In un vecchio racconto di William Gibson, tradotto anche da Hollywood in un film piuttosto mediocre, il protagonista, Johnny, fa lo strano lavoro di “trafficante di informazioni”. Il suo cervello è stato adattato alle nuove esigenze della matrice, e può ospitare interi gigabyte di memoria; ma a volte il sovraccarico gli da qualche problema… Oggi, lo ripetono in molti, siamo tutti cyborg, non solo perché l’artificiale si è insediato sotto la carne e le protesi mediatiche ci rimangono attaccate alle dita, ma anche perché, del flusso di informazioni in cui siamo immersi, noi siamo i terminali. La profezia di Gibson si è avverata, ma in maniera molto meno avventurosa e affascinante di quanto Johnny Mnemonic lasciasse prevedere: la pallottola di informazioni che ingoiamo quotidianamente ci è esplosa nelle viscere, e anziché trafficanti siamo diventati “info-addicted”, vittime di un sovraccarico provocato.

Negli ultimi anni, net e software artisti hanno dedicato sempre maggior interesse all’eccesso di informazioni, alla loro gestione, alla pratica ecologica del riciclaggio di rifiuti digitali. Commissionato, come Average Shoveler di Carlo Zanni (cfr. Digimag Issue#1), da Rhizome.org, Oversaturation è un progetto open source fruibile, purtroppo, solo su Mac, realizzato dal messicano Luis Hernandez Galvan, architetto di formazione e sofware artista. Come Zanni, Hernandez ci invita a combattere contro l’informazione che ci viene scagliata addosso, ma anziché farci identificare con lo “spalatore medio”, sembra volerci introdurre nel cervello sovraccarico di Johnny Mnemonic, attraversato da flussi e agglomerati di bit.

.

Tecnicamente si tratta di un gioco, o meglio di una modifica al motore di GL_Tron, ma il risultato finale somiglia molto di più a un software generativo che a un videogame. Il giocatore è invitato a attraversare gli aggregati astratti che gli vengono incontro da ogni parte, in modo tale da mantenere libero e pulito il proprio spazio vitale e il proprio ambiente mentale. Ma in Oversaturation non esiste vittoria, né una possibile conclusione del gioco: come il vulcano del Piccolo Principe, il nostro mondo richiede cure costanti, una operazione di pulizia virtualmente infinita. Così, nella sua doppia natura di gioco e di software autonomo (ed esteticamente interessante), Oversaturation consente due possibili modalità di fruizione: possiamo combattere la complessità o non giocare, lasciando che la complessità ci sommerga, che il groviglio si faccia sempre più fitto e impenetrabile e che riempia il nostro spazio mentale lasciandoci ammirare la sua vitalità informe, la sua straordinaria energia.

.

In maniera molto diversa, si concentra sul flusso di informazioni anche Toogle, software “de-generativo” dell’artista torinese Fabio Franchino. Recentemente inplementato in 2TooGl, Toogle è in buona sostanza un parassita di Google, l’oracolo più ciarliero della rete e il vero emblema del marasma di dati in cui dobbiamo districarci. Tramite un piccolo motore di ricerca interno, Toogle va a succhiare una serie di notizie dal servizio di News di Google, ne scompone il titolo e utilizza ciascuna delle parole che ne ricava per andare a cercare delle immagini dal più ricco contenitore di immagini della rete. Quindi riaggrega il tutto in una sorta di cine-collage poliglotta e multimediale di immagini e testi, che si struttura sulla base degli incontri casuali fra il materiale informativo che ha ingoiato.

In altre parole, Toogle trasforma l’informazione grezza in arte; seleziona e mastica per noi un materiale altrimenti indigesto, e ce lo offre in forma predigerita e commestibile. Con ironia e gusto del gioco, Toogle si inserisce in maniera consapevole e dichiarata in una tradizione ben nota a chi conosce l’arte in rete, che va da Feed di Mark Napier a Newsmap di Marcos Weskamp e Dan Albritton; e sembra suggerirci che, per non rimanere sepolti sotto cumuli di rifiuti digitali, l’unica soluzione rimane, ancora e sempre, il loro riutilizzo creativo.


Oversaturation – www.ungravity.org/

Luis Hernandez – http://heterarquia.org

Toogle – http://get.me.it/

SHARE ONShare on FacebookGoogle+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn