Nel panorama della video arte, una figura sicuramente originale è l’artista giapponese Takagi Masakatsu. Le sue opere hanno un approccio molto peculiare e immediatamente riconoscibile, il suo lavoro è una perfetta fusione di immagini, colori e suoni.

Le sue immagini sono semplici, quotidiane, scene di vita prese in giro per il mondo durante i suoi viaggi, e forse proprio in questa semplicità sta la loro forza. Molto spesso i soggetti sono bambini, che ridono, che interagiscono con la videocamera. Le immagini sono poi trattate, a volte in maniera più marcata, a volte meno, in modo che risultino come un’ esplosione di luce e colori, colori che sono spesso e volentieri molto forti, gialli, rosa e verdi “acidi” che rimandano a un immaginario infantile. Anche la parte musicale è composta personalmente dall’artista, dolci melodie suonate spesso col pianoforte e poi rielaborate digitalmente. Guardando le opere di Takagi Masakatsu, lavori come Bloomy Girls, The Color of Empty Sky, Girls, Aura, El Viento, 18 Portraits of Atlas, Lightening solo per citarne alcuni, la sensazione che si ha è armonia, gioia: sembra proprio che il mondo possa riservarci grande sorprese, se si guarda con gli occhi di un bambino.

Takagi Masakatsu ha iniziato il suo percorso artistico facendo vjing nei club giapponesi, adesso è passato ad esporre nei musei in giro per il mondo, ed il suo lavoro mantiene sempre la freschezza dell’inizio. Non ha comunque abbandonato la parte live, per esempio ha accompagnato David Sylvian nel suo tour del 2004. Accanto alla produzione video più strettamente artistica per musicisti elettronici e non, Takagi Masakatsu, pubblica anche audio CD e DVD con i suoi lavori, prodotti da etichette discografiche, unendo così l’aspetto artistico a quello più strettamente commerciale. Vive e lavora a Kyoto, città dall’atmosfera magica, dove l’ho contattato tramite e-mail per una intervista sul suo lavoro.

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Isabella Depanis: Hai un approccio diverso verso il tuo lavoro, se è destinato ad un live o a un museo? Quale dimensione preferisci?

Takagi Masakatsu: Si, l’approccio alle performance live e alle video installazioni per i musei, per me è molto diverso. Durante le performance live curo molto più la musica rispetto al video, perchè non manipolo il video durante i live. E’ come suonassi la colonna sonora per un vecchio film muto. O semplicemente suono solo la musica senza immagini. Per le video installazioni nei musei, mostro i miei lavori, Ovviamente includendo la musica, ma mi preoccupo molto di più dei dettagli del video. Amo e ho bisogno di entrambi questi modi di lavorare. A volte, vorrei avere più tempo per dedicarmi in modo più approfondito e profondo a ognuno di essi

Isabella Depanis: Dal momento che sei conosciuto come un visual artist, quando ho scoperto che hai una grande produzione di musica che tu stesso componi, e che pubblichi su CD, mi è sembrato una scelta particolare. Come mai questa decisione?

Takagi Masakatsu: Ho cominciato a suonare il pianoforte a 12 anni, ma al tempoa non sapevo come fare la mia musica. Poi ho cominciato a fare video, quando avevo 19 anni, e mi sono assolutamente dimenticato della musica, ero concentrato solo sulla produzione di immagini. Dopo aver imparato a realizzare i video, ho ricominciato però a fare musica. A quel punto tutto ha funzionato. Usando il computer, il modo di lavorare con i dati audio e video è molto simile, in questo modo sono libero di comporre come preferisco. Per me fare musica e video è quasi la stessa cosa, entrambi riguardano il concetto e la nozione di “tempo”.

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Isabella Depanis: Qual è il tuo processo creativo? Parti prima dal girato o dalla musica?

Takagi Masakatsu: Il video viene sempre per primo. Giro le scene e le monto completamente senza suono: voglio concentrarmi su ciò che il video da solo può dire. E’ un processo simile a quello della pittura. Dopo aver finito il video, compongo la musica. E’ come se aggiungessi nuovi colori e movimento usando il suono.

Isabella Depanis: Quando ho guardato il tuo lavoro, le sensazioni che ho avuto sono state di grande armonia, gioia infantile e una grande spontaneità. È una meravigliosa combinazione di colori inusuali e immagini di vita quotidiana. Dove trovi l’ispirazioni per creare questo stato d’animo così coinvolgente?

Takagi Masakatsu: Probabilmente l’ispirazione mi arriva dal ricordo della mia infanzia. Cerco di ricordarmi come vedevo, sentivo o provavo quando ero piccolo. Ricordo che percepivo il mondo in modo diverso, più profondo più grande. Sapevo che tipo di cose volevo veramente vedere, sentire e provare. Così, scavando nella mia memoria, trovo idee per creare nuove cose. Vivo, sin da quando ero piccolo, in campagna, vicino a Kyoto. Ho molti luoghi intorno alla mia casa da cui prendo ispirazione, a volte anche solo una passeggiata di cinque minuti verso le montagne vicino a casa mia mi aiuta a trovare nuove idee. Anche viaggiare all’estero mi dà molto. Posso trovare le stesso ambiente e le stesse situazioni della mia infanzia in un paese straniero. E’ come una caccia al tesoro. Il tesoro è la chiave per aprire la mia mente e che attiva il processo di creazione.


www.takagimasakatsu.com

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