“La tecnologia in questi ultimi anni ha fatto passi da gigante”. Da tempo ormai si sente ripetere questa frase, ma oggi più di ieri sembra davvero che la tecnologia sia alla portata di tutti. Open Source è ormai una porta aperta, un metodo di lavoro che entrerà sempre più a fondo nelle nostre case, accelerando esponenzialmente le possibilita creative e di sviluppo.

Segue una breve introduzione che ci porterà a ripercorrere i momenti chiave di questo ultimo decennio, a livello di sviluppo tecnologico e creativo nel campo dell’ interazione e dei New Media, per arrivare alla presentazione e all’intervista ad uno dei collettivi artistici piu’ interessanti di quest’ ultimo anno: MultiTouch Barcelona.

Da sempre il web propone dinamiche legate all’ interazione (Azione/Reazione) usate diariamente da tutta la popolazione della rete. Flash negli anni ‘ 90 ha dato colore a questo panorama, dando a tutti gli interessati (includendomi) la possibilità di creare meccaniche divertenti con animazioni, colore, grafica. Nakamura, Amit Pitaru, Naztke, Jushua Davis, solo per fare alcuni nomi, proposero in quegli anni sperimentazioni nate sotto la bandiera di Flash e delle sue possibilita creative.

Parallelamente a questa scena, nell’ anno 2000, ricordo di aver assistito, nel corso di una delle prime edizioni dell’Offf di Barcellona, alla presentazione delle installazioni interattive di Golan Levin e dei suoi collaboratori, che stavano aprendo nuove possibilità nel campo del codice, dell’ interazione e del midi, incluendo le sue infinite applicazioni. Il 2001 fu l’anno invece in cui Processing venne scritto e rilasciato da da Ben Fry e Casey Reas, e poi ancora venne il turno della nota ReacTable, progetto Ideato e lanciato nel 2003 da Interactive Sonic Systems Team diretto da Sergi Jordà (dell’Università Pompeu Fabra di Barcellona): uno strumento musicale elettronico presentato per la prima volta dal vivo nel 2005 all’ International Computer Music Conference di Barcelona per poi essere utilizzato durante il Coachella Festival 2007 in California da Bjork, e presentato posteriormente nel corso di numerosi eventi in Europa di arte digitale.

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Si iniziarono a sviluppare poi progetti legati alla tecnologia MultiTouch come naturale evoluzione di quella del TouchScreen (la prima è sensibile al tocco in più punti diversi della superficie contemporaneamente) e quest’ anno, 9 anni dopo quelledizione dell”Offf 2000 di Barcellona, il neo formato collettivo MultiTouch ha presentato all’ Offf Oerias 2009, di fronte a 4000 persone, l’ istallazione interattiva Space Invaders XL: uno schermo video di 6 x 4 metri , montato in una delle sale principali del festivall che ha permesso a tutti di giocare al noto videoagame Space Invaders..centinaia di palline sono state lanciate dal publico sullo “schermo sensibile” per colpire gli obiettivi e deliminarli, per un momento di euforia collettiva!

Si dice interazione una situazione in cui due o più oggetti (agenti o sistemi) agiscono uno sull’altro. Ad ogni azione corrisponde una risposta.. (Wikipedia)

…quando aggiungiamo a questa semplice chiave di lettura, la passione per il codice, la creatività e gli aspetti piu ludici della natura umana otteniamo Multitouch Barcelona. Il collettivo nato solo da un anno è riuscito velocemente a farsi riconoscere a livello internazionale grazie alle sue video installazioni, sperimentali, fresche e divertenti. MultiTouch, fondato da quattro giovani designer con base a Barcellona si occupa d’ interazione e di new media, sviluppando piattaforme studiate per intrattenere, giocare e sperimentare, esplorare costantemente la comunicazione tra uomo e tecnologia.

Al contrario di moltissimi progetti realizzati in questo ultimo periodo in questo campo, MultiTouch è riuscito a evidenziare nei sui progetti artistici l’ aspetto umano, aprendo altri interessanti campi d’ azione nell’ ambito dell’ intrattenimento e dell’ educazione

Abbiamo quindi voluto intervistare Xavier Vilar de Paz, uno dei quattro fondatori del collettivo che ci racconterà meglio come nasce MultiTouch e come si sviluppano i sui progetti artistici, passando da una selezione delle installazioni interattive piu’ rappresentative analizzate con gli occhi degli autori, per arrivare ad ubicare il concetto di arte e design in questo preciso momento storico.

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Marvin Milanese: Ciao Xavier, raccontaci un po’ come nasce MultiTouch Barcelona e su quali fondamenta?

