IL PEDONE ELETTRICO

Il nome ufficiale è Segway Human Transporter. Si muove sui marciapiedi, ha un’ autonomia (19Km per carica) ed una velocità (25km/h) del tutto adatti agli spostamenti in città. Non è un automobile, non è un ciclomotore, ma un pedone elettrico. Il Segway HT propone un’idea di tecnologia divertente in accordo con i movimenti del corpo e con le sue naturali inclinazioni. Grazie ai suoi microprocessori infatti, analizza costantemente la posizione del baricentro. I suoi due motori elettrici sono silenziosi ed economici. E per i più scettici, un pieno costa solo qualche centesimo di euro!
Un’ esperienza che conduce in uno stato “emozionale” positivo, con un indubbio vantaggio economico ed ecologico. Un’impresa intelligente che sottolinea l’urgenza di creare un ecosistema della mobilità sostenibile. Restano i dubbi sull’effettiva possibilità che Segway si trasformi in una opportunità concreta: il suo costo varia dai 4 ai 6mila euro una scommessa interessante se si tiene conto del cambio di mentalità che richiederebbe. Staremo a vedere. 

TRA TECNOLOGIA E CONOSCENZA

La Provincia di Torino, con la collaborazione della Regione Piemonte, Città di Torino e altre istituzioni pubbliche, sta portando avanti un progetto di costruzione di uno Science Center. La sede potrebbe essere Parco Colonnetti a Torino, un’area molto vasta in un contesto che è tra i più degradati della città, oggetto di nuovi interventi, nell’ambito del PRU – Progetto Periferie del Comune di Torino. All’insegna del motto ormai ricorrente di “Eccellenza e Visibilità”, il
progetto si articola in una serie d’interessanti iniziative tra cui stage, laboratori didattici, eventi e convegni in collaborazione con l’università cittadina e le associazioni locali. Avviato nel 1998 come piano per la divulgazione scientifica e tecnologica, lo science center di Torino si propone di valorizzare la relazione da sempre presente sul territorio tra cultura umanistica, progresso scientifico e innovazione tecnologica. Un’opportunità interessante per artisti, designer e creativi alle prese con l’interattività, chiamati sempre più spesso a progettare soluzioni coinvolgenti e affascinanti per il grande pubblico cui queste iniziative sono rivolte. Risulta arduo risalire a modalità e tempi di attuazione del progetto, ma la ricerca/attesa continua e intanto conviene tenersi aggiornati su tutti progetti in corso…e sono tanti.
Per ora accontentiamoci di un portale della storia della scienza e della tecnologia viste attraverso i contributi dell’Accademia delle Scienze di Torino. 

MOBILE EMBODIMENT

Pagare la metropolitana, guardare un film, archiviare i biglietti da visita grazie a un codice a barre. Fantascienza? No, la realtà di oggi in Corea e in Giappone. Dove il cellulare legge anche l’impronta digitale e si cambia al ritmo delle sfilate prêt-à-porter. Se ne erano occupati all’Interaction Design Institute di Ivrea qualche tempo fa proponendo idee e prototipi, ma oggi questo è possibile grazie a un microchip, ideato dalla società americana Qualcomm, che ha dato vita alla
tanto attesa tecnologia di terza generazione, detta 3G, della telefonia mobile. Tutto grazie ad un chip in grado di ampliare tutte le funzioni multimediali del cellulare, dando vita così al sistema operativo “cdma”, code division multiple access, che non ha niente a che vedere con il meno avanzato gsm, global standard for mobile telecommunication, utilizzato in
Europa. Oggi la Qualcomm fornisce i suoi microchip a grandi operatori di telefonia mobile tra cui Lg, Samsung, Siemens, Docomo, Kddi e Ktf. E non solo per la Corea e il Giappone, ma anche per Cina, India e Stati Uniti. In Europa la compagnia 3 è partita per prima con i servizi di terza generazione, ma il cammino è ancora lungo considerando i costi che gli
operatori dovranno sostenere per aggiornare il sistema operativo. Un passo che però molti giudicano inevitabile, visto le sorprendenti applicazioni che possono cambiare la vita di tutti i giorni.

A COME AMBIENTE

Ancora una volta Torino, ancora una volta scienza, interattività, arte; per la prima volta in Europa, un intero museo incentrato sui temi dell’energia, dei trasporti, dei rifiuti, dell’acqua. “A come Ambiente”, inaugurato recentemente a Torino nell’ex area industriale Michelin, è un’iniziativa dell’Associazione che dà il nome al museo, di cui fanno parte Regione
Piemonte, Comune e la Provincia di Torino e varie aziende di servizi dell’ area metropolitana. Obiettivo primario è di creare – anche attraverso la scoperta e il gioco – una cultura condivisa e diffusa, nuovi comportamenti individuali e
collettivi nel rispetto della natura. Il percorso proposto ai visitatori si snoda attraverso quattro interessanti
sezioni, tre delle quali occupano ciascuna un piano dell’edificio. Al piano terra si trova l’allestimento dedicato all’energia e all’ambiente; al primo piano, i rifiuti; al secondo e nel giardino, il museo l’acqua. Una quarta sezione occupa il “guscio”, struttura in costruzione accanto a quella principale. La caratteristica maggiormente evidente è l’interattività, ispirata dalle
esperienze più interessanti dei musei dei bambini e dei cosiddetti “science center”. Centrali sono decine e decine di exhibit interattivi, macchine da toccare e interrogare lungo il percorso tematico, studiati appositamente da
progettisti specializzati, che permettono al pubblico di interagire con il museo. Durante la settimana il museo è aperto esclusivamente per le scuole (con laboratori e attività didattiche), mentre il pubblico può visitarlo il sabato e la domenica.


www.museoambiente.org

www.segway.it

www.cdmatech.com

www.torinoscienza.it

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