Furtherfield Gallery - London
16 / 09 / 2017 – 12 / 11 / 2017

La mostra e progetto di ricerca Are We All Addicts Now? esplora le caratteristiche seduttive del digitale e la sua capacità di creare dipendenza. L’opera dell’artista Katriona Beales affronta le condizioni sensuali e tattili della vita online: il colore saturo e il fascino contemplativo degli schermi brillanti, la potenziale assuefazione da infiniti scroll e flussi di notifiche. La sua nuova opera per Are We All Addicts Now? ripensa gli spazi privati in cui si svolge la nostra esistenza digitale.

La mostra comprende sculture di vetro con schermi incorporati, opere realizzate con immagini in movimento e tessuti stampati in digitale. Il lavoro di Beales è arricchito da Feral Practice, una nuova opera di sound-art dell’artista e curatrice Fiona MacDonald. Beales celebra la sensualità e l’attrattività degli spazi online, ma critica il modo in cui le nostre interazioni vengono canalizzate in piattaforme progettate per creare dipendenza; il modo in cui le aziende sfruttano la gamification e le tecniche di neuromarketing per tenere l’utente attaccato al dispositivo, per pilotare un traffico senza fine e monetizzare ogni nostro click.

L’artista suggerisce che arrendendoci alle norme comportamentali della rete ci dimostriamo dei “perfetti soggetti capitalisti”. Per Furtherfield, Beales ha costruito una sorta di “letto” infossato su cui i visitatori sono invitati a salire, dal quale si può osservare un globo di vetro brillante che oscilla, con falene virtuali che colpiscono ripetutamente i bordi di uno schermo inserito al suo interno.

Un’istallazione video che ricorda una slot machine mostra un rullo di immagini che ruotano in modo ipnotico, alimentate dal movimento dei visitatori della galleria. Beales in questo modo ricrea i singolari e a volte inquietanti contrasti sperimentati durante i suoi viaggi insonni attraverso l’infinita sequenza di immagini online: prodotti di bellezza messi sullo stesso piano della morte; gatti senza pelo e poliziotti armati.

Tavoli con piani in vetro sostengono le curve amorfe di pesanti sculture di vetro che rifrangono le luci multicolori dei piccoli schermi nascosti al loro interno. La visualizzazione di dati di rilevamento oculare (raccolti in diretta dai visitatori della galleria) si disperde sul soffitto. Sul muro esterno della galleria un LED scorrevole mostra un testo che Beales ha compilato raccogliendo gli interventi sui forum online a proposito della dipendenza da internet.

Mentre Beales si concentra sull’ineludibilità della connessione guidata dalla macchina, Feral Practice ci attira nelle reti presenti in natura. Mycorrhizal Meditation è un’opera di sound art scaricabile gratuitamente dai manifesti che si trovano nella Furtherfield Gallery e in Finsbury Park. L’opera assume la forma di una meditazione guidata, un viaggio attraverso il corpo umano e il “mondo sotterraneo” della terra viva lungo una rete micorrizica fatta di radici vegetali e fili fungini.

Mycorrhizal Meditation combina registrazioni di voci e di suoni, di movimenti e ritmi in ambienti boscosi. Feral Practice complica l’idea di natura come “definitiva disintossicazione digitale” e ci rende consapevoli della sorprendente interconnessione che caratterizza la natura extra-umana, quella “wood-wide-web” che precede la nostra connettività digitale da millenni.

Are We All Addicts Now? è organizzata in collaborazione con l’artista e curatrice Fiona MacDonald, la dottoressa Henrietta Bowden-Jones, psichiatra clinica, e la curatrice Vanessa Bartlett. La mostra è accompagnata da un libro progettato da Stefan Schafer e curato da Vanessa Bartlett e Henrietta Bowden-Jones, che unisce le opere e i testi di Beales e di MacDonalds a saggi redatti da collaboratori in materia di antropologia, cultura digitale, psicologia e filosofia.

