Ming Contemporary Art Museum - Shanghai
20 / 05 / 2016 – 31 / 07 / 2016

Jan Lauwers è un artista che opera in ogni disciplina artistica, incarnando la “Total Art”: una forma d’arte umanistica inclusiva. L’impatto dell’attività di Lauwers è evidente dalla vittoria del Leone d’Oro alla Biennale di Venezia, uno degli eventi d’arte più importanti in Europa.

Il verdetto della giuria riporta: “Il Leone d’Oro alla carriera per il Teatro 2014 va a Jan Lauwers, un artista che ha fatto del teatro una delle massime forme di espressione, e che fin dall’inizio con la fondazione Needcompany ha realizzato spettacoli nei quali testo, movimento, musica e arti plastiche si fondono. Creando uno stile personale riconosciuto dai più importanti festival nel mondo. Sicuramente Jan Lauwers è l’artista del XXI secolo che più si avvicina a ciò che Wagner definì con il termine Gesamtkunstwerk (Arte Totale). Grazie a questo è uno dei massimi rappresentanti della fusione del Dionisiaco e dell’Apollineo in una forma perfetta incomparabile”.

L’invito esteso da Qiu Zhijie al Ming Contemporary Art Museum, che ha un interesse speciale per la performance art, combacia con il mondo multidisciplinare di Jan Lauwers. La mostra Silent Stories è stata concepita appositamente per il McaM di Shanghai ed evidenzia la simbiosi delle varie forme d’arte.

Jan Lauwers 2

La mostra può essere definita come una natura morta in movimento. Rivolgendo uno sguardo malinconico alla storia dell’arte Europea, la mostra si ispira a Feldhase (1502) di Albrecht Dürer, pittore, disegnatore e umanista Rinascimentale, ai leoni raffigurati da Peter Paul Rubens, pittore e disegnatore fiammingo dell’età Barocca, al poeta Surrealista Marcel Broodthaers, oltre che ad artisti come Joseph Beuys, Marcel Duchamp e Walt Disney. Sulla base degli archivi di tutta la sua vita, Jan Lauwers sta costruendo un’imponente installazione con la quale reinterpreta le vecchie opere e materiali, mettendoli a confronto con la storia dell’arte.

L’artista crea paesaggi che si interrogano, in modo contemplativo e sereno, sulle abilità, il virtuosismo e l’emozione. Come inventore di immagini e narratore, il motto di Lauwers è che l’arte non può sconvolgere, ma deve comunicare. Questo è il motivo per cui la sua forma umana di fare teatro è apprezzata in tutto il mondo. Il linguaggio visivo di Lauwers abbraccia l’umanità attraverso immagini malinconiche riguardanti l’uomo e la natura.

Jan Lauwers 3

Jan Lauwers: “Per questa mostra ho utilizzato il famigerato materiale scadente, come ad esempio flight cases usate, vecchi plinti e scarti di pezzi di legno, ai quali ho dato un nuovo valore trasformandoli in supporti per immagini. Ogni installazione è infatti da un lato il riciclaggio letterale di vecchi oggetti e dall’altro il riciclaggio della storia dell’arte stessa e, in questo caso, dell’arte occidentale. Le domande che mi sono posto mentre creavo queste nuove immagini e mi preparavo per la mostra di Shanghai erano sempre rivolte sulla funzione dell’arte nella società e il significato di spazio pubblico. La prima opera che ho creato era un ritratto di un uomo anziano a Shanghai, che ho disegnato utilizzando la grafite su un pezzo di feltro che avevo trovato. Questo uomo gentile e ridente, di cui non conosco il nome, ma il cui volto emanava una bellezza antica, voleva essere una storia silenziosa e un ricordo felice del mio soggiorno in Cina. Il sorriso di quell’uomo era la chiave per il successivo sviluppo della mostra. I miei lavori sono, infatti, sempre dedicati alla bellezza, all’umiltà e alla consolazione, che hanno lo stesso significato in tutte le culture. L’arte porta a conflitti positivi in uno spazio pubblico e alla loro origine si trova il dialogo”.


http://mcam.io/gallery
http://www.needcompany.org/

SHARE ONShare on FacebookGoogle+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn