Si è da poco concluso a Bologna il festival Cheap, affermatosi quest’anno come la nuova vetrina della poster art, un fenomeno artistico nato dall’evoluzione della street art, che sta destando molta curiosità da parte di pubblico e critici. Gli artisti di fama internazionale, scelti per questa edizione, hanno sviluppato i loro progetti nell’area del centro storico e soprattutto per le strade della periferia, perseguendo l’obiettivo di una riqualificazione urbana mirata.

Le opere, precedentemente selezionate da una giuria, sono state stampate su tavole da 70X100 cm e sono state esposte su dei supporti davvero singolari: le ex tabelle affissive del Comune, oramai in disuso da tempo. La call del festival non è stata rivolta solo a street artist ma anche a coloro che si occupano di grafica, arte visiva, illustrazione e fotografia. Grazie a questo melting pot di competenze artistiche, Cheap quest’anno si è distinto per la peculiarità delle opere, accomunate dal supporto cartaceo e da un nuovo sguardo verso la stampa digitale nel contesto dell’arte.

La stampa digitale è stata utilizzata in diversi modi dagli artisti partecipanti a Cheap, come testimonia il lavoro del collettivo Sbagliato, dei francesi Leo&Pipo e del collettivo Mentalgassi.

cheap2

Quest’ultimo è composto da tre artisti tedeschi che hanno in comune la passione per le applicazioni delle moderne tecnologie multimediali su oggetti tridimensionali, utilizzati come supporti delle loro opere. I risultati sorprendenti di questa particolare ricerca artistica sono dei grandi paste up installati su supporti dalla forma cilindrica o semisferica, che hanno rivoluzionato l’aspetto di alcuni quartieri della città donando un respiro più contemporaneo.

Il collettivo Sbagliato ha proposto il risultato di una ricerca sul connubio tra grafica, fotografia e architettura, le cui tecniche sono state impiegate per creare uno straordinario effetto trompe l’oeil. Il duo francese Leo&Pipo ha lavorato, invece, sulla riqualificazione dell’ex torretta Enel, utilizzando delle grandi stampe su carta, decorate con fotografie e vernici.

Le opere esposte al festival Cheap testimoniano un connubio tra arte e stampa digitale che sta diventando sempre più forte. Oggi molti esponenti della street art guardano con estremo interesse verso l’applicazione delle nuove tecnologie di stampa alle loro opere. L’evoluzione digitale della poster art non è il solo il frutto di nuovi correnti artistiche ma anche di un’accessibilità più rapida e agevole ai servizi di stampa: sono nati infatti siti ad hoc che semplificano di gran lunga i tempi e riducono di molto i costi. Ne è un esempio il sito 4graph.it, che fornisce un servizio dove è possibile stampare online, consentendo ad un artista di gestire il processo di stampa secondo le proprie esigenze, e soprattutto dall’inizio alla fine.

Così anche il festival Cheap è diventato la vetrina di opere che rappresentano un nuovo modo di intendere la street art che, come tutte le forme d’arte, trova una sua evoluzione adeguandosi alle moderne tecniche di intervento grafico e illustrativo. C’è anche chi ha scelto il supporto cartaceo per motivi personali, come nel caso dell’artista Bifido, che ha lavorato per la parete di un asilo nido bolognese. Per lui il passaggio alla carta è stato quasi automatico, poiché il suo sogno nel cassetto è sempre stato quello di diventare scrittore.

cheap1

Quando ha capito di non essere in grado di scrivere, Bifido ha scelto la poster art perché è l’unica forma d’arte che gli consente di inserire degli elementi realistici all’interno di una cornice fantastica.

Il bilancio positivo dell’edizione appena conclusa del festival bolognese promette interessanti sviluppi per la futura street art. La poster art, infatti, sta dimostrando come la carta stia spodestando lentamente il ruolo del muro, rimasto per anni l’unico e indiscusso protagonista dell’arte di strada.

SHARE ONShare on FacebookGoogle+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn