E’ nei negozi un progetto discografico che merita veramente tutta nostra attenzione: si tratta di una serie di remix tratti da Blamish, l’eccellente ultimo disco di D. Sylvian che l’artista stesso ha commissionato a un ristretto circolo di musicisti. Blamish, il primo disco uscito per Samadhisound, personale etichetta di Sylvian dopo lo stop con la Virgin, ha sicuramente segnato una nuova svolta nella discografia dell’ artista. Gli ultimi lavori non raggiungevano la stessa tensione emotiva con cui Sylvian ci ha deliziato fin dopo lo scioglimento dei Japan nel 1982 con l’uscita del primo disco da solista, l’ indimenticabile Brilliant Trees del 1983. 

Cosa rende Blamish così importante? Sicuramente l’aspetto principale èstato il coraggio di rimettersi in gioco con un disco coraggioso fatto di idee nuove alimentate da voce, chitarra ed electronics. Fondamentale la collaborazione di Derek Bailey e di Richard Fennesz, in un disco di alchimie notturne, di emozioni rese in un gioco di frammenti senza un filo d’Arianna che ci possa aiutare a trovare una strada che non sia il nostro personalissimo vissuto ed è proprio questo che rende il disco straordinariamente contemporaneo. Più che cantati i testi sono recitati e l’inesorabile incedere delle composizioni si stempera nella romantica ultima traccia, A fire in the forest, accompagnata dalle vertigini dei vortici digitali di Fennesz.

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Se pensiamo al percorso artistico di chi da ragazzino si inventa un nome d’arte copiato di sana pianta da Sylvain Sylvain, leggendario chitarrista dei New York Dolls, fonda poi i Japan, vera leggenda della new wave ed infine approda ad un percorso solistico di straordinaria maturità, non possiamo che considerare David Sylvian uno dei più fulgidi esempi di creatività, dinamicità e qualità musicale degli ultimi vent’anni. Quello che colpisce in The good son Vs. the only daughter è che non ci si ritrova di fronte al classico prodotto di remixologia seriale, al contrario, prende vita un lavoro completamente nuovo, ispirato, intensamente lirico e contemporaneo nell’uso dell’ elettronica, degli strumenti acustici, degli arrangiamenti. Il disco suona più pop, più caldo, più vicino alla forma canzone senza mai diventare banale. Un lavoro eccellente.

01 The only daughter : Ryoji Ikeda
02 Blemish: Burt Friedman
03 The heart knows better: Sweet Billy Pilgrim
04 A fire in the forest: Readymade FC
05 The good son: Yoshihiro Hanno
06 Late night shopping: Burnt Friedman
07 How little we need to be happy: Tatsuhiko Asano
08 The only daughter: Jan Bang e Erik Honoreaturing
09 Blemish: Akira Rabelais

AGF/DELAY – EXPLODE

Txt: Marco Mancuso

Un disco dedicato alla natura, alla semplicità, alla quiete, a tutti quei valori che sembrano oggi essere perduti e che richiamano a una vita più semplice ed emozionante. Questo è il pensiero che guida Esplode, l’ultimo lavoro della berlinese AGF apprezzata live lo scorso settembre a Milano accompagnata dai visual dell’amica Sue Costabile, accompagnata nelle note e nell’elettronica dolce e rarefatta da Vladislav Delay aka Lluomo, artista di punta della nuova scena elettronica finlandese.

Scritto e registrato nelle tranquille terre di Finlandia nell’estate del 2004, nel silenzio e a pieno contatto con la sconvolgente natura di quei luoghi, questo bellissimo e commovente lavoro non poteva non risentire di questa atmosfera, volutamente ricercata e conquistata. Lontano dal mondo civilizzato, dalle sue paure, dai suoi rumori, dalle sue angosce e dalla sua incapacità di osservare e ascoltare, AGF e Delay hanno assemblato in modo sapiente alchemico uno dei dischi di elettronica più sensibili ed eleganti che mi sia capitato di ascoltare negli ultimi anni.

Prodotto dalla stessa AGF Produktion, “uno strumento nelle mani di AGF per produrre la sua musica o quella in collaborazione con altri artisti”, Esplode (baby) si avvale del tocco algido di Lluomo che riporta nel disco quelle influenze dub e minimali che hanno reso il suo tocco techno famoso nel mondo, ma rende omaggio alla dolcezza compositiva e performativa di AGF, che in quanto ad algidità non ha niente da invidiare al suo compagno ma che nasconde un’emotività raramente così profonda e coinvolgente.

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Chi ha avuto (o avrà presto) il piacere di ascoltare il disco sarà dolcemente guidato in un mondo dipinto con le note, sospeso tra paesaggi e colori a cavallo tra glitch, rumori e campioni, dove è palese l’intenzione di imprecisione e di sporcizia nei suoni, nelle ritmiche, nel timing e nel looping. Su tutto si eleva come soffio di vento la voce magnetica come non mai di AGF, sicuramente toccata e rarefatta in fase di produzione e quindi sapientemente capace di giocare tra note e sillabe, respiri e consonanti, raccontando di ciò che vede e che sente, ispirata nei test dal dualismo tra sogno e realtà che accompagna tutto il lavoro. Nessuna difficoltà nel trovare le parole, se pensiamo che AGF scrive poesie (spesso un po’ ingenue se vi capita di riceverle via mail iscrivendosi al suo sito) e testi che potete trovare al suo sito personale che si chiama infatti Poemproducer.

Explode è l’esempio di dove può arrivare l’elettronica moderna se costruita con la classe e la sensibilità dovuta, dai capitoli più onirici come Do Protest, All Lies on Us, Restict e Useless a quelli più urbani e rarefatti come Esplode Baby, Causing a Taifun, Recorded e Distributor in cui l’elettronica di Delay sembra (ma con tatto e rispetto) prendere corpo sulla voce di AGF, dalle tracce più morbide come A Distant View e Break Doors alla bellissima Slow Living, un gioiello inclassificabile di elettronica minimale e parlato multi traccia sul sillabare di un’ispiratissima AGF. E nel momento in cui Antye Greie recita il suo tributo a Smooth Operator (we have ideas they are simple and light, we turn around cuase we have arrived, world has ended here, we know we are fine, smooth operator, smooth operator, smooth operator…), lascia indietro molti musicisti – performer di questa generazione e li saluta per l’eternità.

01 Do protest
02 Explode baby
03 All lies on us
04 A distant view
05 Causing a taifun
06 Restrict
07 Break doors
08 Useless
09 Recorded
10 Slow living
11 Distributor
12 From morming on 

APPARAT – SILIZIUM E.P.

Txt: Barnaba Ponchielli

Sascha Ring, in arte Apparat. Nato in un paesino tra le montagne del sud est della Germania nel 1978, incomincia ad occuparsi di musica applicandosi alla batteria. Nel 90 comincia ad interessarsi di musica elettronica, spaziando come dj dalla techno, alla gabber, alla trance più dure. Stufatosi della cassa dritta si dà alla produzione di musica elettronica a modo suo improvvisandosi, con arguzia e ispirazione non comune, sound designer. Nel 2000 si aggrega a T.Raumschmiere (Marco Haas) nella direzione artistica della Shitkatapult, fondata da quest’ultimo nel 1998. Ed ecco che l’etichetta berlinese, uscita dopo uscita (l’ultima follia è un tale Quasimodo Jones, che dici d’ispirarsi a Kid Rock!), comincia a fondere le sue originarie pulsioni electro-punk con ben più arditi ibridi elettronici, capaci d’incorporare timbri e strutture sempre più articolate e affascinanti. Ritmi franti, melodie, sporcizia sonora dosata ad arte e un calore emotivo malinconico capace di donare vita propria al gelo elettronico dei suoi beats, sono le cifre stilistiche di Apparat.

Questo Silizium EP è un piccolo gioiellino di elettronica contemporanea, ottimo come biglietto da visita per andare a scoprire i suoi precedenti parti discografici: Multifunktionsebene del 2001, Tttrial and Eror del 2002 e Duplex del 2003, oltre che una serie di ep su diverse etichette (B-Pitch Control e Jet Lag tra le altre). Silizium EP contiene cinque nuove tracce, originariamente registrate il maggio 2004 per una Peel Session ma ri-registrate (Sascha è un precisino) a Berlino successivamente; quattro remix ad opera di Bus, Rechenzentrum, Telefon Tel Aviv e dello stesso Apparat e il video di Komponent diretto da Daniel Manns (un piccolo e morboso noir, decadente e inquietante).

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Proprio quest’ultima (assieme a Not a Good Place) gli potrebbe aprire molte porte. La voce di Raz Ohara, su beat spezzati e l’apporto degli archi di Complexàcord danno vita a una canzone da far invidia ai Notwist più malinconici e ispirati, come anche ai Radiohead malinco-tecnologicipost-Kid A (non a caso col monicker Moderat pubblica nel 2003 assieme a Modeselektor, uno degli artisti preferiti dal quintetto di Oxford, l’ep “auf kosten der gesundheit”) . Le altre inedite sono liquidi passaggi digitali dal beat oleoso, umanizzati da un’uso della melodia cinematico e malinconico, cui archi e sax donano un calore inedito per il genere. Un’incrocio ispiratissimo tra effervescenze Aphex Twin, sognanti passaggi islandesi (Mum, Bjork, ecc.), arditi e spregiudicati incastri ritmici e sonori alla Richard Devine, ispirazione costruttivista alla Fourtet e una sensibilità che ricorda i Radiohead.

Sul suo sito si può ascoltare e scaricare un live registrato a Barcellona nel dicembre del 2003, se si vuole avere un’idea di ciò che è capace di costruire live (il 19 Marzo a Bologna). Basti sapere che al Sonar dell’estate scorsa la sua performance (in seno a uno showcase della Shitkatapult, ovviamente) è stata una delle più eccitanti dell’intero festival: techno destrutturata in beat dal timbro electro, ma avvolti in aloni melodici ora scuri e malinconici, ora aspri e martellanti. Una delle cose più interessanti in fatto di musica elettronica del momento, insomma (anche se le evoluzioni post-drill’n’bass della Planet Mu di Mike Paradinas non scherzano affatto). Attendiamo fiduciosi altri inattesi sviluppi: l’ultimo della serie è un remix per Gianna Nannini di Contaminata, scaricabile gratuitamente sul sito della nostra cantautrice toscana! La collaborazione nasce nel 2003 quando Sascha si mette al lavoro sulla produzione di “Pia”, anche se, come due mondi apparentemente tanto distanti si siano incontrati, ci rimane ancora oscuro…

01 Introduction.
02 Komponent
03 Silizium
04 Not A Good Place
05 It’s Gonna Be a Long Walk
06 Silizium rmx by Bus
07 Not a Good Place rmx by Rechenzentrum
08 Komponent rmx by Telefon Tel Aviv
09 Not a Good Place mx by Apparat
Komponent Video directed by Daniel Manns


www.agfdelay.com/

www.poemproducer.com

/www.agfproducktion.com/

www.shitkatapult.com

www.apparat.net

www.giannanannini.com

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