HeK, House of Electronic Arts - Basel
07 / 04 / 2016 – 22 / 05 / 2016

Il mondo moderno a cui si riferiscono le immagini astratte di oggi è modellato dalle strutture binarie di programmi informatici, e perciò è già astratto. Le infrastrutture tecnologiche sono parte integrante della vita di tutti i giorni e del sistema politico ed economico; esse influenzano la percezione che abbiamo di noi stessi. Le strutture astratte diventano meno accessibili e al loro posto emergono mondi paralleli, superficiali e armoniosi che sembrano in grado di estendere all’infinito i nostri contesti fisici.

Gli artisti, qui presentati, esplorano il potenziale estetico del nostro ambiente digitale. Essi guardano all’interno degli schermi dei computer per individuare errori e gap nei loro sistemi. Giocano con la capacità dei computer di creare immagini (in movimento) che aprono nuovi spazi e punti d’accesso al mondo concreto. Così facendo, sono anche in grado di sondare la percezione fisica dei mondi digitali immaginari.

Che effetto hanno su di noi movimenti, toni e colori nati dalla programmazione informatica? Come si fa a rappresentare la bellezza classica in formato digitale e quali astrazioni e composizioni digitali diventeranno virali?

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Alcune tra le opere esposte mettono alla prova i confini della percezione attraverso composizioni ritmiche, ronzanti o a ripetizione; mentre altre trasportano l’estetica del linguaggio codificato verso la progettazione di oggetti, mostrando così che la realtà digitale è da molto tempo parte integrante del mondo fisico. Inoltre all’interno della mostra sono presenti opere che consentono al visitatore di creare forme e strutture astratte utilizzando varie applicazioni, così da poter sperimentare in prima persona le trasformazioni della lingua reale in lingua digitale.

La mostra si allontana dall’approccio attuato solitamente verso gli sviluppi tecnologici, i cui interessi politici e commerciali non sono del tutto trasparenti. Gli artisti trasformano e aiutano a dare forma all’ambiente astratto. Creano quindi delle astrazioni estetiche connesse sia con il mondo concreto, sia con il mondo dei dati, parallelo e nascosto.

Oltre alla mostra, il progetto “Digital Abstractions” prevede un blog, che fungerà da piattaforma per lo scambio di opinioni su differenti argomenti e opere; un catalogo online, che servirà da strumento di raccolta e un e-book, nel quale gli autori e gli artisti discuteranno sul tema delle “astrazioni digitali”.

Con le opere di: Zach Blas, Cyriak, Ted Davis, Andreas Gysin & Sidi Vanetti, Femke Herregraven, Esther Hunziker, Lazar Jeremic, Rainer Kohlberger, LAb[au], Karin Lustenberger, Alexandra Navratil, Pier Giorgio de Pinto, Sabrina Ratté, Elisabeth Ritschard, Rafaël Rozendaal, Nicolas Sassoon, Quayola, Zeitguised

Inaugurazione: La mostra verrà inaugurata dopo l’incontro con Rafaël Rozendaal, che si terrà intorno alle 18:00. Alle 20:30 circa avrà luogo un concerto dell’artista Rainer Kohlberger, la cui opera è presente nella mostra. Attraverso esperimenti audiovisivi, Kohlberger coinvolge il corpo del visitatore in una composizione algoritmica fatta di impulsi, suoni e luci.

La mostra è a cura di Alexandra Adler e Reinhard Storz


www.hek.ch/en

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