Cultania, Festival della multimedialità teatrale di Catania ideato da Salvatore Zinna ha ospitato la compagnia catalana Konic Thtr fondata da Alain Baumann, musicista e artista multimediale e Rosa Sanchez, danzatrice e coreografa con il loro ultimo lavoro di teatro-danza interattivo, NOU I_D, anteprima italiana che ha radunato moltissimi operatori e un pubblico numerosissimo.

Nata nel 1992 Konic si è specializzata in progetti di creazione installattivi e performativi che uniscono tecnologia interattiva, multimedia, musica e teatro. Hanno alle spalle una lunga attività, vengono da Barcellona e sono considerati dei pionieri dell’arte interattiva, tra i primi sperimentatori per esempio dei sistemi di motion capture in teatro applicati per lo più a progetti di danza. Artisti residenti nei maggiori centri di creazione internazionale, hanno presentato i loro lavori all’Ircam e al Centre Pompidou di Parigi, a Madrid, Barcellona, Bilbao, Glasgow, Città del Messico coinvolgendo Università, Politecnici e Centri di ricerca sull’Intelligenza Artificiale.

Parallelamente ai processi di creazione Konic ha tracciato, come loro stessi mi spiegano a colloquio prima dello spettacolo catanese, alcune linee di ricerca in relazione alla comunicazione artistica digitale che riguardano nello specifico: sistemi interattivi per facilitare e ampliare la partecipazione del pubblico come “agente attivatore” e integrarlo come partecipante nei progetti espositivi e scenici; programmi per l’analisi e la classificazione dei dati provenienti da dispositivi interattivi e dai sistemi di realtà aumentata; strumenti interattivi per ampliare le possibilità espressive di attori e danzatori; studio dell’interazione corpo-tecnologia-società e corpo umano e corpo virtuale, sviluppando tecnologie del suono, del video e della luce. NOU I_D è l’applicazione in scena di quella ricerca che loro amano definire The Augmented Stage che unisce arti, scienza e tecnologia e i cui obiettivi sono: investigare e sviluppare software e hardware da usare per la scena contemporanea e per la scrittura coreografica e la creazione di drammaturgie non testuali e coreografie basate su linguaggi comunicazionale interattivi.

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Nou I_D di Konic è innanzitutto uno spettacolo politico, uno spettacolo che gli autori definiscono di “critica sociale”. Qualcuno aveva perso la speranza che il teatro tecnologico (o forse anche quello non tecnologico) avesse ancora qualcosa di urgente da dire? Nou I_D è la ricerca di uno spazio di relazione o forse di comunicazione autentica nella vita quotidiana, la ricerca di un habitat ideale in cui poter convivere, condividere e riconoscerci come individui. Troppe cose fanno della terra un luogo a noi estraneo, tanto da farci sentire degli esclusi, eterni migranti, non ci si integra poi in un luogo dove la politica è un affare lontano: “Le nuove leggi ostacolano la mescolanza”, si dice nello spettacolo. Le immagini delle periferie che conosciamo tutti si uniscono a un paesaggio video e 3D e a una sorta di ecosistema virtuale a raccontare isolamento, desolazione interiore, angoscia, incomprensione ma anche sogni e utopie, lotte e desiderio di cambiamento: panorami di deserti aridi, confini senza speranza, luoghi anonimi di attraversamento urbano, migrazioni globali senza fine, frammenti scomposti di aree geografiche freneticamente in movimento. Il mondo visto come un vuoto a perdere, abitato da manichini tutti uguali, individui senza identità. Creare mondi nuovi, ambienti non devastati, creare reti e comunità pulsanti di vita vera, e in grado di rispondere –come il geode virtuale in scena- a impulsi esterni, è possibile?

Tecnologia a infrarossi, sistemi di motion capture, sensori biometrici, grafiche 3D, video proiezioni gestiti dal software di loro concezione denominato enfaticamente Tierra y Vida: il volto della terra con tutte le sue possibili combinazioni è come modificato da una sola mano, dal suono di una sola mano, da un solo battito cardiaco. O da un canto. Il canto e il recitativo poetico iniziale fatto dal Mediatore, induce a ricordarci quei mondi ignorati che desideriamo conoscere; una voce femminile ricorda invece i lunghi viaggi dei “senza terra”, dei profughi di tutto il mondo in un eterno cammino senza approdo, invitandoci a un “rituale collettivo dell’attraversamento”: in questa scena una telecamera a infrarossi traccia il movimento della donna che disegna e modifica con sensori a pressione un “geode”, un universo architettonico 3D. Ambienti sonori e visivi sono creati dai danzatori e dagli interpreti grazie a sensori senza fili collocati sul corpo e grazie sistemi di cattura ottica del movimento. Da questo momento in poi inizia la “costruzione” della provvisoria, vulnerabile ma nuova casa, il nuovo mondo. La differenza e la novità creano opposizione e contrasto ma la città siamo noi e l’individuo che la abita ha un nome, un volto. Anche il pubblico, che declama alla fine il proprio a voce alta. Esaltante progetto di teatro politico tecnologico.

