In anni recenti in Germania, come del resto un po’ ovunque in Europa, l’opposizione politica ed il giornalismo di indagine sono stati messi pesantemente sotto attacco da polizia e servizi segreti.

Persino scienziati sociali e accademici con posizioni critiche sono stati accusati di far parte di organizzazioni terroristiche per essersi avvicinati ai movimenti sociali e aver usato parole come “gentrification”, “precarizzazione” e “marxista-leninista” nelle proprie pubblicazioni. Le stesse parole sono state ritrovate in alcune lettere inviate da un gruppo che ha rivendicato una serie di attentati contro auto ed edifici militari nei dintorni di Berlino dal 2001 in poi. E se fosse tutta una montatura? Se il gruppo altro non fosse che un escamotage dei servizi segreti stessi, al fine di legittimare l’inasprimento del controllo e far passare leggi che limitino le liberta’ personali e i diritti dei cittadini?

La differenza e’ relativa, poiche’, che questi gruppi esistano oppure no, in ogni caso la manovra che ne risulta e’ la medesima: tenere i cittadini sotto controllo e far si che lo Stato, in qualsiasi momento e per qualsiasi ragione latente, possa decidere di fermare e imprigionare ogni cittadino ritenuto scomodo per la societa’. Con una semplice accusa di terrorismo e’ possibile potare le estremita’ e bonificare ogni ‘Nazione’. Bastano pochi elementi: un’accusa generica ed una analisi faziosa delle abitudini e dei dati personali del cittadino (leggi privacy).

Si chiama epurazione ed e’ una strategia, vecchia come il cucco, che non ha mai portato nulla di buono nella storia. Il giorno 31 luglio 2007 Andrej Holm, sociologo e ricercatore, e’ stato arrestato con l’accusa di appartenere ad una organizzazione terroristica chiamata ‘militant group’ (legge 129a del codice penale tedesco), accusa che ha colpito anche altre sei persone, tre delle quali hanno passato quattro mesi in carcerazione preventiva nel carcere Moabit di Berlino.

.

Il 22 Agosto Andrej e’ stato scarcerato e messo in liberta’ condizionale, sinche’ il 24 Ottobre la Corte Federale tedesca non ha ammesso la mancanza di sospetti specifici ed ha dichiarato che Il mandato d’arresto contro il ricercatore e attivista era fuori legge fin dalle prime fasi. Il mandato e’ stato dunque revocato. Anne Roth, compagna di Andrej, giornalista, attivista e madre di due figli, ha deciso di rivelare, tramite un blog, la sua condizione di vita e le sue esperienze quotidiane sotto la sorveglianza dei servizi segreti.

Il blog, appoggiato alla piattaforma italiana Noblogs (Autistici/Inventati), e’ denominato Annalist, in memoria appunto degli annalisti, gli scrittori di cronaca dell’antica Roma, che si differenziavano dagli storici per il loro intento maggiormente narrativo e non sistematico. Gli scrittori di storia dell’antichita’ tendevano, infatti, non solo a raccontare gli eventi, ma costruivano anche vere e proprie teorie, a volte piuttosto astratte e filosofiche, altre maggiormente fenomenologiche, intorno alle dinamiche ed alle trasformazioni sociali. Gli annalisti, invece, si limitavano al racconto ed alle opinioni personali, andando nella direzione della cronaca e talvolta dell’intimismo, o comunque della vita di tutti i giorni, contrapposta ai grandi eventi di cui si interessavano gli storici.

Ho intervistato Anne Roth a fine Dicembre a Berlino, durante l’incontro hacker organizzato dal CCC. Nel trascrivere e tradurre il nostro dialogo, mi sono immedesimata in coloro che ascoltano conversazioni registrate perche’ lavorano per il controllo e la sorveglianza. Ecco il testo, da leggersi attraverso il buco della serratura…..

.

Xname: Anne, ritieni che la tua esperienza possa essere interpretata come una sorta di paradigma del controllo?

