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LO ZIO JOHN E
I SUOI NIPOTINI
Txt: Alex Dandi
John
Carpenter è sopratutto conosciuto come regista
indipendente, autore di film horror, di fantascienza
e fantasy memorabili come “Halloween”,
“1997:Fuga da New York”, “La Cosa”,
“Grosso guaio a Chinatown” e tanti
altri.
Ma Carpenter oltre ad essersi guadagnato lo status di
cineasta di culto, dagli anni ’70 a oggi, è
anche pregevole autore di colonne sonore. La maggior
parte dei suoni film vantano colonne sonore composte
dallo stesso Carpenter, con qualche piccola ma prestigiosa
eccezione (Ennio Morricone per “La Cosa”
ad esempio). Le prime colonne sonore vennero composte
da Carpenter sostanzialmente per mancanza di fondi nell’assumere
un compositore professionista. Ed é così
che con pochi sintetizzatori a basso costo e poche ore
trascorse in studio, Carpenter scrisse le sue minimali
musiche di commento a film come “Distretto
13: le brigate della morte” (1976,”Assault
on Precint 13″) ed “Halloween”(1978),
ancora oggi considerate tra le maggiori influenze per
molti musicisti elettronici, dance e hip hop.
Carpenter, figlio di un maestro di musica, non fa segreto
di aver tratto ispirazione se non plagiato musiche già
esistenti per i suoi primi lavori: proprio come i “musicisti
fai da te” per eccellenza, ovvero i dj. Come non
riconoscere una certa similitudine tra l’ipnotico
e ossessivo tema di Halloween e l’altrettanto
paranoico tema di Profondo Rosso
del nostro Claudio Simonetti?
Allo stesso tempo per “Assault
on Precint 13″ John Carpenter dichiara
di essersi ispirato alle musiche del maestro Lalo
Schiffrin per il film “Ispettore Callaghan, Il
caso scorpio è tuo” (1972, “Dirty
Harry) ed a “The Immigrant Song” dei Led
Zeppelin. Eppure il suono di Carpenter é
personale, non solo per la timbrica dei sintetizzatori
utilizzati, ma anche per il “modus operandi”
basato su brevi loop ripetuti potenzialmente all’infinito
e semplici tappeti atmosferici. Non è un caso
che le “soundtrack” più recenti di
Carpenter, vagamente rock e orchestrali, siano meno
efficaci rispetto alle prime. In pratica viene a mancare
quel metodo minimale che è nel dna di molti artisti
dance elettronico contemporanei.
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Già nel 1983 esce la prima rivisitazione disco
(per ZYX e probabilmente
non autorizzata) del tema di “Assault”
con il titolo “The End” e riscuote molto
successo tra i dj dell’epoca ed ancora oggi gode
di un certo culto tra gente come Carl
Craig, Laurent Garnier, Mark Moore (S’xpress)
e Optimo. Da allora è un susseguirsi di
sfruttamenti più o meno dichiarati dei suoni
di Carpenter, a partire da brani hip hop come
“The “Tower” di Ice T (in “OG
– Original Gangsta”
del
’91) e raggamuffin come “Posse
Rock & Move” di Asher D & Daddy Freddy
(in “Raggamuffin Hip Hop” del ’88),
dove, in entrambe i casi, vengono utilizzati campionamenti
del main theme di “Halloween”. Lo stesso
accade nella prima proto house europea con titoli minori
(ma popolari sui dancefloor) come “Good
Times (Halloween Rmx)” di The Beat Pirate,
ma anche con successi radiofonici come
“Megablast” (in “Enter The Dragon”
dell’88) di Bomb The Bass (Tim Simenon),
dove vengono utilizzati campioni di “Assault on
Precint 13″.
Carpenter diventa inconsapevolmente autore di colonne
sonore per videogiochi con l’inclusione di “Megablast”
di Bomb The Bass nel videogioco sparatutto “Xenon
2″ (’89), disegnato dai leggendari
Bitmap Brothers. Quasi un decennio più tardi,
Carpenter compone ufficialmente la musica per il videogioco
“Sentinel Returns”(’98),
confermando che le atmosfere elettroniche del geniale
regista/compositore ben si addicono al mondo dei pixel
digitali.
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L’influenza di Carpenter torna ciclicamente in
nuove schiere di dj e musicisti. Nel ’90 la traccia
rave “Hardcore Uproar”
di Together raggiunge la dodicesima posizione delle
classifiche inglesi suscitando un piccolo caso e portando
a galla un intero movimento. “Hardcore Uproar”
riprende linea di basso e melodia di “Assault”
e, coincidenza, uno dei due responsabili del progetto
Together (Suddi Raval) é
oggi sound designer di molte musiche per videogiochi.
Laurent Garnier é uno dei più accaniti
sostenitori del Carpenter musicista e ha dichiarato
al sottoscritto che “Communication from the Lab”
(da “Unreasonable Behaviour”
del 2000) é “totalmente Carpenter”.
In effetti ascoltando la traccia si sentono i suoni
e le scansioni melodiche tipiche dei lavori di Carpenter
più popolari. Influenza massiccia che torna anche
nel recentissimo album cinematico
“The Cloud Making Machine” .
A conferma che Carpenter è ancora un’influenza
a diversi livelli esce in questi giorni anche un 12″
(“Manifesto Ep”) per Elettrica/Irma
del giovane Diego Montinaro
contenente la traccia “Escape
From MLN”, versione italo disco milanese
del suono sintetico del Carpeter di Fuga da New York.
Per fuggire con la mente e con il corpo.


