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Al makerspace con l’inventrice del primo tessuto vivente: Lining Yao

Negli ultimi anni una nuova generazione di ricercatori ha iniziato a percepire oggetti e materiali attraverso una moltitudine di proprietà e caratteristiche che aprono nuove modalità di interazione. Hanno capito che la maggior parte della materia è in grado di reagire a fonti di energia. Lining Yao e il suo team Tangible Media Group al MIT Media Lab hanno coltivato un particolare tipo di batterio chiamato Natto ed esplorato i suoi possibili utilizzi come bio-attuatori – ovvero per “dare vita” ai tessuti in seguito a una reazione a un cambiamento dell’ambiente
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Realtà astratta e mondo nascosto. Un report frammentato del Resonate 2017

In mezzo alla solita sfilza di progetti finanziati dalle grandi imprese, che molti artisti e designer hanno presentato al Resonate festival di Belgrado quest’anno, si è finalmente visto un filone di opere che mostrano idee attinenti all’impegno culturale e al panorama politico contemporaneo. Nora O'Murcha, al timone del programma delle arti, ha contribuito al festival, con grande piacere da parte nostra, con la sua visione dell’arte e del design, dopo aver curato nel 2015 la mostra "The New Black".
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#Unit2017 – Connecting Unicorns: genere e tecnologia

Dove vengono messi in discussione i confini tra discipline, tra arte e scienza, tra saperi istituzionali e cultura DIY? Allo #Unit2017 – Connecting Unicorns in cui la comunità Global LGBTI Tech & Science Conference ospitata da Unicorns in Tech, si è riunitalo scorso 6 di Maggio. Il report di Arianna Mainardi
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“What The Body Knows”: Mattia Casalegno incontra Antonio Canova

Nel suo più recente progetto “La Conoscenza del Corpo”, la multimedialità di Mattia Casalegno reinterpreta l’estetica neoclassica attraverso lo stretto dialogo con le sculture di Antonio Canova; in mostra a Bassano del Grappa fino al 25 Giugno 2017, con un'installazione audiovisiva immersiva e una serie di nuove sculture.
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La dissoluzione del confine tra biologico e sintetico

L'evoluzione delle conoscenze delle bio-scienze, come la biologia sintetica, la bio-robotica, la bioingegneria dei materiali, la bioinformatica, influenza l'arte ed il design contemporanei che si trovano, sempre più, a considerare il loro ruolo di responsabilità nel trasmettere alla società, attraverso espressioni critiche, interpretazioni e linguaggi accessibili e appropriati
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How much of this is fiction. Una mostra al FACT Liverpool

How Much of this is Fiction (Quanto di tutto ciò è finzione). Domanda retorica, si potrebbe dire. Ci sono numerosi dubbi riguardo al modo in cui le cose accadano nella nostra società, quindi a quanto possiamo credere? Il messaggio chiave della più recente mostra al FACT (Foundation for Art and Creative Technology) di Liverpool riguarda proprio la mistificazione. Fino a che punto veniamo ingannati o protetti dagli strani eventi che avvengono nei media politici?
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Rinascita divina. Spacejunk di David Bowen

Davanti a Spacejunk di David Bowen, non si può fare a meno di percepire una forma di pietà religiosa che ha preso forma nello spazio espositivo. I 50 ramoscelli, controllati da servo motori e montati su alti e sottili piedistalli metallici, alzano le braccia come in un atto di supplica, a mano a mano che rifiuti spaziali si sollevano sopra l’orizzonte.
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Modellando futuri possibili. Intervista a Pinar Yoldas

Presentando il proprio lavoro nel corso di una conferenza alla School of The Art Institute di Chicago nel 2016, Pinar Yoldas elenca tra i propri campi di ricerca la biologia sintetica, il turbocapitalismo, i big data, le emissioni di CO2, la nano medicina, i cambiamenti climatici, la bio-accumulazione e il post-umanesimo.
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Media Art e Mercato dell’Arte: un’intervista con Christiane Paul

Christiane Paul è un'importante teorica e curatrice che ha trattato ampiamente argomenti che abbracciano la Media Art, la Digital Art e lo spettro di settori che uniscono arte e tecnologie. Al momento è professoressa associata alla School of Media Studies presso la New School di New York: ha coniato il termine “neomaterialità”, che può essere considerato un concetto centrale per definire i punti di contatto tra il settore dell’arte contemporanea e la conoscenza generale.
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Graphical Abstracts: la visualizzazione della scienza