Annalist: Certo non e’ puramente casuale il fatto che tutto questo sia capitato a me, al mio partner ed alla nostra famiglia, poiche’ ritengo che questo genere di investigazioni siano dirette a specifici movimenti o specifici gruppi e non a chiunque. In questo caso credo siano interessati a colpire movimenti politici di sinistra. In un certo senso e’ stato un caso che cio’ sia accaduto a noi poiche’ poteva benissimo capitare ad altri che sono altrettanto attivi in politica e nel movimento. Penso che questa esperienza possa essere vista come un paradigma che descrive come funzionano controllo e sorveglianza e come si vive in uno stato che sta diventando, non dico uno stato poliziesco, ma uno stato diretto da sorveglianza e controllo verso le persone. Le piccole storie che racconto nel mio blog non sono altro che un esempio del modo in cui questo si esprime e verifica. Ad esempio, io racconto storie a proposito di come noi ci rendiamo conto di essere sotto controllo perche’ i nostri telefonini producono strani suoni o non si collegano alla persona giusta, tipo quando qualcuno chiama Andrej ma invece finisce per collegarsi al mio cellulare, cose di questo genere…

Se tu tieni questo per te e non ne parli e’ inquietante, se invece ne parli diventa un aneddoto comico e farsesco; al tempo stesso fa molta paura e puoi usarlo come un esempio di come la sorveglianza venga usata per generare ancora piu’ paura. E’ questo il meccanismo che sta dietro a questa guerra al terrorismo, e tutto questo dibattito pubblico intorno al terrorismo dovrebbe essere totalmente rivisto dallo stato: invece penso che sia usato per creare una specie di terrore entro la societa’ tale da rendere le persone spaventate, per far si che la gente si sottometta ad ancora piu’ controllo, e rinunci al potere che dovrebbe avere in una cosiddetta democrazia.

.

Xname: Si tratta di un comportamento nuovo, o vi e’, in Germania, una ‘tradizione’ del controllo?

Annalist: C’e’ una lunga tradizione. Nello specifico, l’articolo 129a, che e’ usato per le investigazioni anti-terrorismo in Germania, esiste da piu’ di 30 anni e fu inizialmente inventato nel 1976 contro le red-army fraction, l’onda lunga del terrorismo degli anni 70, che ha un equivalente anche in Italia ed ha una storia ancora piu’ lunga. Addirittura vi era un paragrafo 129 che era stato iniziato credo nel 1870 e usato contro i socialisti in Germania; questo e’ stato cambiato nel tempo e ovviamente durante il fascismo era molto diverso ma lo stesso articolo e’ usato ancora oggi per questo genere di repressione politica e per investigazioni anti terrorismo. Vi e’ anche una tradizione di repressione contro movimenti politici, e anche questo non e’ nuovo per nulla. E’ solo una lunga linea di casi simili che accadono e normalmente non sono molto conosciuti, e qualora lo fossero la gente pensa che e’ ovvio e giusto che i terroristi vengano messi in prigione…

L’idea di queste indagini e’ investigare e raccogliere informazioni, e per quanto posso vedere io, questo e’ usato generalmente per raccogliere informazioni su movimenti politici. In Germania e’ molto interessante, se tu guardi le statistiche, registrare quante di queste indagini arrivano in tribunale: solo il 3 o 4 per cento dei casi diventano cause legali e molte di queste investigazioni, ed altre ancora, vengono abbandonate prima. Questo significa che la maggior parte delle volte non ci sono abbastanza dati rilevanti per iniziare una causa legale, ma signifca anche che loro hanno passato anni ed anni a raccogliere informazioni riguardo persone contro le quali stanno indagando legalmente. Abbandonano il caso la gente non lo verrà mai a sapere, e non si ha alcuna possibillita’ di protestare ne’ puoi richiedere i tuoi dati indietro. Credo quindi che alla fine, proprio questo sia il principale obiettivo di queste indagini.

.

Xname: Si dice che il caos, l’informazione ridondante e l’incapacita’ di dare senso al senso siano il bug e la via d’uscita dal controllo. Cosa ne pensi?

