Sullivan Galleries - Chicago
16 / 09 / 2017 – 08 / 12 / 2017

L’opera di Apichatpong Weerasethakul (Master of Fine Arts nel 1997, HON nel 2011) svela racconti spesso taciuti dalla storia, sia dentro che fuori dalla Tailandia: voci di poveri malati, persone ai margini della società, voci zittite e censurate per ragioni personali e politiche.

Le Sullivan Galleries della School of the Arts Institute di Chicago presentano la prima statunitense di Apichatpong Weerasethakul: The Serenity of Madness, a cura di Gridthiya Gaweewong (Master of Arts nel 1996) e prodotto dalla Independent Curators International di New York.

La rassegna propone una selezione di cortometraggi sperimentali rari e installazioni video di Weerasethakul, oltre a fotografie, disegni, schizzi e materiali d’archivio che esplorano diversi argomenti oggetto di dibattito sociopolitico. Le sue posizioni appassionate in merito a questioni come ceto sociale, lavoro, sessualità, scienza e spiritualità hanno alimentato la sua attività dagli inizi della carriera fino al presente.

La mostra è organizzata con gli assistenti curatori laureandi Katie Cato (MAAH nel 2018), Luna Goldberg (MAAH nel 2018) e Désirée Coral Guerra (Master of Fine Arts nel 2018).

Il programma parallelo alla mostra prevede un tour con la curatrice Gridthiya Gaweewong (MA 1996) Direttore Artistico del Jim Thompson Art Center di Bangkok; un Visiting Artists Program che include la conferenza Apichatpong Weerasethakul: Distinguished Alumni Lecture Series, e una serie di proiezioni al Gene Siskel Film Center, che comprende una selezione di film di Apichatpong Weerasethakul durante tutto il mese di ottobre.

Tra i vari titoli si trovano: Cemetery of Splendor, Uncle Boonmee Who Can Recall His Past Lives, Syndromes and a Century, e Tropical Malady.  Il programma comprende anche Tropical Malady: Queerness and Political Critique in the cinema of Apichatpong Weerasethakul, una conferenza tenuta dalla studiosa Arnika Fuhrmann, Assistant Professor presso il Dipartimento di Studi Asiatici della Cornell University.

Questo seminario indaga la capacità del regista thailandese Apichatpong Weerasethakul di mobilitare ciò che è prettamente locale, producendo allo stesso tempo un’estetica della rappresentazione visiva leggibile a livello transnazionale. Esso presta inoltre un’attenzione particolare ai modi in cui  Weerasethakul attinge al Buddismo per avanzare una critica politica e rappresentare l’omossessualità in un modo nuovo.

Arnika Fuhrmann è una studiosa interdisciplinare del Sud-Est asiatico, che lavora sulle intersezioni tra le modernità estetiche e politiche della regione. Il suo libro “Ghostly Desires: Queer Sexuality and Vernacular Buddhism in Contemporary Thai Cinema” (Duke University Press, 2016) esamina come gli anacronismi in chiave buddista di cacciatori in lotta per la sessualità, la personalità e le nozioni di collettività vengano trattati nel cinema thailandese contemporaneo e nella retorica politica.

A novembre si terrà Where is Asia in Asian Art? The Whereabouts of Cultural Content in Art, una discussione moderata dalla professoressa, Storica dell’ Arte, teorica e critica Nora A. Taylor, a cui tra gli altri parteciperanno l’artista pakistano Bani Abidi e  la professoressa Jennifer Lee.


https://www.expochicago.com/programs/expo-art-week/art-after-hours

http://www.saic.edu/visiting-artists-program/events/apichatpong-weerasethakul

http://www.siskelfilmcenter.org/

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