Le tecnologie digitali: includono o escludono? Offriranno opportunità senza precedenti allo sviluppo o acuiranno irrimediabilmente le distanze oggi esistenti? Il digital divide appassiona e stimola dibattiti accesi e polemiche sterili, ma quali sono le strategie per il superamento reale di una questione sempre più attuale e urgente? La maggioranza della popolazione mondiale non ha ancora accesso al web per innumerevoli motivi: il digital divide, ossia la disuguaglianza nell’accesso e nell’utilizzo delle tecnologie indotta dalla globalizzazione, è una definizione tanto semplice quanto molteplice: il panorama delle tematiche che racchiude è di ordine culturale quanto sociale ed economico.

L’accesso e l’utilizzo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione rappresentano nel nostro mondo un pre-requisito per lo sviluppo economico e sociale. Tuttavia ciò che per molti è una realtà indiscussa, per moltissimi altri è ancora un miraggio irraggiungibile o quasi. Se le agenzie internazionali pianificano interventi di finanziamento e azioni sia di educazione allo sviluppo, sia di formazione, fiutando l’affare, nelle aree depresse del pianeta, che cosa succede in Italia? La dimensione casereccia del problema non appare certo incoraggiante; solo una persona su quattro naviga in internet. L’esclusione hard tocca un terzo della popolazione, ma c’è un’esclusione soft non meno radicale, benchè non facilmente rilevabile attraverso le statistiche e mentre si moltiplicano i corsi, i seminari, i workshop sul tema restano ancora in tanti a navigare solo tra diffidenza e indifferenza:

Quelli che “non so andare sul computer”

Quelli che “il coso non funziona”

Quelli che “su internet ci sono i pedofili e i ladri di carte di credito”

Quelli che “col cavolo che pago per questa roba”

Quelli che “faccio benissimo senza”

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Ciò nonostante, lo scorso febbraio è stata inaugurata la seconda fase di sviluppo del “Centro Internet Marghera Digitale” con la quale Marghera si candida a diventare avanguardia per l’alfabetizzazione informatica della popolazione e lo sviluppo sociale delle nuove conoscenze tecnologiche e digitali. All’evento in perfetto stile inaugurale, con tanto di svelamento dell’insegna, nastri colorati e discorsi da cerimonia, hanno partecipato i cittadini, le autorità municipali, comunali e provinciali, una delegazione di rappresentanti di 22 città italiane ed europee e gli immancabili sponsor tra cui svetta Fastweb.

L’apertura sperimentale delle iscrizioni ai corsi di alfabetizzazione informatica avvenne nel settembre 2003 sulla base dei risultati di un’indagine sociale realizzata dal COSES per verificare il gradimento dei cittadini nei confronti della proposta formativa. In breve tempo venne superata la disponibilità dei posti a disposizione.

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La nuova area denominata “Sportelli Digitali” (allestita con luce diffusa blu e con 14 postazioni che vanno ad aggiungersi agli altri 18 della sala Formazione per un totale di 32 terminali collegati in rete ai server Sun) consente di raggiungere la seconda fase di sviluppo del Centro. Presso il “Centro Internet Marghera Digitale”, i cittadini potranno seguire i corsi di alfabetizzazione informatica organizzati a titolo completamente gratuito grazie ad una efficace formula cooperativa che ha unito risorse umane e finanziarie della Municipalità e del Comune, Unione Europea (con il Progetto LHASA), volontariato, privato sociale e imprese sostenitrici che condividono la mission ritenuta di alto valore sociale. Non avevamo dubbi.


www.comune.venezia.it/marghera/

www.innovazione.gov.it/ita/intervento/digitaldivide/index.shtml

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