MIT List Visual Arts Center - Cambridge, MA
27 / 10 / 2017 – 31 / 12 / 2017

Il MIT List Visual Arts Center presenta Heimo Zobernig: chess painting. Dal 1980, Heimo Zobernig, artista residente a Vienna e nato nel 1958 a Mauthen, in Austria, lavora a cavallo di diverse discipline: scultura, pittura, installazioni, interventi architettonici, performance, video e print design.

Il lavoro di Zobernig è basato sulla consapevolezza della propria posizione di artista e creatore all’interno del più ampio contesto culturale. La sua opera si inquadra nell’impatto che il Modernismo ha avuto sull’andamento della storia dell’arte e sulla messa in discussione dei meccanismi istituzionali che supportano l’esposizione di opere d’arte.

La mostra occuperà le due gallerie principali del List Center. Sfruttando il museo e la sua architettura come un palcoscenico, Zobernig permetterà allo spettatore di confrontarsi con l’esperienza costruita – a volte teatrale – di visitare una mostra d’arte. Alla Hayden Gallery, Zobernig esporrà una serie di opere realizzate per la mostra personale al Malmö Kunsthall nel 2016, che comprendono palchetti mobili per performance e coperte in finta pelliccia a scacchi bianchi e neri.

I visitatori sono invitati a sedersi sui palchi — le coperte spesse e calde sono un invito molto allettante — e a godersi appieno la luce e l’architettura dello spazio. Alla Reference Gallery, Zobernig creerà una nuova istallazione rapportata alle dimensioni della sala che includerà otto grandi tele, disposte in modo da fare eco al titolo della mostra e alla grafica delle coperte della galleria vicina.

L’artista piega, curva ed astrae la griglia, una struttura formale e concettuale ricorrente nelle sue opere, continuando a lavorare contemporaneamente con e contro la corrente del Modernismo. Zobernig inietta la vita nella fredda logica della griglia, includendo il gioco, la narrazione e tutte le associazioni che si collegano al gioco degli scacchi – in un’istallazione immersiva e tra le pieghe leggere di una coperta.

In entrambi gli spazi l’artista presenterà anche un intervento architettonico –  un’operazione a cui ha fatto ricorso lungo tutta la sua carriera – e “appoggerà” due pareti (una per ciascuna galleria). Riorientando fisicamente l’architettura, modalità espositiva fondante per un museo d’arte, Zobernig trasformerà la parete in un palcoscenico.

Alla Hayden Gallery, l’artista ha collocato questo palcoscenico tra piattaforme mobili, trasformate a loro volta nei sedili della galleria. Svelando e amplificando giocosamente i metodi di esposizione e di progettazione, e bilanciando forma e funzione, Zobernig contesta le gerarchie e i meccanismi che operano nell’allestimento e nella comprensione di un’opera d’arte.

Così facendo l’artista confonde i limiti tra dipinto e scultura, parete e palcoscenico e tra una sedia e un’opera d’arte. La griglia, emblema del Modernismo, riafferma sé stessa proprio negli angoli vuoti del white cube. La mostra comprenderà anche Books & Posters un ibrido tra un catalogo e un libro d’artista che costituisce una rassegna completa di tutte le opere, edizioni a stampa, monografie, cataloghi e poster disegnati e pubblicati da Zobernig tra il 1980 e il 2015.

Chess painting è la prima mostra personale di Heimo Zobernig negli Stati Uniti dopo quella del 1996, a cui è seguita la sua partecipazione come rappresentante dell’Austria nella 56a Biennale di Venezia (2015). Le sue mostre personali più recenti si sono svolte presso il  Malmö Konsthall, Svezia, (2016); il Kunsthaus Bregenz, Austria (2015); il Kestnergesellschaftin Hannover, Germania (2014); il Mudam Luxembourg (2014); il Kunsthaus Graz, Austria (2013); il Palacio de Velázquez/Museo Reina Sofía di Madrid (2012); e il Kunsthalle Zürich (2011). Alcune opere sono state esposte anche in edizioni precedenti della Biennale di Venezia (nel 1988 e nel 2001), a Documenta IX e X (nel 1992 e nel 1997) e presso lo Skulptur Projekte Münster (1997).

Heimo Zobernig: chess painting è curata da Yuri Stone, assistente curatore del MIT List Visual Art Center, e da Diana Baldon, curatore indipendente. Chess painting è l’ampliamento di un progetto avviato al Malmö Konsthall, Svezia, nel 2016.

Le mostre al List Center sono per lo più supportate da Fotene Demoulas, Tom Coté, Audry e James Foster, Jane e Neil Pappalardo, Cynthia e John Reed e da Terry e Rick Stone. Ulteriori finanziamenti sono stati erogati da Petzel Galleryand Modica Carr Art Advisory. Le sponsorizzazioni sui media sono a cura di 90.9 WBUR.

Un sostegno operativo generale è stato offerto dal Massachusetts Institute of Technology, dal Council for the Arts at MIT, dall’Office of the Associate Provost at MIT, dalla MIT School of Architecture + Planning, dal Massachusetts Cultural Council e da numerosi altri finanziatori privati. Si ringrazia anche l’Advisory Committee Members del List Visual Arts Center.

 Sito a Cambridge, Massachusetts, il List Visual Arts Center è un laboratorio creativo che dà agli artisti uno spazio per sperimentare liberamente oltre i confini esistenti. Come il museo di arte contemporanea Massachusetts Institute of Technology (MIT), il List Center offre un programma dinamico che comprende da sei a nove mostre speciali all’anno nelle sue gallerie, una serie di mostre di artisti emergenti note come List Projects e un’ampia gamma di programmi educativi, eventi e pubblicazioni.

Il List sostiene e arricchisce la collezione permanente del MIT; commissiona nuove opere grazie al programma MIT Percent-for-Art, vanta una collezione di oltre 60 opere site-specific in tutto il campus; e gestisce lo Student Loan Art Program, che presta ogni anno più di 600 opere d’arte agli studenti del MIT, laureati e non.

Il MIT, originariamente chiamato Hayden Gallery, ha fondato questo centro di arti visive nel 1950 per disporre di una struttura in cui coltivare la relazione con le arti propria dell’Istituto. Nel 1985 il centro è stato ribattezzato List Visual Arts Center, in onore di Vera e Albert List, ampliato e trasferito nella sua attuale posizione nel Wiesner Building del campus del MIT, progettato dall’alumnus del MIT I. M. Pei (B. S. Architecture, 1940) e da Partners Architects.


listart.mit.edu

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