Xavier Vilar de Paz: Ciao Marvin. Multitouch Barcelona è un collettivo di quattro persone nato un anno e mezzo fà. Dentro un contesto dove stavano apparendo molti nuovi paradigmi interattivi noi abbiamo deciso di focalizzarci sulla tecnologia Multitouch, da qui il nostro nome. Volevamo sapere come ci si sentiva manipolando questo genere di interfaccie e quindi abbiamo deciso di costruire i nostri prototipi:presto abbiamo scoperto il potenziale di queste interfacce, insieme a quello di tutte le altre interfacce di questo tipo che consentivano una connessione con le persone. Esse coinvolgono i sensi in una direzione nuova e la gente si sente sicuramente piu’ a suo agio usandole: in questo modo nasce una nuova forma di comunicazione tra l’ uomo e la tecnologia e noi ci siamo sentiti di contribuire con i nostri progetti. Abbiamo la possibilità di rendere la tecnologia più calda e piu’ vicina alle persone. Questo è stato lo scopo dei nostri ultimi lavori, creare o usare la tecnologia per suscitare emozione nelle persone.

Solo successivamente abbiamo scoperto che sebbene queste interfacce fossero un’implementazione emotiva della tecnologia, non avrebbero mai potuto essere superiori alla ricchezza e alla complessità dell’interazione umana. Oer questo abbiamo deciso di ridefinire il nostro scopo, usare cioè la tecnologia affinchè avvenisse un incontro tra esseri umani. Spostando semplicemente l’attenzione dal nostro lavoro a quello che la gente avrebbe potuto sentire tramite esso e l’ambiente da lui generato, ci siamo concentrati sull’esperienza, che deve essere sempre personale, unica e imprevedibile. Penso che questo sia oggi il principio fondante del nostro lavoro.

Marvin Milanese: Qual’ è il vostro legame con Barcellona?

Xavier Vilar de Paz: Viviamo a Barcellona e ci divertiamo in questa città. Qualcosa comunque mi dice che ti stai riferendo al nostro nome d’ origine: lo sappiamo, avremmo potuto far di meglio, ma non ci aspettavamo che il progetto evolvesse al punto in cui si trova oggi e cosi abbiamo scelto un nome pratico e descrittivo: cosa facciamo + dove. Non ci dedicheremo sempre al Multitouch e chi lo sa se mai ci muoveremo un giorno. Ad ogni modo, Barcellona sarà sempre una parte di noi, e questo è riflesso nei nostri progetti.

Marvin Milanese: Di quali supporti tecnici disponete nelle vostre installazioni, e qual’ è esattamente la vostra relazione con la tecnologia?

Xavier Vilar de Paz: Abbiamo tutti un piccolo background in informatica e amiamo il design e l’interazione. Questo è interessante perchè ci permette di lavorare senza nessun supporto tecnico. Nei nostri progetti tutto è realizzato da noi stessi, construiamo il nostro hardware, il sotware, il design, la grafica, e cosi via; abbiamo anche disegnato e programmato il nostro sito e filmato e editato i nostri video. Lavoriamo in questa direzione perchè la nostra principale intenzione quando siamo partiti è stata quella di imparare: come ogni modo di lavorare, esso comporta dei vantaggi e degli svantaggi, ma siamo felici di lavorare così. Il vantaggio principale, è quello che possiamo integrare qualsiasi cosa in modo perfetto nei nostri progetti poichè abbiamo sempre il totale controllo dei livelli di sviluppo del progetto. Lo svantaggio principale è invece che lavoriamo più lentamente nel momento in cui ci confrontiamo con tecnologie che non conosciamo.

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Marvin Milanese: Il vostro reel Guten Touch, trasmette un enorme carica emotiva: un credo e una vera passione per il vostro lavoro. E’ gratificante vedere come ora si possa combinare l’aspetto tecnologico piu freddo della tecnologia con la fisicità dell uomo e il suo contatto emotivo, con il gioco, l’intrattenimento: il vostro slogan “ready to play” penso non lasci dubbi circa le vostre intenzioni in questo senso. Cosa avete da aggiungere a proposito?

Xavier Vilar de Paz: Come abbiamo detto, c’ erano molti nuovi paradigmi legati all’ interazione che stavano uscendo nel momento in cui siamo partiti e abbiamo visto il loro potenziale teso a “scaldare” la tecnologia. Pensiamo che la tecnologia possa essere a noi più vicina coinvolgendo nel processo interattivo tutto il corpo umano e i sensi. Quando il pubblico suda di fronte alle tue installazioni, mentre gioca, tu capisci che lui/lei in quel momento non stanno percependo gli aspetti tecnologici che ne costituiscono l’ossatura, ma il divertimento puro e semplice. Vogliamo che i nostri progetti esaltino questo tipo di interazione.

