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Rogue Archives di Abigail De Kosnik, MIT Press

Rogue Archives è un libro scritto da Abigail De Kosnik e pubblicato dalla MIT Press. L'autrice spiega che gli utenti dei media considerano la cultura di massa come un archivio, da cui possono ridistribuire i contenuti per le proprie creazioni. Quindi, la cultura del remix e le fan fiction sono i generi principali della produzione culturale digitale
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Coreografie Gestuali: Intervista con Rosana Antoli’

Il nuovo progetto dell'artista Rosana Antolì, Virtual Choreography è stato esposto alla Arebyte di Londra. Il progetto è una piattaforma online che funziona come un database aperto di movimenti, una mappa mondiale dei gesti che consente al pubblico di visualizzare e caricare numerosi movimenti registrati e creati da loro stessi
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Su Arte (e) Fallimento: intervista a Iocose

IOCOSE è un collettivo formato da: Matteo Cremonesi, Filippo Cuttica, Davide Prati e Paolo Ruffino. Lavorano con un mix di mezzi di comunicazione, come siti web, video, social network e ritratti. Si concentrano inoltre su narrazioni teleologiche di sviluppo tecnologico e culturale espresse attraverso visioni sia entusiaste che pessimistiche
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Lo statuto fluido delle immagini contemporanee

“Siamo entrati nell'era digitale. E l'era digitale è entrata in noi. Non siamo più gli stessi individui di un tempo”. Queste le parole di Fred Ritchin che in After Photography, esamina il passaggio dall'analogico al digitale, esplorando le possibilità delle nuove tecnologie che conducono la fotografia verso un'altra identità e un'altra forma.
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Ingrind Burrington: Reconnaissance

La NOME Gallery di Berlino presenta Reconnaissance il nuovo lavoro di Ingrid Burrington. Opera incentrata sulla mappatura, la documentazione e l’identificazione degli elementi tipici delle infrastrutture di rete, soffermando l’attenzione sui paesaggi del mondo di internet che, spesso, passano inosservati o vengono censurati.
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Una spiaggia mediatrice. Commento sulla mostra “Networking the Unseen”

La mostra Networking the Unseen presentata questa estate al Furtherfield a Londra e curata da Gretta Louw, si è incentrata sull'intersezione delle culture indigene con le pratiche digitali nell'arte contemporanea. Creando una riflessione che arriva a unire le civiltà ancestrali ed emarginate con il produrre arte nella società tecnologica
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A Prehistory of the Cloud by Tung-Hui Hu. MIT Press, 2016

Tung-Hui Hu è un ingegnere di rete e professore associato presso l'Università del Michigan, nel suo libro A Prehistory of the Cloud, pubblicato dal MIT Press nel Settembre 2015, egli esamina il divario tra il reale e il virtuale all'interno della nozione di cloud. Un sistema di reti che consente a più utenti di condividere lo stesso bacino di dati
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L’invisibilità e la sorpresa. Eva e Franco Mattes alla Carroll / Fletcher

Abuse Standards Violations” è la mostra di Eva e Franco Mattes alla Carroll & Fletcher di Londra, che invita a riflettere su cosa significa partecipare ad una riflessione critica, prima ancora di chiederci di partecipare all’azione generata da essa. Abbiamo partecipato all’incontro con gli stessi artisti avvenuto all’Institute of Contemporary Art (ICA) lo scorso 19 luglio 2016
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Van Eyck Academie: call for applications. Deadline 3/10/2016

Call for Applications: periodo di lavoro 2017. Il Van Eyck invita tutti gli artisti, designer, fotografi, architetti, paesaggisti, curatori, autori e critici ad applicare per una residenza alla Jan van Eyck Academie per un periodo da 6 a 12 mesi. Deadline: 3 Ottobre 2016
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Quando l’Innovazione Digitale incontra l’Industria: il modello iMinds

iMinds è un’organizzazione no-profit fiamminga, dedita all'innovazione digitale per la società e l'economia grazie agli studi strategici applicati sulle tecnologie. Offrendo alle organizzazioni un sostegno attivo nello sviluppo della ricerca e del business e, incoraggiando gli imprenditori tecnologici a portare le loro innovazioni in vita
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Jon Rafman: I have ten thousand compound eyes and each is named suffering

Jon Rafman è in mostra fino ad Agosto allo Stedelijk Museum. L'artista canadese che fa del digitale e del gioco online il fulcro della sua filosofia creatrice. Combinando scenari tra reale e virtuale in cui lo spettatore può perdersi tra avatar, sottoculture online e comunità feticiste negli angoli remoti del web.
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Deep Cables: scoprire i cablaggi del mondo

Deep Cables: Uncovering the Wiring of the World, la mostra presente in questi giorni a Berlino a cura di Disruption Network Lab, indaga la dimensione culturale, politica, geografica e tecnologica, nonché fisica di internet. Analizzando le sue ripercussioni sulla società e le sue relazioni con i sistemi di sorveglianza.
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Andrea Büttner: Beggars and iPhones

La Kunsthalle presenta Beggars and iPhones, la prima mostra personale in Austria di Andrea Büttner. L'opera esplora i concetti di pubblico-privato e visibile-invisibile, in un'ottica che coinvolge in parallelo sia l'attuale digitalizzazione sia le forme più antiche d'arte. Avviando riflessioni di stampo filosofico, sociali e culturali.
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Infra-red Wuthering Heights: Intervista con Evan Roth

Il nuovo progetto dell'artista Evan Roth, Internet Landscapes (2016), il nuovo progetto dell’artista statunitense Evan Roth, Internet Landscapes(2016), una serie di video che possono essere visti solo online e incentrato sulle esperienze che ha vissuto durante il suo viaggio in Svezia in cerca della fisicità di internet
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Aksioma Project Space presenta: Jack and Leigh Ruby, Car Wash Incident

Rilasciati nel 2012, tornarono negli USA e realizzarono Car Wash Incident, una pellicola ideata da Jack and Leigh Ruby per alcuni anni, la prima di una serie inspirata ai portfolio delle truffe della loro vita passata. Car Wash Incident è una videoinstallazione di 25 minuti che consiste nella ripetizione di un filmato a due canali accompagnato da un sistema audio a otto canali
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L’Exposition Imaginaire. (The Imaginary Exhibition)

Il mondo digitale non sta cambiando solo le nostre abitudini, ma anche il nostro modo di percepire e vivere l'arte. Recarsi al museo sembra oggi una pratica in via d'estinzione, sostituita dalle passeggiate virtuali all'interno delle gallerie d'arte. La mostra cerca di rispondere a questi quesiti, osservando il fenomeno da varie prospettive.
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Attraverso linguaggi video molto differenti Alterazioni Video, Filippo Minelli e Carlo Zanni irrompono in scenari reali e/o costruiti immaginandone un punto di volta, l’arrivo di un evento esterno, qualcosa di forse vagheggiato, ma mai pienamente inteso, a cambiare sia la percezione del paesaggio come risultante politico, sia il rapporto con l’informazione e ciò che essa altera o tace.
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