C’è una nuova tendenza all’interno dell crescente macchina produttiva dell’audiovisivo internazionale. Quella di registrare, testimoniare, stampare e distribuire i lavori audiovisivi di un gruppo o di un artista sotto forma di DVD. Siano essi contenuti audio e video pronti per essere fruiti dallo spettatore comodamente in poltrona, siano essi frammenti audiovisivi pronti per essere riutilizzati per altri lavori nel rispetto magari della filosofia e delle regole delle Creative Commons, siano essi brani di interviste o registrazioni di esibizioni live, il DVD si sta dimostrando il supporto più ovvio, immediato e disponibile per introdurre lavori artistici audiovisivi sul mercato. Come è stato fatto negli anni con evidente successo sia in ambito musicale che in ambito video.

Anche alcuni festival internazionali di rilievo come Transmediale o il nostro Netmage hanno messo in evidenza questa importante tendenza, presentando, attraverso workshop, conferenze ed esibizioni live, alcune delle realtà più importanti che, con grande anticipo su tutti, si stanno muovendo in questo senso. E se non stupisce vedere che la Scape, label berlinese di musica elettronica nota ai più per la sua produzione musicale di assoluto valore, ha aperto una vera e propria sottodivisione esclusivamente dedicata ai DVD (la prima produzione DIN AV 04/01/CN/86.03, curata dal collettivo berlinese Visomat, è dedicata alla storia della relazione visual/musica tra arte, media e club culture nella Berlino degli anni ’90), di certo riempie di orgoglio nostrano e di stupore osservare che anche in Italia è nata di recente una label di produzione di DVD audiovisivi.

Il progetto in questione si chiama ^Vrec, è una label nata dalla mente, dai sacrifici e dalla volontà del collettivo Ogin:no Knauss. Considerata la loro storia, la loro importanza nella crescita del movimento audiovisivo italiano negli scorsi anni e il loro respiro internazionale, Lorenzo Tripodi, Michele Lancuba e Manuela Conti non potevano che essere i primi a esplorare questi territori di produzione con il fascino e il rischio che accompagna tutte le avventure pionieristiche. Le prime due produzioni in uscita per ^Vrec sono due lavori tra loro molto differenti ma che nello stesso tempo raccolgono, come un antologia digitale, molta della stada percorsa dal collettivo fiorentino.

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Triplicity prende in considerazione soprattutto le ultime derive affrontate dal collettivo: progetti ambiziosi che esplorano lo spazio delle metropoli, delle reti urbane ricche di tessuti e relazioni umane, correlando le emozioni vissute e percepite in prima persona con un immaginario di testi, immagini e suoni come nella tradizione dell’audio-video. Questa è la triplicità del titolo che si ripercuote sulla triplicità del collettivo stesso in un lavoro che stupisce per la ricerca effettuata sul ricco materiale raccolto dagli Ogi:no in questi anni e affascina per l’approccio visivo elegante ed emotivo sia nel bellissimo libretto che accompagna il DVD che nelle oltre 36 tracce presenti, associate semanticamente a precise parole chiave. La seconda produzione della neonata ^Vrec si chiama Equilibratura Elettronica ed è stata commissionata dal Festival Sonicity 2003 per accompagnare il live set di MAZK e riprende maggiormente il filone storico del gruppo con un approccio maggiormente incentrato sulla produzione di materiale per live media e vjing.

Ma il futuro di ^Vrec è ricco di progetti. Continuando a esplorare le controverse potenzialità dei supporti DVD.Rom e DVD.Video, le pubblicazioni previste saranno molto differenti. Non resta che rimanere in attesa della prossima uscita e fare quattro chiacchiere con i protagonisti.

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Marco Mancuso: Alla luce delle considerazione e dei dibattiti che si fanno un po’ ovunque sulla riproducibilità e diffusione delle performance live audiovisive, siano esse di live media che di vjing, che senso ha oggi aprire una label di produzione e ditribuzione di DVD “artistici”? Pensate sia il momento giusto per farlo o vi ponete ancora una volta, come già in passato, come guida consapevole di un certo movimento in evoluzione?

