John Carpenter è sopratutto conosciuto come regista indipendente, autore di film horror, di fantascienza e fantasy memorabili come “Halloween”, “1997:Fuga da New York”, “La Cosa”, “Grosso guaio a Chinatown” e tanti altri.

Ma Carpenter oltre ad essersi guadagnato lo status di cineasta di culto, dagli anni ’70 a oggi, è anche pregevole autore di colonne sonore. La maggior parte dei suoni film vantano colonne sonore composte dallo stesso Carpenter, con qualche piccola ma prestigiosa eccezione (Ennio Morricone per “La Cosa” ad esempio). Le prime colonne sonore vennero composte da Carpenter sostanzialmente per mancanza di fondi nell’assumere un compositore professionista. Ed é così che con pochi sintetizzatori a basso costo e poche ore trascorse in studio, Carpenter scrisse le sue minimali musiche di commento a film come “Distretto 13: le brigate della morte” (1976,”Assault on Precint 13″) ed “Halloween”(1978), ancora oggi considerate tra le maggiori influenze per molti musicisti elettronici, dance e hip hop.

Carpenter, figlio di un maestro di musica, non fa segreto di aver tratto ispirazione se non plagiato musiche già esistenti per i suoi primi lavori: proprio come i “musicisti fai da te” per eccellenza, ovvero i dj. Come non riconoscere una certa similitudine tra l’ipnotico e ossessivo tema di Halloween e l’altrettanto paranoico tema di Profondo Rosso del nostro Claudio Simonetti? Allo stesso tempo per “Assault on Precint 13″ John Carpenter dichiara di essersi ispirato alle musiche del maestro Lalo Schiffrin per il film “Ispettore Callaghan, Il caso scorpio è tuo” (1972, “Dirty Harry) ed a “The Immigrant Song” dei Led Zeppelin. Eppure il suono di Carpenter é personale, non solo per la timbrica dei sintetizzatori utilizzati, ma anche per il “modus operandi” basato su brevi loop ripetuti potenzialmente all’infinito e semplici tappeti atmosferici. Non è un caso che le “soundtrack” più recenti di Carpenter, vagamente rock e orchestrali, siano meno efficaci rispetto alle prime. In pratica viene a mancare quel metodo minimale che è nel dna di molti artisti dance elettronico contemporanei.

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Già nel 1983 esce la prima rivisitazione disco (per ZYX e probabilmente non autorizzata) del tema di “Assault” con il titolo “The End” e riscuote molto successo tra i dj dell’epoca ed ancora oggi gode di un certo culto tra gente come Carl Craig, Laurent Garnier, Mark Moore (S’xpress) e Optimo. Da allora è un susseguirsi di sfruttamenti più o meno dichiarati dei suoni di Carpenter, a partire da brani hip hop come “The “Tower” di Ice T (in “OG – Original Gangsta” 

del ’91) e raggamuffin come “Posse Rock & Move” di Asher D & Daddy Freddy (in “Raggamuffin Hip Hop” del ’88), dove, in entrambe i casi, vengono utilizzati campionamenti del main theme di “Halloween”. Lo stesso accade nella prima proto house europea con titoli minori (ma popolari sui dancefloor) come “Good Times (Halloween Rmx)” di The Beat Pirate, ma anche con successi radiofonici come “Megablast” (in “Enter The Dragon” dell’88) di Bomb The Bass (Tim Simenon), dove vengono utilizzati campioni di “Assault on Precint 13″.

Carpenter diventa inconsapevolmente autore di colonne sonore per videogiochi con l’inclusione di “Megablast” di Bomb The Bass nel videogioco sparatutto “Xenon 2″ (’89), disegnato dai leggendari Bitmap Brothers. Quasi un decennio più tardi, Carpenter compone ufficialmente la musica per il videogioco “Sentinel Returns”(’98), confermando che le atmosfere elettroniche del geniale regista/compositore ben si addicono al mondo dei pixel digitali.

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L’influenza di Carpenter torna ciclicamente in nuove schiere di dj e musicisti. Nel ’90 la traccia rave “Hardcore Uproar” di Together raggiunge la dodicesima posizione delle classifiche inglesi suscitando un piccolo caso e portando a galla un intero movimento. “Hardcore Uproar” riprende linea di basso e melodia di “Assault” e, coincidenza, uno dei due responsabili del progetto Together (Suddi Raval) é oggi sound designer di molte musiche per videogiochi. Laurent Garnier é uno dei più accaniti sostenitori del Carpenter musicista e ha dichiarato al sottoscritto che “Communication from the Lab” (da “Unreasonable Behaviour” del 2000) é “totalmente Carpenter”. In effetti ascoltando la traccia si sentono i suoni e le scansioni melodiche tipiche dei lavori di Carpenter più popolari. Influenza massiccia che torna anche nel recentissimo album cinematico “The Cloud Making Machine”


A conferma che Carpenter è ancora un’influenza a diversi livelli esce in questi giorni anche un 12″ (“Manifesto Ep”) per Elettrica/Irma del giovane Diego Montinaro contenente la traccia “Escape From MLN”, versione italo disco milanese del suono sintetico del Carpeter di Fuga da New York. Per fuggire con la mente e con il corpo.


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