Museums Haus Lange and Haus Esters - Krefeld
20 / 03 / 2016 – 31 / 07 / 2016

Stiamo veramente vivendo in un ambiente completamente dominato dalle influenze umane? Questa discussione largamente dibattuta, aumenta la consapevolezza verso la natura e le forze che stanno dietro le sue manifestazioni, così come le conseguenze delle nostre azioni sull’ambiente. Negli ultimi tempi un’attenzione maggiore si è focalizzata verso la natura e in particolare sulla storia della terra.

Questo interesse non viene solamente espresso nell’uso del termine “geological turn”, coniato da studi culturali, o nella convincente tesi dell’Antropocene: un’era geologica definita solo di recente, in cui il genere umano è stato dichiarato essere fattore geologico determinante, oltre che elemento decisivo nell’ambito artistico.

La mostra The Forces behind the Forms, il cui titolo rimanda all’artista e geologo Per Kirkeby, include dodici artisti internazionali che si occupano delle forze formative della natura.

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Questa mostra segue un percorso attraverso l’ambiente naturale, dal nucleo della terra fino alle strutture organiche passando per il regno minerale, per il granello di sabbia, alla roccia e alla lava, all’acqua e al ghiaccio, all’elettricità e all’ossigeno. Tuttavia la mostra non riguarda una semplice illustrazione dei fenomeni naturali; gli artisti hanno invece impiegato il potenziale di trasformazione dei materiali per creare delle incursioni sul piano sociale e quello spirituale.

Julian Charrière, per esempio, ha creato una geologia speculativa del presente. Nell’installazione che ha sviluppato per la mostra, l’artista ha fuso la lava con materiali elettronici di scarto, residui della nostra tecnologia digitale ricavati da metalli rari, e li ha processati in nuovi conglomerati. Il suo tentativo di sciogliere un iceberg con la fiamma ossidrica, documentato con fotografie, è sia una testimonianza del riscaldamento globale che una giustapposizione del tempo umano con il tempo geologico.

Le altre opere della mostra rappresentano in modo simile la tensione tramite il confronto tra il tempo  provvisorio dell’uomo e il tempo profondo geologico, come per esempio i lavori di Ilana Halperin, Katie Paterson e Giuseppe Penone. Halperin ad esempio ha utilizzato i processi vulcanologici e geologici per produrre le sue sculture e per far notare le possibili connessioni tra materia organica e inorganica.

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Inoltre il collegamento tra la dimensione fisica dell’essere umano e la terra è stato applicato nell’azione di sepoltura di Hans Schabus, mentre i disegni e le fotografie di George Steinmann, che divagano tra documentazione, impegno sociale e trattamento estetico, riguardano il lato distruttivo dell’estrazione dei materiali grezzi.

O come messaggi in codice universali per gli esseri viventi, come nel caso delle opere annodate di Jens Risch, così come registrazione di strutture paesaggistiche riconoscibili nelle raffigurazioni di Jonathan Bragdon, Per Kirkeby e Olafur Eliasson, oppure come complesso riflesso delle condizioni di produzione della nostra società opulenta nelle recenti sculture di Roger Hiorns, questi lavori della mostra condividono una comune qualità materiale sensuale, oltre che essere un riflesso delle nostre interazioni con l’ambiente, e quindi infine verso noi stessi.

Le opere di Nina Canell, infine, sono poste ai confini della percezione. L’artista traduce i fenomeni fisici quali il flusso d’energia o la riserva d’ossigeno dalle dimensioni concrete a quelle non misurabili, generando esplicitamente o implicitamente connessioni verso il corpo umano e la sua percezione. Essa ha concepito un’installazione ad hoc per Krefeld che rientra in un dialogo carico di tensione con lo spazio Le Vide di Yves Klein collocato nel Haus Lange fin dal 1961.

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Artisti partecipanti: Jonathan Bragdon, Nina Canell, Julian Charrière, Olafur Eliasson, Ilana Halperin, Roger Hiorns, Per Kirkeby, Katie Paterson, Giuseppe Penone, Jens Risch & Guests, Hans Schabus, George Steinmann

Curatore: Magdalena Holzhey

La mostra è accompagnata da una pubblicazione contenente numerosi saggi avente una esauriente sezione di illustrazioni.


www.kunstmuseenkrefeld.de

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