Annalist: Credo che in questi specifici casi di terrorismo, non ne sono completamente sicura, immagino che abbiano le risorse per analizzare molte informazioni perche’ vi sono dipartimenti giganteschi con un sacco di gente che fa questo lavoro. Nonchè tantissimi soldi e computers che li aiutano a svolgere il lavoro stesso. Non so come funzioni esattamente, ma ho l’impressione che abbiano la possibilita’ di utilizzare le informazioni che raccolgono. Così come in altre parti del mondo, in Germania e’ appena passata la legge sulla ritenzione dei dati (Data Retention), il che significa che tutta l’informazione, tutte le mail, il traffico telefonico verra’ registrato e tenuto per meta’ anno per tutti. Io sono molto sorpresa di questo: che senso puo’ avere tutto ciò se non avere questi dati a disposizione qualora decidano di consultarli. Non ho idea di come funzioni tutto cio’, ma d’altra parte basta pensare a quel sistema di sorveglianza tipo Echelon, sviluppato dall’ American Army, che fu reso operativo parecchio tempo fa e sta gia’ supervisionando tutte queste informazioni: credo che ci siano sistemi automatizzati per analizzare questa mole di dati.

Quello che posso dire, in specifici casi come il nostro, e’ che quando loro vogliono dare un esempio clamoroso di qualcosa possono puntare l’attenzione su un caso terroristico, il che suona come una cosa veramente drastica in tempi in cui tutti hanno paura del terrorismo e pensano che ci siano in giro persone che davvero vogliono uccidere una marea di gente. Molte risorse dei corpi polizieschi sono usate contro le persone accusate di terrorismo e quindi credo che sia molto probabile che loro spendano tempo per analizzare queste informazioni…

.

Xname: Qual e’ la tua strategia, o il tuo rimedio?

Annalist: La mia strategia e’ quella di rendere pubbliche le cose che stanno capitando a noi, e sono molto sorpresa nel costatare il fatto che non molte altre persone hanno fatto questa stessa cosa in passato. Ho la sensazione che questo sia l’unico metodo che abbiamo per non essere controllati dalla paura, perche’ la paura funziona quando sei solo, e se tu pensi che stai diventando pazzo o che sei paranoico e non parli con la gente non ottieni supporto. Invece, rendendo pubbliche queste storie, molte persone stanno dimostrando il loro supporto e sono solidali: parecchie persone sono assai scioccate dalle storie che stiamo raccontando, e questo le rende piu’ sopportabili per noi perche’ piu’ le racconti piu’ diventano ridicole…

Anche da un punto di vista politico penso che questo tipo di reazione abbia senso perche’, in un periodo in cui tutti discutono la questione della sorveglianza solo ad un livello astratto, e’ importante spiegare alla gente cosa questo significa nella vita di tutti i giorni. Il fatto che tale controllo riguarda la gente normale come te e me, e che sta puntando il tiro contro normali attivisti politici che non sono considerati pericolosi dalla maggior parte delle persone. Quando la gente mi guarda non mi considera un elemento pericoloso, perche’ va bene scendere in strada e dimostrare e magari anche pubblicare qualcosa. L’opinione pubblica non e’ d’accordo sul fatto che tutto questo debba essere soggetto al controllo della polizia. Io credo sia importante partecipare a questa discussione pubblicamente e non semplicemente lasciare che altre cose di questo genere accadano…

.

Xname: Potresti descrivermi quella che, secondo la polizia tedesca, e’ la tipologia classica del terrorista?

Annalist: Vi e’ uno specifico framework, o griglia, che la polizia ha sviluppato, e penso che questo specifico gruppo terroristico, di cui Andrej e’ stato accusato di essere membro, ne incarna le caratteristiche. La prima cosa e’ che questi terroristi sarebbero persone che hanno una cultura storico politica superiore alla media, hanno molti amici intimi, sono capaci di scrivere testi analitici, hanno accesso a biblioteche per fare ricerca senza dare nell’occhio. Tutto questo perche’ appparentemente questi gruppi scrivono dichiarazioni quando fanno attacchi, dunque la polizia si rivolge a gente dal livello accademico piuttosto alto, il che e’ abbastanza ironico perche’ io personalmente non conosco nessuno che sia in grado di leggere quelle dichiarazioni. Sono lunghe, molto molto lunghe e orribili da leggere, non e’ divertente, io non ho mai finito di leggerne una perche’ sono scritte in maniera cosi’ pesante e illeggibile. Vi sono descritti gli strambi e contorti ragionamenti prodotti dalle loro menti: noi stessi eravamo davvero dispiaciuti per gli avvocati che hanno dovuto leggere queste dichiarazioni per il caso. Inoltre accusare persone intelligenti di esserne gli autori non e’ molto rispettoso! Ma tornando alla domanda originaria, un’altra cosa che loro ritengono importante e’ che le persone usino il cosiddetto ‘comportamento cospiratorio’, come ad esempio non portare il cellulare ad alcuni degli appuntamenti che hanno, oppure, quando prendono appuntamenti al telefono, se non sono espliciti rispetto al dove e quando incontreranno qualcuno e di cosa intendono parlare. Non e’ uno scherzo, questo e’ riportato nei file, se qualcuno dice per telefono: “Perche’ non ci becchiamo al solito bar a bere una birra domani sera?” e’ considerato un cospiratore perche’ non ha annunciato al telefono di cosa vuole parlare domani al bar…

