Yoshio Machida vive a Tokyo, è musicista e artista visivo. Da qualche anno sta sviluppando sonorità piuttosto inedite, utilizzando field recordings, processing digitale e uno strumento percussivo autocostruito chiamato “Amorphone”, sorta di gong concavo il cui suono risulta particolarmente avvolgente. Nel 1999 esce Hypernatural, box set limitato a 500 copie, contenente oltre ad un cd, una microcollezione di lavori visivi prettamente di matrice segnico-grafica. In questo primo lavoro (il secondo Hypernatural #2 esce nel 2001 per Softl Music) la matrice sonora è alquanto essenziale, incrociata tra tocchi di Amorphone e fischietti di uccelli, ottimamente amalgamati. L’insieme è un buon esperimento avant, ma la cosa spiazzante è lo spiccato senso pop diffuso in vari strati, udibilissimo sin dall’inizio di Kashima (Radiant Woods) e in chiusura, ipnotico, dove un canto low-fi si tramuta in drone music stratificata. Di questo album è uscita anche una versione processata attraverso un software chiamato Koan, prodotto da SSEYO, esempio diretto di generative music.

“C’è una zona in Sud Africa, chiamata Namaqua. Qui, varie tipologie di fiori sbocciano un’unica volta all’anno e l’intera pianura diventa un tappeto di fiori. Questa immagine è molto importante per quest’album”. Yoshio Machida si riferisce a Infinite Flowers, ultima produzione dell’artista per la propria label Amorfon, avviata nel 2003, e sulla quale concentreremo l’attenzione di qui a poco. Infinite Flowers racchiude lo spirito che poi si ritroverà anche nelle altre produzioni dell’etichetta, lo sguardo esotico fa da traino concettuale e concreto al fluire dell’album, caratteristica che lo avvicina al lavoro di Un Caddie Renversè Dans l’Herbe, percepibile non soltanto nell’attitudine ma anche in certe sonorità minimal, su tutte, quelle delle quattro parti che compongono Namaqua, ovvero quelle forse meno distanti dai precedenti Hypernatural. Ma a stupire è la bizzarria di !Hana Mambo!, dove una sezione percussiva reiterata fa da tappeto a un coro robotico e a semi melodie parecchio utilizzate in quella idm più soft (!). Una piacevole soundtrack instabile.

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Si è parlato di sguardo esotico per Infinite Flowers. La definizione è però attiva anche per il resto dell’operato della label, cui pratica abituale è attingere da artisti provenienti da aree meno conosciute, tracciando traiettorie globali e unioni schizofreniche. Prima uscita di Amorfon è infatti firmata Fitz Ellarald, ovvero Vladislav Dobrovolski, russo, rappresentante una deriva che risente dell’influenza di certa elettronica europea recente, ma, va da sè, filtrata, melodica (talvolta sospesa) e salturiamente glitch; buona Omelia che sposta il tiro e accenna psichedelia soffocata; il finale (Baa, proposto in 3 versioni) è circolare, low-fi e.. perchè no, ironico.

In terra balcanica, Belgrado per la precisione, si attinge per la terza uscita di Amorfon, dove di elettronica non v’è traccia alcuna, Cinc il nome dell’ensemble, Shine of Wot? (Osecev Sjaj) il nome dell’album, ‘Psychedelic Folk Ensemble’ come amano definirsi. Ciò che ne esce è effettivamente una sorta di guitar-pop intriso di voci femminili e maschili in varie lingue, influenze contemporanee non mancano, nonostante l’atmosfera sia assolutamente folk, i testi (ove comprensibili da un orecchio occidentale) divagano in deliri adolescenziali (Seventeen) e narrazioni astratte (Bombozze). E’ sorprendente quanto l’atmosfera sia incredibilmente positiva.

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Chiudiamo con la compilation, quarta e ultima uscita, dal titolo *Music for Baby! che include, oltre agli artisti dell’etichetta, nomi più noti, è il caso di DAT Politics, parecchio diretti in questo contesto, Casiotone for the Painfully Alone (di casa Tomlab), Minamo e Alejandra & Aeron (Lucky Kitchen). Il concept alla base del lavoro è nel titolo, ovvero il suono come percepito dall’orecchio dei neonati…Buona la proposta di BusRatch, toy sleepy dove è presumibile l’impiego dei turntables, di Ryoichi Kurokawa (da Progessive Form) sostenuto da un loop ipnotico dapprima e da giochi granulari nel seconda parte, field recordings e feedback per Toshiya Tsunoda. Un lavoro a più strati, sempre piacevole, dove sperimentazione, noise e pop si alternano, anche creando contrasti eccessivi.


Amorfon racchiude propositi squisiti, un approccio del tutto singolare alla materia sperimentale, e una non facile presenza pop. Da tenere d’occhio. Upcoming: Ki-ni music vietnamita.


www.amorfon.com

www.risonanza-magnetica.com

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