Seguiremo qui un percorso cominciato per me nel 1999. Faremo attenzione alle realtà ed ai contesti che vedono protagoniste produzioni che utilizzano il computer come pennello, monitor come supprto e il web come spazio espositivo. Segnaleremo produzioni che non avendo un mercato reale sono ancora pure, svincolate da quello che è oggi il sitema dell’arte tradizionale e che offrono quindi la possibilità di fruire di contenuti legati esclusivamente al contesto dei relativi autori.

Vogliamo segnalarvi i nostri quadri ideali, cio che sogneremmo avere nei nostri monitor e proiettori che riempiono la nostra casa ideale e che sarebbe un peccato tenere spenti quando non si usano. Tante cose sono successe dal 1999, tante fulminanti apparizioni, produzioni incredibili che hanno segna to svolte, punti fermi ma poi sparite con i loro autori. Sparizioni spesso avvolte nel facile mistero che la rete puo generare quando uno dei protagonisti magari “stacca la spina”.

Noi qualcosa per fortuna abbiamo conservato, qualcosa mi diceva che poteva essere meglio che i lavori presentati nelle mostre organizzate fossero residenti sui nostri server.

SPARIZIONI MA PUNTI FERMI

Ne citiamo qualcuno, può essere un gradito revival utile per segnare un percorso che mi piacerebbe fare insieme, “combine.org” di George Glarou e Andy Slopsema non più on line ma visibile dalla selezione della nostra prima mostra shockart@bluecheese e i cui autori sparirono, o Melon il lavoro di Melondezign.com questo ancora on line ma i cui autori dopo non essersi presentati alla seconda edizione del Vectorlounge di parigi sparirono. Due dei lavori incredibili che hanno segnato, secondo me, un evoluzione di quella nuova forma d’arte nata negli anni 70, le installazioni, produzioni che dell’interazione tra opera e fruitore ne facevano la loro caratteristica guida, ma spesso la loro realizzazione era costosissima rendendole quindi riservate a grandi artisti nella loro fine carriera. Poi il web.

PUNTI FERMI E PUNTI TROPPO FERMI

Ci sono poi personaggi incredibili come Niko Stumpo che nonostante sia fra i più richiesti freelance del mondo riesce ad avere una produzione inesauribile sul suo abnormalbehaviorchild,
Niko è uno dei pochi che nonostante un portfolio invidiabile ha mantenuto, sul suo sito la sola produzione artistica, un punto di riferimento, come anche Yugo Nakamura che ha da poco pubblicato il suo nuovo sito yugop.com.
Tra i punti di riferimento un po troppo fermi ma che comunque delineano il percorso da cui stiamo venendo sono joshuadavis.com che noi sicuramente preferiamo ricordare per le sue edizioni di praystation, l’attuale sito si è trasformato in un portfolio ma praystation ancora on line e raggiungibile nelle sue 9 versioni dal 1998 al 2002 rimane una pietra miliare, stracolme di esperimenti matematici che affiancavano incredibili produzioni interattive.
Ancora piu fermi ma degni di nota sono gmunk.com di Bradley Grosh e Simian.nu di Ross Madwely di quest’ultimo gli esperimenti narrativi, come lui stesso li chiama, suddivisi in 6 volumi, rappresentano, secondo me tuttoggi una fra le produzioni piu interessanti e complete.

.

IU’ CONCETTUALE: LA NET.ART

Ci sono poi produzioni che non utilizzano eclusivamente gli strumenti per la produzione di contenuti sul web come pennelli per la realizzazione del progetto ma anche e soprattutto il network stesso come elemento fondamentale nel suo essere e nelle sue caratteristiche più nascoste, poi scoprimmo che qualcuno aveva deciso di chiamarla netart alcune volte meno “bella” ma spesso più “interessante”.
C’è l'”apposita” rubrica ma cito alcune produzioni per il nostro percorso 0100101110101101.org/, Epidemic.ws, Altzero.com

VECCHIA TECNICA E NUOVI MEDIA

Finalmente spunta fuori il committente e il lavoro di Han Hoogerbrugge ha modo di articolarsi come gia aveva fatto in alcune esposizioni negli anni passati. Han dal 1998 ci propone le sue imperdibili brevissime aniamazioni a passo 1 interattive, prima su NEUROTICA e dal 2002 su NAILS. Come vedrete su NAILS la sperimentazione su lavori quasi narrativi Han l’aveva gia fatta ma con HOTEL raggiunge un’obiettivo importante. 

E’ BELLO? VOI LO COMPRERESTE?

The Domain Art Series di Stephen Rumney è definita “Global Art Branding” ed è qualcosa di piu di un semplice lavoro su dei possibili brand, ogni pezzo è accompagnato da un dominio su cui l’artista opera un vero e proprio lavoro sul Brand. Questo nuovo lavoro di Rumney segue una serie chiamata “Consumer realism”, un progetto artistico che vuole creare lavori che abbiano un’importanza rilevante per la società dei nostri giorni.
Interessanti anche i prezzi delle opere, da £6,000 per Untitled.com, fino a £300,000 per www.MA, buona fortuna…
Cazzo ma forse è net.art, e il prezzo fa parte dell’opera, forse no.

QUADRI DIGITALI

C’è chi ancora li vede stampati magari su materiali digitali, per noi questo è quello che potrebbe ospitare uno dei monitor al plasma della casa ideale, magari quella arredata un po anni 30. Loro sono Canadesi, di Montreal OCULART.com

SHARE ONShare on FacebookGoogle+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn