Il 21, 22 e 23 Gennaio si è tenuto presso il Centro Culturale Candiani di Mestre il Live!iXem Festival. Se inizialmente iXem era l’acronimo di Italian eXperimental Electronic Music, oggi la lettura dell’acronimo implica una tripla “m” (le forme iXemmm o iXe3m non vengono utilizzate perché troppo complesse) che indirizza l’attenzione su un panorama non solo musicale ma anche relativo ai “mixed media”.

Come si legge sulle faq del loro sito: “non solo suono, ma anche immagine, gesto e quant’altro possa essere espresso attraverso il mezzo elettronico o affiancato ad esso”. Il programma del Live!iXem Festival va esattamente in questa direzione, presentando prevalentemente performances audiovisive. Abbiamo parlato del festival e dell’attività del collettivo con Domenico Sciajno, uno tra i fondatori ed i membri maggiormente attivi di iXem.

MK: Il panorama italiano della sperimentazione elettronica vive una vita difficile, fuori dai grandi circuiti. Cosa comporta organizzare un evento come il Live!iXem Festival?

Domenico Sciajno: E’ scontato dire che comporta un enorme impegno… ma è così. Da anni dedico parte del mio tempo a sostenere e incoraggiare iniziative collettive in cui gli artisti stessi sono invitati a mettersi in gioco nella parte organizzativa e propositiva e cercando sinergie tra coloro (istituzioni o privati) che potrebbero essere in grado di sostenere economicamente le iniziative stesse. La riuscita del Live!iXem 2004 è stata sicuramente il risultato di maggiore spessore che ha dato soddisfazione a tutti i miei sforzi, recenti e passati.

Se si è potuto realizzare un così importante evento è grazie in primo luogo all’esperienza che negli ultimi anni mi ha insegnato a rapportarmi con tutti i possibili ostacoli che non sono solo, come si è soliti pensare, l’indifferenza del pubblico e delle istituzioni o la mancanza di fondi. Purtroppo a volte bisogna segnalare l’indifferenza degli artisti stessi che molto spesso non riescono a fare il salto dallo stadio dell’artista incompreso a quello dell’artista vero che si mette in gioco e sfrutta la sua creatività anche per creare un terreno culturale e uno spazio di proposte autogestite che sappiano attirare l’attenzione del pubblico e delle istituzioni.

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iXem tra le altre cose ha molto investito per sensibilizzare gli artisti in questo senso e continuerà a farlo. Ma se la mentalità non cambia il rischio è che da ampio collettivo di artisti si trasformerà in una piccola organizzazione locale che opera in ambito culturale come ce ne sono tante e con gli ovvi limiti operativi e logistici…. ma forse la vera sconfitta sarebbe l’incapacità stessa degli artisti nel mettersi in gioco ed unire la forze per fare qualcosa di davvero speciale.

Live!iXem è nato da un’idea autogestita e tutta la fase di concorso e progettazione è stata autogestita. Il tutto poi una volta confezionato ed articolato è stato affidato all’esperienza logistica (e possibilità di produzione) dell’Associazione Vortice che ha saputo cogliere il valore dell’iniziativa e darle una forma pubblica.

MK: Molti dei progetti presentati sono audiovisivi. E’ il segno dei tempi che cambiano?

Domenico Sciajno: I tempi sono già cambiati, e iXem che si occupa di sperimentazione sa bene quali siano i nuovi scenari. La presenza massiccia di progetti audiovisivi è comunque spontaneamente emersa dalle proposte giunte a concorso. Di fatto, l’oggetto del concorso era più in generale l’interdisciplinarità tra le arti nella sperimentazione elettronica dal vivo. Questo anche per dare un taglio ben preciso al concorso individuando una zona che riteniamo particolarmente innovativa e creativamente attiva.

MK: Pensi che il DVD sia un media in grado di restituire la natura delle performance? Qual è il livello di compromesso accettabile dal punto di vista della medializzazione?

Domenico Sciajno: Se parliamo di performances, il DVD è assolutamente inaccettabile per riprodurle. Va al limitei inteso come catalogo, come documento/presentazione di lavori che però necessitano di essere fruiti dal vivo. Si parla tanto di crisi dei CD e presto ci sarà la moda dei DVD cui seguirà la crisi dei DVD che a loro volta verranno rimpiazzati sul mercato da qualche altra diavoleria. E’ per questo motivo che ritengo fondamentale l’elemento performativo, perché è la dimostrazione che a fronte della crisi del supporto (paventata ma voluta dal mercato stesso) ci sarà sempre la possibilità di presentarsi al pubblico in carne ed ossa e fare ciò che un supporto non può rendere al 100%.

P possibilità che però, se non difendiamo e proteggiamo, verrà schiacciata o sostituita da continue invenzioni di natura commerciale o pseudo-virtuale.


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