ZoneGemma, gruppo tecnoteatrale fondato dal videomaker e tecnoperformer Giacomo Verde, dal drammaturgo e studioso di teatro e media Andrea Balzola e dal compositore Mauro Lupone ha da quest’anno la residenza produttiva allaCittà del Teatro di Cascina (Pi). La direzione artistica di Alessandro Garzella ha proposto un’ospitalità continuativa che permetta all’equipe la sperimentazione dei media digitali in scena e il confronto con altre realtà tecnoteatrali italiane e internazionali. Il primo risultato di questa joint venture tra ZoneGemma e Cascina è stata la recente produzione della nuova versione di Storie Mandaliche denominata per l’occasione 3.0 e che ha avuto la collaborazione registica di Fabrizio Cassanelli.

Il rinnovamento riguarda la concezione dello spazio per l’azione teatrale (a pianta centrale con quattro schermi avvolgenti che circondano sia il pubblico sia il cybernarratore Giacomo Verde che interagisce grazie al mouse radio con immagini in animazione) e la gestione del suono spazializzato e dunque di qualità immersiva, creato per l’occasione da Lupone con il sistema IMEASY. La novità assoluta rappresentata dall’ipertesto drammaturgico messo a punto con grande abilità (e memoria) letteraria da Balzola, la tecnica affabulatoria di Verde che recupera un’oralità antica aggiornandola ai media digitali, l’immagine in Flash Mx per permettere una navigazione futura anche in Internet, la ricercata atmosfera generale di sinestesia ovvero come affermava Bill Viola, “l’inclinazione naturale dei media moderni”, ma soprattutto il particolare reticolo testuale percorso dal pubblico secondo un tracciato sempre diverso e che lui stesso può decidere, fanno di Storie mandaliche 3.0 il primo e pionieristico esempio italiano di spettacolo interattivo, con un’interattività non di interfaccia ma di creazione complessiva e soprattutto di relazione.

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Le storie che hanno un andamento concentrico sono: La pietra, Il corvo, Riza, Principessa del Sud; Il bambino-uomo;Il Cane bianco; La Mandorla; L’Ermafrodito. Nella mitologia contemporanea metropolitana di Storie mandaliche labirinti telemativi, biotecnologie, sfide digitali a rischio della vita si uniscono a presagi funesti, peripezie dal sapore arcano e visite nell’aldilà. Poiché il mandala viene costruito secondo un percorso labirintico e una logica di corrispondenze, anche le storie mandaliche si corrispondono, hanno delle inter-connessioni: si può passare da un personaggio ad un altro attraverso i link in base alla scelta del pubblico. Ogni percorso è differente anche se il numero dei “possibili narrativi” pur incredibilmente grande, è però finito: 5040, secondo un calcolo di Antonio Caronia, uno dei primi spettatori di Storie Mandaliche. Ma la maggiore diversità da una rappresentazione all’altra è data dalla modalità di narrazione di Verde che posto al centro di una pedana mobile circolare, si rivolge al pubblico (assemblea bambina o adulta) guardandolo da vicino, chiedendo conferme alle sue strane storie fatte di immagini e suoni in divenire, raccogliendo opinioni, sussurrando a qualcuno e attendendosi risposte forti e chiare da altri, sfidandolo talvolta in gare di memoria!

La scelta di Flash Mx spesso associata al morphing e al 3D ad opera di Lucia Paolini e degli studenti dell’Accademia di Carrara per l’elaborazione del tratto e dell’animazione, conferisce uno stile inconfondibile alle storie. La rasterizzazione dà alle immagini una linea morbida e smussata e l’effetto complessivo è quello di una ricercata astrattezza del segno-icona del personaggio. Il compositore elettronico Mauro Lupone ha denotato in maniera significativa il tappeto sonoro di Storie Mandaliche lavorando sulle spettro morfologie: non c’è una colonna sonora ma uno “stato sonoro” dei personaggi che permette di creare un giusto ritmo e una corrispondenza significativa tra parola, immagine e suono. La casa editrice Nistri-Lischi ha pubblicato il volume che raccoglie i materiali di lavoro di Storie Mandaliche e le esperienze dal 1998 di questo importante esempio di spettacolo-laboratorio.

Giacomo Verde si sta inoltre dedicando anche a nuovo progetto artistico transmediale, Eutopie (La nuova tappa di Eutopie approderà al Festival Metamorfosi a Cascina, giugno 2005). Un lungo processo questo di Eutopie che ha assunto dal 2003 varie “forme” e “formati” tecnoartistici attraversando vari media: installazioni, video, reading, vjjing, performance, sito web sul tema delle nuove eutopie (ovvero luoghi felici). Da un’idea partita all’interno del corso di Video e Teatro dell’Accademia di Macerata insieme con gli studenti e presentata al pubblico come performance dal titolo 5116 Maya, il progetto col tempo è diventato installazione interattiva e spettacolo sui personaggi della storia e dell’arte che hanno inseguito e realizzato un sogno (La Rivoluzione delle orbite, Inconsapevoli macchine poetiche). Nasce Cercando Utopie, (Cascina, 2004) realizzata dentro un sacco nero con webcam da dove Verde leggeva poesie di Brecht e Marcos mentre passavano sullo schermo videoclip dedicati alla Carta dei diritti umani e ispirati al testo Diritto al delirio di Edoardo Galeano. Verde ha in seguito reclutato artisti tecnologici attraverso la grande rete del web e mai conosciuti prima, per la nuova tappa di Eutopie all’Arboreto di Mondaino diretto da Fabio Biondi.

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Parte delle immagini realizzate in quell’occasione sono ora disponibili in rete per essere utilizzate liberamente in altri ambiti artistici, secondo lo spirito del copy left e della nuova licenza del Creative Commons. La performance Eutopie inizia con gli artisti (chi alle macchine chi alle azioni sceniche) dentro i sacchi neri della spazzatura: un po’ pelle di scarabeo, un po’ rifugio di derelitti. La sorpresa è che sono coperti da passamontagna. Non è la P38 ma l’EZLN! Per chi frequenta i siti di attivismo, una maschera inconfondibile: quella indossata dal subcomandante Marcos, “sogno o incubo, dipende da chi mi incontra”. Poi tutti al lavoro, chi a leggere il Discorso di Marcos La marcia degli zapatisti verso Città del Messico, chi a mixare immagini facendo vjing, chi a fare le riprese in diretta digitalizzandole in tempo reale sul doppio schermo centrale.

Attenzione, si sta costruendo il futuro! Che è fragile come un guscio d’uovo. Le parole di Marcos risuonano nella sala. Arrivano da lontano, il tam tam telematico ce le porta a noi. Il Chapas è dietro l’angolo anche grazie al web con la sua mobilitazione rivoluzionaria contro la globalizzazione neoliberista. E’ forse questa la nuova eutopia cui guardare? Il mondo visto dalla parte dei tecnozapatisti? Una chiocciola ci seppellirà?


.www.zonegemma.org

www.verdegiac.org

www.eutopie.net

www.ezln.org

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