Ogi:no Knauss: Non pensiamo che il DVD vada inteso come possibilità di riprodurre performance live, almeno quanto i vinili non riproducano la session di un dj. La nostra idea è quella di pubblicare materiali come documentazione di processi creativi e come strumenti da rielaborare, remixare, riappropriare. Come ‘pionieri’ a modo nostro del Vjing ci siamo sempre prodotti i nostri materiali per suonare dal vivo, ma abbiamo anche attinto da materiali altrui da rielaborare, remixare, cut-uppare… uno degli intenti di AVrec è quello di rendere disponibili materiali attivi, che invogliano ad essere usati e non fruiti passivamente… Comunque non direi che ci sentiamo ‘guida’ di un movimento, ma sicuramente parte di una scena che si è sviluppata in Italia dalla metà deggli anni novanta a partire dall’apertura di nuovi spazi di rappresentazione, fisici e politici, e avvertiamo l’esigenza di testimoniare questo movimento….

Marco Mancuso: Ora siete già usciti con due vostre produzioni. Me ne potete parlare brevemente e quali altri progetti avete nel prossimo futuro?

Ogi:no Knauss: Sono i prototipi delle due collane che vorremmo sviluppare. Equilibratura Elettronica è un DVD-video, la registrazione di un live set commissionato dal festival Sonicity di roma, una esplorazione urbana finalizzata ad una performance con i Mazk, alias Masami Akita e Zbigniew Karkowsky, due mostri sacri del noise industriale. E’ un lavoro estremo, indubbiamente più rivolto ad un pubblico piuttosto di nicchia, dato l’impatto tanto della colonna sonora quanto del flusso di immagini, che abbiamo concepito in maniera altrettanto estrema come noise visivo.

Triplicity DVD-rom è invece uno degli output del nostro principale progetto in corso, un processo conoscitivo che è anche un live-media set. E’ l’approdo di anni di esplorazione del paesaggio urbano in evoluzione, e indaga la correlazione tra produzione di spazio e di immagini nella città globale. Il DVD-rom sviluppa una architettura multimediale che consente all’utente di riorganizzare le trentasei sequenze che lo compongono secondo diversi ordini di montaggio. In questo caso cerchiamo di sviluppare il concetto di ‘scatole di montaggio’ in cui l’audiovisivo non sia caratterizzato da un editing predefinito, ma aperto all’interazione con i diversi interessi dell’utente. E’ un oggetto che potrebbe essere utilizzato allo stesso tempo come antologia di materiali per una lezione di urbanistica, come un disco di field recordings, o come un diario di viaggio….

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Marco Mancuso: Avete intenzione di produrre solo lavori vostri o di impegnarvi anche in un progetto di produzione di altri gruppi e soggetti italiani o stranieri?

Ogi:no Knauss: Certamente l’intento è quello di produrre altri autori. Ovviamente lo spunto iniziale per lanciare AVrec deriva dai materiali che avevamo in cantiere, ma se ci sarà una buona risposta intendiamo coinvolgere tutta una serie di nomi a cui ci legano affinità ed amicizia. Abbiamo già lanciato l’amo a Santi e Saule, Kinkaleri, Autobam, Saul Saguatti….

Marco Mancuso: Cosa ne pensate del secondo dibattito relativo al fatto che il DVD sia o no sia il supporto ideale per trasmettere l’emozione e la tecnica di una performanance di live media e vjing? Pensate che oggi o in futuro possa nascere un supporto migliore in questo senso, magari lo stesso web?

Ogi:no Knauss: Trasmettere l’emozione e la tecnica di una performance non è questione che riguarda il supporto su cui viene registrato il materiale. E’ qualcosa che deriva dalla sensibilità, l’esperienza e il talento del performer. La capacità di costruire una relazione con uno spazio e con un pubblico è essenziale. Il DVD è uno strumento, uno dei tanti a disposizione di chi si impegna in questo campo. Uno degli aspetti interessanti del DVD è che consente di costruire architetture direttamente replicabili sul web. Triplicity, ad esempio, ha una architettura multimediale sviluppata con Flash e Macromedia che ci consentirebbe, una volta ricompresse le clip ad una qualità più bassa, di essere messo su internet così comè, cosa che abbiamo in programma di fare, peraltro….

