica.com/label.php?id=102

www.list-en.com

www.for4ears.com/

www.synchron.ch/

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