Skuc Gallery - Ljubljana
10 / 03 / 2016 - 01 / 04 / 2016

Evan Roth (1978) è un artista americano residente a Parigi, che attraverso la propria attività visualizza e cataloga la cultura utilizzando la tecnologia in modi imprevisti. Il suo lavoro dà vita a stampe, sculture, video e siti web, esplorando la relazione tra l’utilizzo inatteso, la presa di coscienza e l’effetto che le filosofie provenienti dalle comunità degli hacker possono avere quando applicate a sistemi digitali e non.

Le sue opere fanno parte delle collezioni pubbliche del Museum of Modern Art di New York e dell’Israel Museum. Tra le mostre recenti ricordiamo la  Biennale 2016 di Sydney, l’Electronic Superhighway (2016-1966) presso la Whitechapel Gallery di Londra e This Is for Everyone al Museum of Modern Art di New York. Roth è stato cofondatore delle organizzazioni artistiche Graffiti Research Lab e Free Art and Technology Lab, ricevendo nel 2016 un finanziamento da parte di Creative Capital.

Internet Landscapes (http://n57.680235e11.668160.se/)  è una nuova serie di opere web-based di Evan Roth, che consentono agli spettatori di conoscere il panorama fisico, digitale e culturale di internet. Il viaggio verso lo spazio fisico di Internet si svolge attraverso alcune opere video che combinano registrazioni video e audio e che delineano l’ossessione dell’artista.

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All’interno del programma aperto Masters&Servers tutto ciò si evolve ulteriormente con la nuova commissione Internet Landscapes: Sweden, basata sulle ultime ricerche dell’artista nell’ambito dei principali punti di approdo sottomarini dei collegamenti internet in fibra ottica in Svezia. Si tratta di momenti di transizione, durante i quali i cavi in fibra ottica si connettono alla rete di comunicazione sottomarina e consentono così la comunicazione digitale tra continenti – invio di email, utilizzo di skype e del telefono.

Nei primi mesi del 2016 Roth ha intrapreso un pellegrinaggio verso vari punti di approdo svedesi situati tra Kungsbacka, sulla costa sudorientale, e Väddö, leggermente a nord rispetto a Stoccolma, documentando i dintorni tramite registrazioni binaurali e a infrarossi.

L’utilizzo degli infrarossi, da una parte, è un riferimento alla struttura di internet, che si avvale di raggi laser trasmessi attraverso cavi in fibra ottica. Nel frattempo, i dispositivi audio monitorano e registrano il suo battito cardiaco, l’ambiente circostante e le onde radio FM. Il risultato è un’esperienza online che, raccogliendo le diverse registrazioni, favorisce una riflessione su internet e sul paesaggio mentre il file video viaggia attraverso la rete, dalla sua origine in Svezia fino allo schermo dello spettatore.

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Per Roth, visitare fisicamente lo spazio di internet è un tentativo di restaurare una relazione che ha subito un cambiamento drammatico nel momento in cui internet si è fatto più centralizzato e monetizzato, agendo come meccanismo di spionaggio governativo globale. Assistere all’evidente dissolversi dell’infrastruttura, sia sottoterra che sott’acqua, allude inoltre all’ottimismo in lenta diminuzione e ai valori egalitari che molti attribuiscono alle manifestazioni precedenti di internet. La comprensione e la conoscenza della fisicità di internet porta a vedere la rete non come un cloud immaginario, bensì come un essere umano composto e controllato da un sistema di cavi e computer.

Il progetto sarà reso pubblico online mercoledì 2 marzo 2016, e chi desidera saperne di più troverà degli indizi nell’url e nel codice sorgente relativi all’origine delle opere e diverse letture.

Evan Roth, artista: “Questo progetto rappresenta per me una ricerca tanto di internet quanto di nuovi modi per produrre arte all’interno di un paesaggio digitale profondamente modificato.”

Ruth McCullough, Senior Producer di Abandon Normal Devices: “I partner di Masters and Servers sono lieti di commissionare questa nuova opera a Evan Roth, la prima di una nuova e importante serie di un artista in grado di rendere visibile l’ambiente di internet e i suoi usi impropri.”

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La data di avvio coincide con la première delle opere nell’ambito della mostra The Black Chamber curata da Eva & Franco Mattes e Bani Brusadin, che si svolge presso la Škuc Gallery di Lubiana dal 10 marzo all’1 aprile 2016.


http://aksioma.org/internet.landscapes.sweden/

http://n57.680235e11.668160.se/

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