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Anna Monteverdi: Da dove parte la vostra ricerca?

KONIC THTR: La ricerca viene prima della produzione di quella che noi amiamo chiamare “scena aumentata”; il nostro interesse è indirizzato alla drammaturgia. Molta della nostra ricerca va proprio in questa direzione: come creare il giusto programma informatico da applicare sulla scena sempre in stretta relazione con la drammaturgia, per dare vita a un teatro in cui differenti linguggi si uniscono insieme, corpo, musica, immagine, suono. Cerchiamo di capire quale software possa essere necessario usare o sviluppare e lo facciamo noi stessi con alcuni collaboratori. Il nostro progetto di ricerca riguarda la possibiltà di usare medium interattivi, differenti sensori con diverse capacità di interazione con il corpo. Il tipo di interattività sempre dipende dal progetto, dall’esigenza della storia: i rapporti tra azione e risultato talvolta sono stretti ma non ci deve essere rigidità, casomai flessibilità. Vogliamo rendere visibile questo processo interattivo sulla scena, vogliamo creare una nuova sensibilità verso le nuove tecnologie e sperimentare uno spazio sempre meno costrittivo in relazione all’esperienza della danza.

Anna Monteverdi: Quanto tempo impegate per realizzarei vostri lavori?

KONIC THTR: Due anni per il processo e per le prove.

Anna Monteverdi: Che tipo di tecnologia utilizzate nello spettacolo?

KONIC THTR: Usiamo special devices, videocamere a infrarossi, sistemi di motion capture e sensori che leggono temperatura e altre alterazioni ambienali, sensori sempre più piccoli e sempre meno ingombranti. L’interattività di Nou I_D lavora su tre diversi livelli: Videocamera trackin per catturare la posizione degli interpreti, Postural sensors per catturare i movimenti fisici del danzatore, Sensori biometrici che informano sul loro stato fisiologico. Ogni sistema dà una diversa chiave di lettura, se vuoi un diverso punto di vista sull’argomento. Il softare Terra y vida risponde agli input dei tre sistemi di cattura dati fisici.

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Anna Monteverdi: Definireste la vostra attività teatrodanza?

KONIC THTR: Non solo danza, usiamo molto il corpo, ma anche la voce, la musica, la parola. La coreografia è fondamentale quanto il testo, quanto la semiotica. In generale siamo spinti da un’idea centrale, da un “concept” e questo diventa il centro, la confluenza di tutti i linguaggi.

AnnaMonteverdi: Qual è il senso di uno spettacolo come NOU I_D?

KONIC THTR: Lo spettacolo è una critica sociale e dunque la tecnologia è parte di questa critica, non ci piace l’uso impersonale, acritico delle tecnologie. Il punto di partenza è insieme politico e sociale: la condizione di sentirsi senza una vera meta, abbandonati, persi e questo lo ritroviamo in modo diverso rappresentato dalla voce, dal suono, dal corpo. Non abbiamo voluto fare uno spettacolo naturalista, è una composizione astratta su cui creiamo atmosfere suggestive, evocative ma aperte al dialogo col pubblico.

Anna Monteverdi: E invece quando è stato progettato il software Terra y Vida?

KONIC THTR: Lo sviluppo del software Terra y Vida emerge nell’ambito del progetto di ricerca The Augmented Stage che abbiamo intrapreso durante il 2006 al medialab di Metrònom a Barcelona in collaborazione con Martí Sánchez Fibla , ricercatore allo Spanish Higher Council for Scientific Research (CSIC).

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Anna Monteverdi: Cos’è la scena aumentata?

KONIC THTR: The Augmented Stage si focalizza sulla creazione di strumenti nella forma di “intelligent computer software” e tecnologie a sensori senza fili e “computer vision”. Tutte queste tecnologie hanno a che fare con il trattamento in tempo reale di informazioni multimediali e con la mediazione tra performer e computer. The Augmented Stage ha come punto di partenza l’analisi e l’applicazione di sistemi multimediali che codificano il gesto umano in tempo reale traducendolo in espressioni sonore e visive, nonchè la ricerca sui modi con cui la “mediation” tra corpo e computer stabilisce nuove forme di comunicazione. 


http://koniclab.info/

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