Many Venues - The Hague
22-23 / 10 / 2017

Facendo seguito alle prime proposte nell’ambito delle performance e delle serate da club, TodaysArt introduce il suo programma avveniristico fatto di installazioni, interventi artistici, workshop e panel. Il festival ospita 20 artisti internazionali presentati nel contesto della cultura digitale e contemporanea.

“Sono bugie, dannate bugie e big data. Qualsiasi aspetto delle nostre vite quotidiane è stato misurato e valutato, anche volontariamente, sia che siamo ignoranti o consapevoli dei meccanismi che ci sono nascosti. Questi aspetti, rappresentano delle verità assolute, il fondamento e la giustificazione di tutti i processi decisionali. Come possiamo quindi valutare, mettere in dubbi e criticare i dati, elemento così “ampio” che nessun essere umano è in grado di afferrare?” – Jonas Lund

Questa affermazione dell’artista svedese Jonas Lund è il punto di partenza da cui parte l’edizione di quest’anno del festival. TodaysArt 2017 cerca di abbracciare la natura complessa e opaca dei sistemi algoritmici, galleggiando in questo grande mare di rumore e portando questa sfera di incomprensione verso un livello di conoscenza più critico.

Il festival ha luogo in varie location del teatro nazionale di Den Haag, inclusi il Royal Theatre (Koninklijke Schouwburg), il Filmhuis e il Theater aan het Spui. TodaysArt ha un approccio distruttivo alla scenografia e al setting del festival, trasformando digitalmente delle location classiche e presentando produzioni anche molto diverse le une di fianco alle altre.

Art Performances

Con Dissense Chris Salter + TeZ presentano la loro nuova performance dove le attività dei corpi, dei battiti cardiaci, dell’attività cerebrale, della conduttività della pelle, della contrazione muscolare, sono trasformate in uno spettacolo immersivo di suoni e luci. Il lavoro è ispirato dal famoso “Music for Solo Performer” (1965) di Alvin Lucier, dove l’artista americano attivava una serie di strumenti a percussione con le sue onde cerebrali.

Quantum Music esplora la connessione tra musica e fisica quantistica. Il progetto, creato da un gruppo di scienziati, ingegneri e dai pianisti LP Duo, presenta il mondo della fisica quantistica a un pubblico ampio e contribuisce alla creazione di un nuovo genere musicale e scientifico.

In Force Field, performance / installazione di Evelina Domnitch + Dmitry Gelfand, una serie di goccie d’acqua lievitanti acusticamente, risuonano, vaporizzano e si ri-assemblano in sferoidi, toroidi e poligoni oscillanti. L’opera ha che fare con la tridimensionalità del suono, la fisicità elusiva dell’acqua, così come delle dinamiche rotazionali dei corpi celestiali e sub-atomici.

Art Works

Centrale al tema di quest’anno, è il lavoro di Jonas Lund Happy or Not, commissione speciale del festival. E’ una serie di opere a muro che portano domande sui big data e gli algoritmi che ci circondano nel contesto di una mostra d’arte, invitando lo spettatore a lasciare dei feedback emotivi della loro esperienza con la mostra. Esse vengono poi raccolte e analizzate con altri dati in una vera e propria video installazione, che trasportano queste emozioni in un futuro distopico.

Con l’opera Predictive Art Bot Nicolas Maigret + Maria Roszkowska esplorano tematiche legate al rapporto tra l’Intelligenza Artificiale e la creatività in relazione all’arte. La loro installazione consiste in un computer con all’interno un algoritmo che combina i titoli di articoli sull’arte digitale, l’attivismo, la democrazia e le notizie false. Gli algoritmi generano titoli casuali e radicali per opere futuristiche cyberpunk che non sono state implementate o concepite da alcun essere umano.

Technoflesh è una designer e ricercatore svizzero, Simone C. Niquille. Nel suo lavoro analizza i dati personali e la rappresentazione del corpo umano nello spazio virtuale. La sua installazioni multi schermo The Stranger tratta le applicazioni di tecnologia motion capture in ambito legale. L’opera mette in discussione il potere delle immagini decontestualizzate e dei raw data.

Greenscreen, un intervento-performance di Aram Bartholl nello spazio pubblico, cattura a caso i passanti in strada per mezzo di uno schermo verde portatile. Essi, inconsapevolmente diventano attori in un set cinematografico fittizio. Con questa opera, l’artista tedesco tratta la tematica delle varie realtà alternative del nostro mondo di cui siamo parte, spesso in modo simultaneo.

Due opere filmiche sono infine proiettate nella Filmhuis: A lot of Sorrow di Ragnar Kjartansson è un’opera che documenta la performance della band The National che ha suonato la canzone ‘Sorrow’ ripetutamente per 6 ore al MoMA PS1. I Dance Alone di Bogomir Doringer è invece un progetto di ricerca che indaga il fenomeno del clubbing come un vero e proprio organismo. 

Context Programme

L’edizione di quest’anno del festival è accompagnato da un esteso ‘Context Programme’ che presenta una serie di panel, workshop, presentazioni e talk che trattano a vario modo il tema centrale della complessità algoritmica, dell’etica, della tecnologia blockchain, delle nuove democrazione e del futuro della musica. Tra i partecipanti e gli speaker, il professore e scrittore Paul Feigelfeld, il professore di interactive media e direttore dell’Institute of Network Cultures Geert Lovink, l’avvocato per i diritti umani e avvocato per i diritti digitali Renata Avila, il ricercatore di future design e autore Gauthier Roussilhe, Hendrik-Jan Grievink del Next Nature network, e l’artista, attivista, ricercatore e fondatore dell’Institute of Human Obsolescence Manuel Beltràn.

La lista completa degli artisti: Aram Bartholl, Bogomir Doringer, Chris Salter + TeZ, Evelina Domnitch + Dmitry Gelfand, Evelina Rajca, Dan Walwin, Ingrid Eel + Natela Lemondzhava, Jaako Pallasvuo + MSL, Jacob Tonski, Jonas Lund, Josefin Arnell, Technoflesh (Simone C. Niquille), LP Duo, Nicolas Maigret + Maria Roszkowska, PWR (Hanna Nilsson + Rasmus Svensson), Ragnar Kjartansson, Takeshi Ikeda


http://todaysart.nl/2017/

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