Marvin Milanese: Parliamo un po’ delle vostre installazioni…come e da dove siete partiti? Quale è stato il vostro primo progetto o sperimentazione realizzata insieme?

Xavier Vilar de Paz: Abbiamo iniziato costruendo un prototipo d’interfaccia mutitouch da tavolo. volevamo sperimentare tramite esso e averlo costruito ci ha consentito di sviluppare moltre altre semplici ma interessanti applicazioni. Abbiamo imparato molto in questo periodo e abbiamo applicato la nostra conoscenza alla concettualizzazione della nostra prima vera installazione:Guten Touch.

Marvin Milanese: Una delle ultime installazioni da voi realizzate HI – A real Human interface ha evidenziato sempre di più l’ importanza dell’ uomo nelle vostre opere. Due parole su questa installazione…

Xavier Vilar de Paz: Bene, Hi non è propriamente un’ installazione, è un progetto concettuale che in qualche modo vuole descrivere vagamente la nostra filosofia. Ad un certo punto abbiamo capito che le persone non avevano ancora capito cosa facessimo (crediamo che la colpa fosse dovuta al nostro nome un po’ fuorviante). Ad ogni modo, volevamo trovare una strada nella quale riflettere l’essenza dei nostri progetti, lasciando comunque uno spazio per la riflessione. Hi contiene quindi il nostro punto di vista su come l’interazione potrebbe essere e su come ci piacerebbe approciarla. Allo stesso tempo volevamo arrivare a suscitare una piccola provocazione, grazie alla possibilità che la tecnologia ci stava offrendo: il risultato più incredibile e utile che abbiamo avuto con HI furono i quindi commenti del publico che ci aiutarono a definire noi stessi e a comprendere a fondo che fu un progetto ben riuscito. Anche se HI è un progetto descrittivo, non è chiuso, così che tutti i fans di Hi potranno aspettare nuove release…ce ne saranno sicuramente.

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Marvin Milanese: Avete mai pensato di coinvolgere bambini e anziani nei vostri progetti? Potrebbe essere il principio di nuovi aspetti educativi…

Xavier Vilar de Paz: Assolutamente si! I bambini sono selvaggi, creativi e divertenti; un’attitudine che tutti noi vorremmo mantenere una volta cresciuti. Questa attitudine li trasforma in incredibili ed interessanti tester nonchè in una una grande risorsa d’ ispirazione. Sarebbe bello sviluppare un progetto diretto particolarmente a loro, di sicuro ci divertiremmo! Dall’ altra parte, sviluppare progetti dedicati agli anziani sarebbe altrettanto interessante. Tendono a non essere familiari con la tecnologia e spesso la tecnlogia gli fa paura; portare quindi la tecnologia più vicina a loro sarebbe per noi una grande sfida e potrebbe testare le nostre potenzialità nel riuscire a “scaldarla”.

Marvin Milanese: Quali sono i vostri sogni a breve, medio e lungo termine

Xavier Vilar de Paz: Amiamo quello che stiamo facendo, quindi spero che la risposta a tutte queste domande sia capace di mantenersi sul presente. Parte della nostra filosofia è gustare un progetto mentre lo si realizza, e mantenere alto il piacere nel corso dello sviluppo!

Marvin Milanese: In questi ultimi anni abbiamo vissuto una crescita esponenziale di nuovi canali di comunicazione. Grazie al potere democratico della rete, nascono ogni giorno nuovi blog, radio e streming Tv che sembrano avvicinarci sempre più a una maggiore coscienza collettiva. Dove siamo diretti precisamente e che ruolo gioca per voi l’ arte, il design e la tecnologia in questo preciso momento storico?

Xavier Vilar de Paz: Pensiamo che per la creatività sia sicurmanete un momento storico importante. La possibilità di condividere e di creare spazi d’interscambio ha scatenato la più importante rivoluzione nella storia dell’ uomo. Internet è diventato il luogo per condividere il tuo lavoro, farlo conooscere e condividerlo con altre persone. E’ diventato il posto dove le gerarchie svaniscono. Non importa chi sei, ma solo quello che fai. Per noi questo ha rappresentato il punto cruciale nell’ esistenza del nostro progetto.

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Marvin: Un vostro messaggio diretto al mondo…

Xavier Vilar de Paz: Sono sempre i computer ad essere in torto, non tu ! 


 

www.multitouch-barcelona.com/

http://fabrikproject.com.mx/blog/

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