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Segni leggeri. Internet non è per sempre

BAG Gallery di Parma ha aperto da qualche giorno “Segni Leggeri. Internet non è per sempre”, la bipersonale di Guido Segni e Luca Leggero. Una mostra inconsueta che la BAG decide di ospitare per la particolarità e la forza concettuale che contraddistinguono le ricerche dei due artisti toscani, posti in un dialogo di confronto che ne mette in evidenza i punti di tangenza, le peculiari caratteristiche e gli originali punti di vista su ciò che concerne l’uso e la presenza di Internet nella vita quotidiana di ciascun individuo contemporaneo.
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Archeonauts: la mostra alla Galerie Charlot di Parigi

La mostra "Archeonauti" tenta di riunire un gruppo di artisti che sono anche attivisti, teorici e visionari. Fuori dalla sincronia con il presente, s’immergono nella cultura materiale e immateriale pre- e post-internet. Appartengono a due correnti diverse: una è la generazione di artisti nati all'alba di quella che è stata definita «fine della storia», mentre l'altra è una delle prime generazioni a essersi appropriata delle nuove tecnologie informatiche per scopi artistici.
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Esplorare il Deep Web: un dilemma tra “conoscenza e sicurezza”

Molti articoli su Internet non hanno dubbi: il cosiddetto Deep Web è un posto da evitare. Ti piacerebbe se ti svuotassero il conto? Non hai paura di essere spiato? O, ancora peggio, che la polizia irrompa nel tuo appartamento e ti arresti come in un film americano? Se non stai cercando niente del genere, è meglio se stai nel tuo recinto sicuro fatto da Google, Facebook e simili.
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Perdere tempo su internet. Un’intervista con Kenneth Goldsmith

Kenneth Goldsmith è artista e poeta, ben conosciuto a livello internazionale per essere l'editor di UbuWeb - il più ampio archivio digitale di arte contemporanea. Lo scorso Agosto ha pubblicato il suo ultimo libro "Wasting time on the internet", un manifesto che mostra "come il tempo che passiamo su internet non è realmente perso, ma è piuttosto produttivo e creativo se l'esperienza viene vista nel contesto teorico e filosofico appropriato".
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Platform: Evan Roth

Il gruppo di video e schermi presentati all’Armory show costituisce la più ambiziosa presentazione dell’ultimo gruppo di lavori di Evan Roth basati su Internet, Ladscapes in cui si esplora la fisicità di internet come mezzo per addentrarsi nella natura e capire meglio i cambiamenti culturali dovuti alla crescente richiesta di tecnologia.
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How much of this is fiction.

How much of this is fiction., la prossima mostra del FACT a Liverpool, presenta una serie di artisti che si fingono truffatori e utilizzano in modo diretto sotterfugi, inganni, truffe e reati. Questi media artist che si occupano di aspetti politici, utilizzano il raggiro e l’inganno per sfruttare il confine instabile che esiste tra finzione e realtà nel mondo della politica 'post-verità'.
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Paolo Cirio “Internet Photography”: opere in mostra nei musei di fotografia di Berlino

Il lavoro di Paolo Cirlo è esposto in due importanti mostre presso il C/O Berlin e il Museum for Fotografie di Berlino. Entrambe le serie riflettono sulla sorveglianza e la privacy attraverso la combinazione di fotografia, internet e street art: Watching You, Watching Me. A Photographic Response to Surveillance presso il Museum für Fotografie e Watched! Surveillance Art & Photography presso C/O Berlin.
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Network Aesthetics di Patrick Jagoda. Chicago University Press, 2016

(English) In this sense, the text Network Aesthetics, represents a truly valuable contribution to the field of media theory and cultural – but also American - studies, in the effort to understand the role of interconnection structures in contemporary culture and to showing how networks might have also a strong aesthetical connotation, encompassing in particular contemporary artistic productions, like television series, movies and games productions.
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Affect and Social Media #3 | Deadline: 28/02/2017

Gli organizzatori del A&SM#3 accettano presentazioni di 15minuti nonchè opere d'arte, che interpretano ed esplorano le modalità di incontro con i social media, affettive ed emotive, dai seguenti punti di vista: Esperienza, Coinvolgimento, Correlazione. Le presentazioni e le opere possono interpretare liberamente ciascuno di questi temi, anche se la preferenza verrà data a quelle proposte che rispondono a tutti gli ambiti.
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Predictive Art Bot | Call for projects. Deadline 15 / 12 / 2016

Gli artisti sono invitati ad interpretare alcuni dei concetti più popolari del Predictive Art Bot. I premi offerti sono aperti a qualsiasi forma d'arte, inclusi i prototipi, gli esperimenti fallimentari, le prove e i progetti impossibili, le performance da una botta e via... Tutti questi progetti produrranno una serie di mostre in diversi paesi, allo scopo di realizzazione un laboratorio ibrido per ragionare sui temi dell'espansione umano/non umano.
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Rogue Archives di Abigail De Kosnik, MIT Press

Rogue Archives è un libro scritto da Abigail De Kosnik e pubblicato dalla MIT Press. L'autrice spiega che gli utenti dei media considerano la cultura di massa come un archivio, da cui possono ridistribuire i contenuti per le proprie creazioni. Quindi, la cultura del remix e le fan fiction sono i generi principali della produzione culturale digitale
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Coreografie Gestuali: Intervista con Rosana Antoli’

Il nuovo progetto dell'artista Rosana Antolì, Virtual Choreography è stato esposto alla Arebyte di Londra. Il progetto è una piattaforma online che funziona come un database aperto di movimenti, una mappa mondiale dei gesti che consente al pubblico di visualizzare e caricare numerosi movimenti registrati e creati da loro stessi
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Su Arte (e) Fallimento: intervista a Iocose

IOCOSE è un collettivo formato da: Matteo Cremonesi, Filippo Cuttica, Davide Prati e Paolo Ruffino. Lavorano con un mix di mezzi di comunicazione, come siti web, video, social network e ritratti. Si concentrano inoltre su narrazioni teleologiche di sviluppo tecnologico e culturale espresse attraverso visioni sia entusiaste che pessimistiche
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Lo statuto fluido delle immagini contemporanee

“Siamo entrati nell'era digitale. E l'era digitale è entrata in noi. Non siamo più gli stessi individui di un tempo”. Queste le parole di Fred Ritchin che in After Photography, esamina il passaggio dall'analogico al digitale, esplorando le possibilità delle nuove tecnologie che conducono la fotografia verso un'altra identità e un'altra forma.
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Ingrind Burrington: Reconnaissance

La NOME Gallery di Berlino presenta Reconnaissance il nuovo lavoro di Ingrid Burrington. Opera incentrata sulla mappatura, la documentazione e l’identificazione degli elementi tipici delle infrastrutture di rete, soffermando l’attenzione sui paesaggi del mondo di internet che, spesso, passano inosservati o vengono censurati.
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