Deutsche Bank KunstHalle - Berlin
29 / 04 / 2016 – 03 / 07 / 2016

Con The Stars Were Aligned for a Century of New Beginnings, Deutsche Bank KunstHalle presenta la prima mostra globale istituzionale di Basim Magdy. L’ “Artista dell’Anno” 2016 di Deutsche Bank invita i visitatori a intraprendere un viaggio psichedelico nel futuro.

I suoi film, le sue diapositive, le sue sculture e le sue opera su carta si fondono, presso il KunstHalle, in un flusso di coscienza che riflette i confini fluidi tra mondo reale e quello virtuale.

Non importa che assomigli a un paradiso high-tech oppure a un deserto post-apocalittico, il futuro è sempre la scenografia per un nuovo inizio. A prima vista, il titolo della mostra di Magdy sembra adattarsi a questa idea: The Stars Were Aligned for a Century of New Beginnings, ma in realtà è l’esatto contrario. Si tratta infatti di un’allusione ironica verso l’umanità, che commette instancabilmente gli stessi errori. Le società che l’artista ritrae nella sua trilogia cinematografica del 2014 (The Many Colors of the Sky Radiate ForgetfulnessThe Everyday Ritual of Solitude Hatching MonkeysThe Dent) sono fallite e legate a rituali assurdi per preservare il passato o progetti megalomani. L’artista, nato in Egitto nel 1977 e attualmente residente a Basilea e al Cairo, usa il futuro come un’opportunità per restituire uno sguardo critico al presente.

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La proiezione della coppia di diapositive sovrapposte di Magdy del 2012 intitolata A 240 Second Analysis of Failure and Hopefulness (With Coke, Vinegar and Other Tear Gas Remedies) appare come un dispositivo sperimentale rivolto a un concetto più aperto. Le 160 diapositive che mostrano la demolizione e la ricostruzione di un complesso immobiliare sono state selezionate da pellicole di film intinte in diverse sostanze casalinghe comuni, un processo che l’artista paragona con il “decapaggio.”

La reazione chimica tinge il materiale di un azzurro, rosa o verde sbiaditi coprendo il resto dei colori. Magdy risponde alla nostra lotta per la verità, uno status duraturo, attraverso esperimenti imprevedibili, giocando con le reazioni chimiche e trovando un equilibrio tra caso e controllo. E il “decapaggio” serve a evidenziare l’approccio orientato su tale processo nella sua opera.

Questo concetto e metodo è anche presente nell’opera commissionata per la mostra An Apology to a Love Story that Crashed into a Whale, un nuovo lavoro composto da una griglia di fotografie con testo aggiunto suddivise in 64 parti.

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In esso si illustra lo “sviluppo” alchemico della narrazione e dei temi, reazione e contro-reazione. Allo stesso tempo, Magdy riflette riguardo la diffusione di immagini e informazioni nell’era digitale e, non a caso, nella sua opera l’artista mette radicalmente in discussione il modo in cui archiviamo e trasmettiamo i ricordi allo scopo di plasmare il nostro futuro.

In alternativa, Magdy nelle sua arte cerca strutture che siano aperte e nuove, ma soprattutto libere dalle antiche ideologie e gerarchie. Il modo in cui egli unisce testi e immagini, il suo approccio poetico di scrivere e l’assurdità presente nella maggior parte dei suoi lavori, trasmettono una prospettiva sulla realtà che è obiettiva e individuale.

Questo pensiero viene manifestato anche nella coreografia della mostra, che rinuncia a un ordine cronologico e alla gerarchia dei media. Le narrative fuggenti di Magdy quindi ci invitano ad adottare un pensiero laterale, ad accettare le contraddizioni e ad aprirci a ciò che si trova nel qui e ora senza considerare la realtà in modo dogmatico.

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Artista dell’Anno

Dopo Wangechi Mutu (2010), Yto Barrada (2011), Roman Ondák (2012), Imran Qureshi (2013), Victor Man (2014), e Koki Tanaka (2015), Basim Magdy è il settimo “Artista dell’Anno” di Deutsche Bank. Il premio spetta agli artisti contemporanei che hanno creato un sostanziale corpus di opere in cui i lavori su carta e/o fotografici hanno avuto un ruolo fondamentale. Il premio è rivolto verso quelle posizioni artistiche che si occupano di temi sociali in modo individuale e intraprendono nuovi percorsi formali. Non si tratta solamente di un premio finanziario, essendo incorporato nel programma artistico di Deutsche Bank che sostiene le nuove posizioni espressive e incentiva l’acquisizione di opere per la collezione privata della società.  Uno dei momenti più importanti all’interno della Deutsche Bank KunstHalle sono le mostre personali, accompagnate da cataloghi dettagliati e da edizioni esclusive. Gli artisti vengono scelti dal comitato del Global Art Advisory Committee, composto da noti curatori quali Okwui Enwezor, Hou Hanru, Udo Kittelmann e Victoria Noorthoorn.


http://www.deutsche-bank-kunsthalle.de /

http://www.basimmagdy.com/

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