Where the City Can’t See è il primo film di fantascienza girato interamente con la tecnologia Laser Scanning, con la regia dell’artista Liam Young e scritto dall’autore Tim Maughan. Ambientato nella Zona Economica di Detroit (DEZ) di proprietà dei cinesi e controllata dagli stessi, in un futuro non troppo lontano dove i sistemi di gestione urbana di Google maps e videosorveglianza CCTV non solo mappano le nostre città, ma le governano.

Esplorando le sottoculture che possono emergere da queste nuove tecnologie, il film segue un gruppo di giovani operai nell’arco di una sola notte, mentre si spostano attraverso la città smart in un taxi senza conducente, cercando un luogo che sanno che esiste, ma che non viene mostrato sulle mappe. Fanno parte di un movimento clandestino che lavora alle linee di produzione di giorno e di notte si adornano di visione computerizzata comouflage e di maschere tribali anti-riconoscimento facciale, promulgando le loro fantasie d’evasione negli spazi nascosti della città. Hackerano la città e viaggiano attraverso una rete di edifici invisibili, paesaggi in rovina, architetture fantasma, anomalie, malfunzionamenti e spiritelli, cercando le zone selvagge oltre le macchine.

Where the City Can’t See è una produzione multipiattaforma, che si è presentata in performance live, istallazioni e ora come un film breve. Il progetto è stato lanciato durante l’AND Festival 2015, a Grizedale Forest (Cumbria, GB), come un set cinematografico aperto, in cui le scene girate in ambiente naturale vengono registrate. Il resto del film – comprese le sequenze urbane e industriali – sono state riprese nel 2016 a Detroit (USA). Il film riunisce compositi di queste due location, fondendoli per creare un nuovo paesaggio virtuale.

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La versione finale del film è stata presentata in anteprima mondiale il 12 Novembre 2016 a The Invisible City: the Cinema of Surveillance, un programma di proiezioni di film e tour di artisti presentato da AND in collaborazione con Heart of Glass. Situato all’ex Quartier Generale della Pilkington Glass a St. Helens il programma esplora i temi della trasparenza, della sorveglianza e dello spionaggio cinematografico.

Biografia dell’artista

Liam Young è un architetto che opera negli spazi tra design, fantascienza e futuro. È il fondatore del gruppo di esperti sul futuro urbano Tomorrow’s Thoughts Today, un gruppo il cui lavoro è esplorare le possibilità dell’immaginario urbanistico fantastico e perverso. Liam gestisce anche l’Unknown Fields Division, un pluripremiato seminario itinerante che viaggia in spedizione annuale ai confini della terra per ricercare paesaggi irreali e dimenticati, terreni alieni ed ecologie industriali. Liam coordina anche eventi e mostre comprese le serie multimediali ‘Thrilling Wonder Stories: Speculative Futures for an Alternate Present’ ed ha curato la Triennale d’Architettura di Lisbona nel 2013. I progetti di Liam sviluppano speculazioni fantascientifiche come strumenti critici per studiare le conseguenze degli ambienti emergenti e del futuro tecnologico. L’approccio al design per natura collaborativo di Liam fa sì che il suo lavora sia vario in termini di dimensioni e natura. È stato acclamato sia dai mass media che nell’architettura, anche da BBC, NBC, Wired, Time e da Dazed and COnfused. Liam è stato nominato dal magazine Blueprint come una delle 25 persone che cambieranno l’architettura e il design.

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Ringraziamenti

Where the City Can’t See è stato commissionato da Abandon Normal Devices, St Helens Heart of Glass e da Collezione d’Arte dell’Università di Salford. Prodotto da Liam Young e Abandon Normal Devices, col supporto della Forestry Commission England’s Forest Art Works e sostenuto utilizzando fondi pubblici dell’Arts Council England

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