Many venues - Philadelphia
08 / 10 / 2017 – 08 / 12 / 2017

Making/Breaking the Binary: Women, Art & Technology (1968-1985) è un progetto che coinvolge vari luoghi di Philadelphia, curato da Kelsey Halliday Johnson e beneficiario di una donazione del Pew Center for Arts and Heritage nel 2016.Il progetto racconta una generazione di donne artiste, pioniere nel campo dei nuovi media, riconsiderando il loro ruolo di innovatrici nell’ambito tecnologico, e il loro contribuito nel modellare la nostra era dell’informazione.

Il nucleo principale della mostra alla Rosenwald-Wolf Gallery della University of the Arts di Philadelphia, presenta l’opera di donne artiste che nel periodo tra il 1968 e il 1985 hanno esplorato i parametri delle nuove tecnologie attraverso video, macchine fotocopiatrici, computer grafica e strumenti musicali, e che hanno testato le basi del pensiero sistemico mentre la rivoluzione digitale prendeva piede.

Queste donne hanno continuamente riaffermato il proprio ruolo di figure fondamentali nella storia della tecnologia. Tra il 1842-43, Ada Lovelace scrisse un algoritmo con l’intento di farlo eseguire da una macchina, inconsapevole di aver creato il primo software al mondo. Un secolo dopo, durante la Seconda Guerra Mondiale, alcune donne dell’Università della Pennsylvania di Philadelphia furono assunte in qualità di “computer umani” e impararono ad usare il primo computer digitale americano, l’ENIAC.

Queste donne oggi sono conosciute come le ENIAC 6, ovvero il primo team di programmatori d’America. Le opere all’interno della galleria sono accompagnate da una collezione di biografie di donne pioniere negli ambiti STEM e da una raccolta di letture.

Mentre i media riempivano la sfera domestica e la NASA stimolava l’immaginazione degli americani, la rivoluzione digitale ha portato ad una proliferazione di computer, fotocopiatrici, strumenti musicali elettronici, nuovi dispositivi e formati di registrazione più efficienti. Gli artisti presi in esame in questo progetto nel periodo tra il 1968 e l’85 impiegavano o interrogavano questi strumenti in modi innovativi e aprivano la strada alla New Media Art come la conosciamo oggi.

Tre serate di proiezioni al Lightbox Film Center alla International House Philadelphia accompagnano il progetto. Il terzo ramo della mostra si svolge all’Icebox Grey Area del Crane Arts Building, è presentato assieme a Vox Populi e comprende una galleria con ore e ore di opere in videoloop di Laziza Videodance e Lumia Project a settembre, e a seguire, una nuova digitalizzazione e restauro di Circles II di Doris Chase ad ottobre, in collaborazione con The Film-Makers’ Cooperative.

Making/Breaking the Binary: Women, Art & Technology (1968-1985) è sponsorizzato da The Pew Center for Arts & Heritage. Sono previste anche una tavola rotonda, workshop pratici su arti inclusive e dibattiti sulla tecnologia, e infine una pubblicazione relativa alla mostra.


https://www.womenartandtechnology.net/

https://www.uarts.edu/about/rosenwald-wolf-gallery

http://ihousephilly.org/artshttp://www.cranearts.com/icebox/

http://voxpopuligallery.org/http://www.pcah.us/

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