Questo libro rappresenta il primo studio interdisciplinare sull’ambito emergente della dipendenza da internet. I collaboratori presenteranno i loro saggi ad un congresso indetto da Vanessa Bartlett presso la Central Saint Martins per il prossimo novembre. Le copie del libro sono in vendita in anteprima sul sito della Liverpool University Press.

L’opera di Beales: Entering the Machine Zone è stata co-commissionata dalla Science Gallery London, parte del King’s College di Londra. Una replica di questo lavoro verrà presentata nell’ambito di HOOKED, la stagione inaugurale della nuova Science Gallery di Londra, curata da Hannah Redler.

In preparazione della mostra, agli artisti Charlotte Webb e Connor Rigby è stata commissionata una serie di gif e tweet per stimolare il dibattito sulla natura dei dispositivi digitali creati per generare dipendenza e sui risvolti etici e politici che riguardano questo argomento. E’ possibile partecipare alla discussione @furtherfield su Twitter e Instagram usando l’hashtag #addictsnow.

Katriona Beales è un’artista che crea manufatti digitali, immagini in movimento e installazioni, mettendo in rilievo la fisicità della vita digitale. Are We All Addicts Now? sviluppa l’opera del 2015 White Matter (una commissione della FACT per Group Therapy: Mental Distress in a Digital Age) che è ora in mostra all’Università del New South Wales di Sydney, nel quadro dell’Anxiety Festival (settembre 2017). Beales ha ricevuto un MA dal Chelsea College of Arts ed ha un profilo su rhizome.org.

Fiona MacDonald è un’artista, curatrice e scrittrice specializzata nelle relazioni tra umano e non-umano. Come Feral Practice, lavora in coproduzione con un collettivo di soggetti umani e non. Gli attuali progetti includono Foxing, (vedasi PEER London, 2017) Ant-ic Actions (vedasi Ethical Entanglements, Bloomsbury Press, in arrivo) Homo Mycelium e Wood to World (Londra, Kent, Aberdeen 2015-17).

Vaness Barlett è una ricercatrice e curatrice che lavora tra l’Australia e il Regno Unito. Studia e insegna alla UNSW Art & Design di Sydney, dove indaga il rapporto tra le tecnologie digitali e la salute psichica attraverso una pratica curatoriale riflessiva. La sua recente mostra Group Therapy: Mental Distress in a Digital Age è stata esposta al FACT (Foundation for Art and Creative Technology) UK nel 2015 e inaugurerà alla UNSW Galleries di Sydney a settembre 2017.

La dott.ssa Charlotte Webb è un’artista e accademica anomala. Realizza mostre e conferenze a livello internazionale, focalizzandosi sul web come mezzo di esercizio creativo, pensiero critico e azione collettiva.

La Furtherfield Gallery si trova al centro di Finsbury Park e attrae un gran numero di visitatori grazie all’insolita posizione della galleria. Jenny Judova di Fad magazine ha inserito la Furtherfield Gallery nella top five delle gallerie di Londra che trattano di New Media Art, mentre l’ArtSlant ha incluso la galleria tra “I migliori spazi d’arte no-profit di Londra”.

Furtherfield è un’organizzazione artistica rinomata a livello internazionale specializzata in laboratori, mostre e dibattiti volti a incrementare e diversificare il coinvolgimento del pubblico con le tecnologie emergenti. Alla Furtherfield Gallery e al Furtherfield Lab nel Finsbury Park di Londra, si coinvolgono più persone nella creatività digitale, scavalcando le barriere attraverso collaborazioni uniche con una rete internazionale di artisti, ricercatori e partner.

Attraverso l’arte Furtherfield cerca nuove, fantasiose risposte man mano che la cultura digitale cambia il mondo e il nostro modo di vivere. “Non ci sono altre gallerie come quella di Furtherfield. Situata al centro del Finsbury Park, attrae persone di tutte le estrazioni sociali e si concentra sulla tecnologia contemporanea e su come questa influenzi la vita delle persone e il mondo in cui viviamo.” (Liliane Ljin, artista)


www.furtherfield.org

www.otheragents.net

www.vanessabartlett.com

www.feralpractice.com

www.katrionabeales.com

bit.ly/2vGUxVY

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