L’attenzione verso il modo di agire del design, che hanno dimostrato gli ambiti economici e del marketing attraverso il design thinking sta iniziando a comparire anche negli ambienti scientifici. Il design può fornire alla scienza un supporto nella comunicazione ma anche indicazioni su come occupare nuovi spazi di azione, proporre nuove tematiche che rispondano alle esigenze della società e del mercato o stimolare la “capacità creativa” della scienza.
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Esplorare il Deep Web: un dilemma tra “conoscenza e sicurezza”

Molti articoli su Internet non hanno dubbi: il cosiddetto Deep Web è un posto da evitare. Ti piacerebbe se ti svuotassero il conto? Non hai paura di essere spiato? O, ancora peggio, che la polizia irrompa nel tuo appartamento e ti arresti come in un film americano? Se non stai cercando niente del genere, è meglio se stai nel tuo recinto sicuro fatto da Google, Facebook e simili.
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Perdere tempo su internet. Un’intervista con Kenneth Goldsmith

Kenneth Goldsmith è artista e poeta, ben conosciuto a livello internazionale per essere l'editor di UbuWeb - il più ampio archivio digitale di arte contemporanea. Lo scorso Agosto ha pubblicato il suo ultimo libro "Wasting time on the internet", un manifesto che mostra "come il tempo che passiamo su internet non è realmente perso, ma è piuttosto produttivo e creativo se l'esperienza viene vista nel contesto teorico e filosofico appropriato".
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Lanfranco Aceti: spazi vuoti per nuove visioni eretiche dell’arte

Pasquale Napolitano in dialogo con Lanfranco Aceti rispetto alle politiche della produzione artistica nelle odierne condizioni economiche all’interno dell’UE, alla luce dell’edizione di dOCUMENTA che sta avendo luogo in una città simbolo della crisi economica: Atene. Il progetto Empty Pro(oe)mises che Lanfranco Aceti sta curando, è un laboratorio di forme di resistenza e di resilienza cin cui l’arte contemporanea diventa un metodo di ricerca e veicola la creazione di nuove comunità.
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Media Art e Mercato dell’Arte: un’intervista con Steve Fletcher

Steve Fletcher in conversazione con Alessio Chierico sul ruolo della Media Art e dei media artist nel contesto dell'arte contemporanea e delle sue regole di mercato, portando come esempio la sua attività presso la Galleria Carroll/Fletcher di Londra, uno dei principali punti di riferimento per l’arte contemporanea che enfatizza l’uso di nuove tecnologie e si impegna a esplorare tematiche sociali e politiche.
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Memoria Esterna: la macchina del tempo di Mika Taanila

La prima mostra personale di Mika Taanila in Italia, alla RITA URSO Artopia Gallery di Milano. In mostra le opere video prodotte dall’artista a partire da materiali d’archivio, e che trattano temi relativi alla tecnologia, l’obsolescenza mediatica e l’archeologia del futuro.
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MatchPoint: la ricerca artistica come pratica collaborativa nella città contemporanea

L'oggetto di indagine è costituito da un organismo sociale che, con la sua presenza nei quartieri popolari della città di Napoli, fa tutela attiva del suo patrimonio culturale materiale e immateriale, sia rivitalizzando e manutenendo intere aree cittadine dalla conformazione pre-moderna, sia partecipando alla definizione dell'effetto città (confronto, scambio, contaminazione).
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L’infinita performance vivente. Intervista con Hugo Olim

L’immagine fissa, intesa come fotografia, fotogramma o video, o addirittura pixel, è un’unità e in quanto tale è il punto di partenza per il pensiero alla base del lavoro di Hugo Olim. In senso metaforico l’immagine fissa, così come si presenta a noi, è il risultato di un dialogo con il suono da cui riceve proprietà ritmiche e di movimento.
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Media Art e mercato dell’arte: intervista a Wolf Lieser

Wolf Lieser è curatore artistico e fondatore del Digital Art Museum (DAM) dal 1998: si tratta di un museo online molto attivo nel supporto e promozione della storia dell’Arte Digitale sin dalle prime sperimentazioni a fine anni ’50. Nel 2003 il museo ha iniziato a godere del supporto di uno spazio fisico: “DAM Gallery”, in cui si tengono regolarmente mostre di tutti i tipi, dai pionieri del genere degli anni ’60, fino ai più grandi artisti degli ultimi anni.
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