GialloMare Minimal Teatro da anni opera come una delle realtà più significative del teatro-ragazzi, con una peculiarità: la sottile interazione tra parola, gesto e immagini multimediali.E’ una ricerca che porta avanti, da molto tempo prima dell’avvento delle tecnologie digitali, utilizzando diapositive, lavagne luminose e video, cogliendo lo spirito essenziale del gioco tra corpo e proiezioni visive. In questo senso l’azione scenica nell’ambito multimediale si basa su una consapevolezza piena, assolutamente ludica, arrivando a contemplare una “drammaturgia dell’interattività” che risiede, ancor più che nell’automatismo del cliccare su pulsanti, sulla capacità di contemplare lo sguardo dello spettatore e le sue reazioni.Questo format laboratoriale, performativo e multimediale, ideato e condotto da Renzo Boldrini, è centrato sull’idea di “azione/navigazione interattiva” intesa come esplorazione teatrale di una percezione visiva dell’opera d’arte proiettata da computer.Un’operazione che si basa su una semplicità, l’invenzione teatrale dell’azione nel raggio della videoproiezione, e su una necessità, la creazione di opportunità che dimostrino che la multimedialità non si gioca solo all’interno dello schermo di un computer, dove è facile perdere il senso del rapporto tra reale e virtuale.

Il format si articola su tre livelli:

– una superficie– lo schermo su cui proiettare e verso cui si concentra visione.

– Un medium, l’attore-performer che esplora la visione , per trasformarla in oggetto di narrazione.

– Gli spettatori, la loro percezione condivisa e tradotta in un gioco d’interazione con la narrazione e la visione proiettata.

Lo schermo, bianco, come una mappa senza coordinate, dal momento della videoproiezione viene popolato dalle visioni, spesso selezionate dal grande thesaurus della Storia dell’Arte. Le immagini entrano scena. Lo schermo diventa il luogo virtuale (“ciò che è possibile”) dell’azione scenica. Le immagini proiettate vengono agite: il quadro si “anima” usando elementari funzioni elaborazione grafica, di navigazione, ingrandimento, colorazione, decolorazione dei segni pittorici. Si parte dai segni dei quadri originari per un viaggio narrativo fra il didattico e l’onirico, animato dal medium-attore. Un viaggio strutturato, usando idealmente una “tela sterminata” dove “linkando” un segno o un colore si passa da un’opera ad un’altra, da Escher a Fontana, da Leonardo da Vinci a Isgrò. Una potenzialità è quella di coinvolgere gli spettatori non solo come performer dell’azione nella visione ma anche nella selezione delle immagini con cui giocare, creando un gioco combinatorio di azioni, immagini e narrazioni da alimentare attraverso la ricerca on line di repertori da utilizzare.

Associare all’attività di animazione teatrale e di manipolazione delle immagini videoproiettate anche l’uso ludico dei motori di ricerca secondo il principio delle combinazioni immaginarie, cercando le immagini che scaturiscono dall’attività narrativa improvvisata con gli spettatori.


www.giallomare.it

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