“A slightly subversive/humouristic way of dealing with the artworld”. Così i curatori Lillevan (visual artist, l’altra metà di Rechenzentrum, www.lillevan.com) e Peter Lang (guest-curator al Künstlerhaus Bethanien’ Berlino www.bethanien.de) definiscono gli intenti di Chalet 05.

Si tratta di un evento contemporaneo alla Transmediale 05 che avrà luogo dal 6 al 12 febbraio a Berlino, in un padiglione modulare prefabbricato degli anni sessanta installato dal gruppo Anticolor (www.anticolor.org) nei paraggi del Maria, locale che ospiterà gli eventi della ClubTransmediale. I curatori hanno invitato una dozzina di artisti nel contesto ampio delle arti elettroniche, tra cui Katharina Löfström, Mikomikona e Otolab, a esibire dei frammenti della loro produzione audiovisiva in una installazione di monitor LCD che si rifà alla fruizione di una esposizione di quadri ‘tradizionali’ in un museo.

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L’intento dichiarato è quello di sollevare una discussione su quanto possa un opera d’arte digitale essere considerata analogamente ad un opera pittorica. La contraddizione è ulteriormente accentuata con l’intenzione di vendere le opere in questione tramite asta su E-Bay… che cosa dunque significa vendere un opera digitale, intrinsecamente costituita di una identità distinta dal supporto che la ospita? Chi troverà interessante ‘aquistare’ un opera, la cui unicità è solo virtuale, in quanto flusso di dati potenzialmente duplicabile a piacimento, indipendente dal supporto che la reca?.


www.clubtransmediale.de/index.php?id=1209

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