Una caratteristica importante e’ che i presunti terroristi non appartengono a nessuna specifica ala della sinistra, e dicono esplicitamente che, al momento, vi sono due correnti dominanti nella sinistra tedesca: da una parte gli ‘autonomi’, dall’altra gli ‘anti-imperialisti’. Le persone che le ‘forze dell’ordine’ stanno cercando non devono essere membri ne’ dell’ala autonomi ne’ di quella anti-imperialista. All’atto pratico questo significa affermare che, se sei intelligente ed hai amici ed inoltre non fai parte di alcuna specifica ala della sinistra, allora potresti essere un terrorista.

.

Xname: Ritieni sia importante proteggere la propria privacy?

Annalist: Credo valga la pena di proteggere la propria privacy per quanto e’ possibile, anche se nel nostro caso questo e’ stato usato contro Andrej perche’ considerato ‘cospiratorio’. Questo atteggiamento in se’ e’ stato usato, o hanno provato ad usarlo, come evidenza per provare che lui potrebbe essere un terrorista. Siamo stati fortunati perche’ la Corte Federale ha detto che tale circostanza non e’ probante, non in questo modo, perche’ loro considerano legittimo crittare le mail oppure uscire, a volte, senza il proprio telefono cellulare. Questa decisione della Corte e’ stata rincuorante. Non avevano bisogno di farlo e non penso che all’improvviso si siano trasformati in un organo super democratico, ma al tempo stesso e’ stato un bene che questo sia successo e ne sono grata.

Xname: L’Italia e’ considerata, in Europa, da una parte come un paese estremamente paranoico, dall’altra come un paese pioniere in campo di controllo e strategia del terrore…

Annalist: L’Italia e la Germania hanno in comune un passato fascista ed io credo che il modo in cui e’ strutturata la polizia, che come organo di sorveglianza e controllo funziona, affonda le radici nella storia fascista, anche se chiaramente non si tratta di una linea unica e diretta. Sono sicura che la struttura e’ stata in qualche modo trasportata nel presente e penso sia saggio esserne consapevoli e far si che uno sia in grado di proteggere se stesso, perche’ probabilmente non ci si puo’ aspettare molta protezione dallo stato.

E questa altra cosa riguardo la paranoia: l’obiettivo di questa guerra contro il terrorismo e’ proprio creare paranoia, e generare paura. Penso che l’Italia sia l’esempio piu’ azzeccato. Voi avete questa strategia della tensione nella vostra storia, come quando la polizia ha fatto determinate cose per creare ancora piu’ paura. Io lo uso come esempio quando voglio spiegare in Germania come funzionano questi meccanismi, perche’ e’ cosi’ facile riscontrarli nella storia italiana. Dunque credo che voi tutti sappiate molto bene di che pasta e’ fatto il controllo, ed avete tutte le ragioni per non lasciare i vostri numeri di telefono in giro, etc…

.

Xname: Vuoi aggiungere altro?

Annalist: Un appello a non dimenticare coloro che sono soggetti a fenomeni di repressione: sto seguendo da lontano le cause contro gli attivisti di Genova, alcuni di loro sono stati mandati in prigione per 10/12 anni; molti altri sono soggetti a misure di repressione molto, molto dure. Queste cose costano care e possono distruggere le persone e farle impazzire, io credo sia importante aiutarli a non esser soli:, anche se solo con metodi semplici come parlarne in un blog e rendere le cose pubbliche, andare in strada e mostrare molto chiaramente che sei pronto ad accettare anche questo.

Xname: Grazie. 


http://annalist.noblogs.org

http://einstellung.so36.net/it

http://xname.noblogs.org/post/2008/01/15/conversation-with-annalist

SHARE ONShare on FacebookGoogle+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn