Se lo humor fosse volatile, lo respireremmo quasi in ogni ambiente umano. Si può dire lo stesso anche per lo spazio Internet? Due anni fa, Owen H. Lynch ha proposto uno studio sistematico sulla comunicazione umoristica (Humorous Communication: Finding a Place for Humor in Communication Research, Novembre 2002, Communication Theory). Partendo dallo stato dell’arte degli studi sull’umorismo, ha elaborato alcuni modelli di comunicazione umoristica che integravano i risultati delle discipline fino a quel momento coinvolte. Lo humor ha infatti una dimensione individuale e una sociale. La psicanalisi, la psicologia e gli studi di critica letteraria si occupano prevalentemente della prima dimensione, la sociologia, l’etnografia e l’antropologia della seconda. I risultati di queste ricerche mettono in evidenza diversi usi e funzioni della comunicazione umoristica: dalla volontà di imporre la propria personalità (superiorità) alla funzione di sollievo (barzellette su personaggi non esistiti), dalla reazione all’assurdità della vita ad un tentativo di rottura della monotonia quotidiana. Va segnalata per la sua originalità e fecondità di ricerca, l’interpretazione dell’umorismo di Freud in rapporto all’inconscio: secondo Freud lo humor avrebbe caratteri di somiglianza con il sogno perché come esso permetterebbe di far emergere idee proibite.

Tornando a noi, quali di queste funzioni soddisfa lo humor in Internet? A mio avviso tutte, con alcune peculiarità dovute alla potenza ricombinante del mezzo. Innanzitutto lo humor in Internet è contraddistinto sia da un carattere “identitario” (serve a consolidare e a circoscrivere un gruppo), sia da un carattere differenziante (serve a superare delle barriere sociali che solitamente sono etnografiche, nazionali e sessuali). In Internet troviamo sia diverse forme di resistenza classiche, come la satira o innovative ed articolate o come le operazioni di RTMark, sia di rottura della monotonia quotidiana, ad esempio le presentazioni in power-point (spesso banali e fastidiose) che circolano in ogni ufficio tramite anelli di catene sempre più allungate.

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Poiché lo humor è contraddistinto da un carattere di ubiquità, il mezzo Internet stesso non poteva sottrarsi a giochi riguardanti sia il suo linguaggio, sia le sue caratteristiche. Inoltre, come nelle dinamiche di relazioni di gruppo, lo humor ha svolto una funzione di accettazione del mezzo stesso. La popolarità di Internet è dovuta anche agli innumerevoli siti di barzellette o scherzi che popolano i discorsi delle persone oltre la vita davanti allo schermo. Dobbiamo aggiungere che, fedele al carattere intertestuale del mezzo, lo humor di Internet permette di creare comunità allargate di telespettatori e radioascoltatori che criticano programmi e personaggi televisivi che altrimenti passerebbero solo come modelli di successo e le cui critiche rimarrebbero nelle comunità più prossime dei telespettatori (famiglia, amici, associazioni locali).

Tuttavia esiste uno humor specifico di Internet. Come si afferma in Wikipedia, lo Internet-Humor sarebbe uno humor senza proprietario (al contrario dello humor in Internet appunto, quello di vignettisti, comici di professione o qualsiasi humor protetto da copyright). L’anonimato in Internet è una rivisitazione telematica dei livelli anonimi che, grazie però allo spirito collaborativo del medium, può crescere continuamente, in creatività, in ferocia (spesso suffragando stereotipi latenti e manifesti nella società)…ed efficacia, fino a quando non interverrano meccanismi regolatori legislativi simili a quelli applicati alla stampa.

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