DHC/ART Foundation for Contemporary Art - Montreal
28 / 04 / 2016 - 18 / 09 / 2016
La prima retrospettiva in Canada dedicata all’artista multimediale americana Joan Jonas fornisce uno sguardo approfondito sulla produzione dell’artista in oltre cinque decenni.

A partire dalle sue prime opere coreografiche e le sue pioneristiche video-performance, come la collezione “Organic Honey”,si arriva alla sua installazione multimediale più recente They Come to Us without a Word. Quest’ultima, presentata nel 2015 al padiglione degli Stati Uniti per la 56a edizione della Biennale di Venezia, verrà mostrata in anteprima nel Nord America presso il DHC/ART. L’installazione e performance multimediale They Come to Us without a Word è emblematica dell’interesse a lungo termine dell’artista per le politiche ambientali, per i paesaggi e i racconti di fantasmi ambientati nella Nuova Scozia, come anche l’opera dell’autore islandese Halldór Laxness.

Dalla fine degli anni Sessanta, la Jonas ha interconnesso varie pratiche per studiare le nozioni di genere, narrativa e il concetto di esperienza e spazio, come un atto di spostamento e interazione critica di idee e forme scultoree, convertite in performance e installazioni. Jonas, a tutt’oggi una visionaria, ha sempre considerato l’arte come una pratica intrinsecamente ibrida che le ha permesso di eliminare le classificazioni, esplorando i confini e gli oggetti fisici dell’arte attraverso i movimenti e lo spazio.

Joan Jonas 2

L’opera della Jonas, che è stata ampiamente esposta in tutto il mondo sin dai primi anni Settanta, è dedicata all’esplorazione delle narrazioni non lineari, storia orale, così come le politiche del presente e del passato; traducendo la cultura popolare, le influenze antropologiche e le risorse letterarie in un linguaggio ridotto e minimalista di gesti, oggetti e segni che divengono nozione estesa di scultura. Il suo intrecciare generi classici con le tecnologie di ultima generazione, come ad esempio la combinazione di disegni live con video ambientali, offre letture liriche e commenti culturali sul mondo di oggi.

La pratica artistica della Jonas ha origine nella sua conoscenza e passione per la storia dell’arte, la mitologia, la poesia, la letteratura, la storia e il cinema. Ha girato il mondo, dall’isola del Capo Bretone al Messico, dal Giappone all’Islanda, intrecciando una moltitudine di ispirazioni e risorse: dai racconti popolari irlandesi al teatro Nō, dalla mitologia greca alla psicanalisi, dalla poesia di Ezra Pound all’Atlante di Aby Warburg, fino agli effetti del riscaldamento globale e gli avvenimenti della politica attuale.

Durante questa mostra verranno sviluppate due trame narrative che avranno come fulcro le nozioni di trasparenza e opacità, e mostreranno inoltre l’impegno della Jonas verso la tematica ambientale e la sua capacità non solo di desincronizzare lo sguardo sul sé, ma di smontare le strutture del potere alla base della relazione tra identità individuale e memoria collettiva.

jonas

Affinities: una serie di performance, proiezioni e dibattiti

In concomitanza con la mostra al DHC/ART la curatrice ospite Barbara Clausen presenterà Affinities: una serie di performance, proiezioni e dibattiti, un programma di eventi diviso in due parti, che andrà dal 24 al 27 Maggio e dal 20 al 22 Giugno.

Verrà presentata inoltre una conferenza di Joan Jonas insieme a Jason Moran (27 Maggio) al DB Clarke Theatre, e vari spettacoli presso il Phi Centre di Taisha Paggett (25 Maggio), Tanya Lukin Linklater (21 Giugno) e Simone Forti (22 Giugno), due serate di proiezioni di film e video (24 Maggio e 20 Giugno) al Phi Centre e un pomeriggio di dibattiti (26 Maggio) al Hexagram UQAM/Concordia University.

Anche se aventi filosofie, pratiche ed estetiche differenti, gli artisti partecipanti provenienti dal settore della danza, delle arti visive e dalla musica hanno comunque delle affinità con l’impegno artistico della Jonas e la sua “insistenza” nel leggere il mondo (i mondi) contro e con il flusso dei tempi. Perché tali pratiche artistiche interdisciplinari, che includono l’arte, la danza, la poesia e la musica, racchiudono lo stesso spirito d’avanguardia della Jonas, esplorando modalità di movimento, suoni e storytelling non lineari.

Joan Jonas 3

A proposito di  DHC/ART Foundation for Contemporary Art

Fondata nel 2007, DHC/ART è un’organizzazione no profit dedita all’arte contemporanea. Situata in due edifici storici nel cuore della vecchia Montréal, il programma della DHC/ART è stato apprezzato sia a livello nazionale che internazionale. Ogni anno offre mostre importanti, una serie di eventi pubblici, progetti speciali di collaborazione e un programma di educazione all’avanguardia. Di portata internazionale e sensibile alla città di Montreal, tutta la programmazione della DHC/ART è gratuita per rafforzare l’impegno nell’accessibilità e incoraggiare una discussione su come l’arte contemporanea sia coinvolta nei temi e nelle idee che rispecchiano e toccano la nostra vita quotidiana.


http://www.dhc-art.org 

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