Marco Mancuso: Come vi confrontate con altri progetti analoghi in Europa, come quello di Staalplaat o di Scape per esempio, siete in contatto con loro, avete progettualità comuni?

Ogi:no Knauss: Questa avventura di AVRec è nata un po’ per caso, devo dire, e non abbiamo per ora esplorato molto cosa succede intorno. Siamo piuttosto curiosi di quello che si muove nel campo, però devo dire che l’impressione è che si tratti soprattutto di produzioni collaterali e promozionali rispetto alla scena musicale elettronica, mentre le nostre produzioni nascono sostanzialmente come ricerche originarie sul live media, sull’esplorazione urbana e sui nuovi formati dell’audiovisivo. Certamente per riuscire a sopravvivere credo sia necessario collaborare e consorziarsi con altre realtà per sviluppare e rafforzare canali distributivi, che per ora mi sembrano piuttosto sporadici e frammentati.

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Marco Mancuso: Complimenti per essere il primo esempio lungimirante di casa di produzione italiana di DVD di questo tipo, pensate che avrete un seguito di altre realtà che nasceranno o l’Italia rimarrà indietro anche sotto questo punto di vista rispetto al resto d’Europa?

Ogi:no Knauss: L’Italia non è necessariamente indietro rispetto al resto d’Europa per quanto riguarda determinati fermenti creativi… la commistione molto peculiare tra vjing e istanze politiche delle crew italiane nella seconda metà degli anni novanta, la scena Hacktivista documentata da Tatiana Bazzichelli a Berlino, la scena rave che in questo momento sta accogliendo numerose tribes di transfughi francesi ed inglesi dimostrano che i fermenti di autogestione ed apertura di territori liberati in italia conservano una certa consistenza che non sono affatto scontati altrove. D’altra parte, la situazione italiana paga un certo dilettantismo che disperde molti sforzi in una remissività apatica. Credo che sia essenziale rafforzare le relazioni internazionali dando possibilità di crescere alla scena italiana contaminandola con la professionalità raggiunta nelle pratiche artistiche underground dalle crew nordiche.

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Marco Mancuso: Che tipo di impegno e investimento richiede aprire una label come AVRec?Pensate di poter avere un mercato, in Italia o all’estero?

Ogi:no Knauss: Molto grosso. In questo momento siamo molto preoccupati dalla trappola in cui ci siamo infilati, considerato che in origine non era nostra intenzione occuparci di editoria, ma essere degli autori! D’altra parte, le risposte ottenute alle prime presentazioni del progetto sono molto lusinghiere, e speriamo che i ritorni si facciano sentire, anche per poter continuare a produrre contenuti originali.

Marco Mancuso: Ogino Knauss è da sempre impegnato in un discorso di messaggio audiovisivo molto chiaro, spesso forte e legato ai contesti urbani e sociali della realtà che ci circonda. Pensate che produrre i vostri lavori (e quelli di altri con un messaggio analogo al vostro) e distribuirli su DVD possa avere una forza di comunicazione tale da raggiugnere un numero più elevato di persone se non quelle che vengono a vedervi dal vivo? Pensate in altre parole che il DVD possa finalmente essere uno strumento di sensibilizzazione sociale o politica per l’elettronica come lo è stato il cd per certa musica rock, pop, punk, reagge, ecc…?

Ogi:no Knauss: Decisamente sì, per noi la scommessa è quella di ampliare la nicchia delle pratiche live media da un ambito di stretto interesse artistico e di tecniche d’avanguardia a contesti ampi, difondendo pratiche che spaziano dall’analisi urbana all’arte pubblica, all’attivismo politico e alle pratiche partecipative. Crediamo che i prodotti della nostra etichetta possano diventare degli strumenti popolari di diffusione dei saperi e riflessione sull’evoluzione del contesto che ci circonda. E questo senza necessariamente rinunciare ad un uso spinto ed estremo del linguaggio audiovisivo e del montaggio, un uso che sia antimimetico, che porti alla luce e contesti criticamente la presenza totalizzante e dissimulata delle pratiche di montaggio nella costruzione della realtà percepita dal cittadino nel paesaggio globale.

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